Diego Franzoni, dell'Ordine degli Ingegneri dell Provincia di Ancona interviene sul terremoto di 10 anni fa
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"A dieci anni di distanza, il ricordo delle vittime e la vicinanza alle loro famiglie devono accompagnarsi a una riflessione sul lungo percorso della ricostruzione e sul futuro dei territori colpiti. Fin dalle prime fasi dell’emergenza, gli ingegneri hanno messo a disposizione competenze e professionalità, operando nei diversi ruoli di dipendenti pubblici, liberi professionisti, tecnici delle imprese e delle strutture impegnate nell’emergenza e nella ricostruzione.
Molto è stato fatto, ma molto resta ancora da fare affinché centri come Camerino, Arquata del Tronto e tanti altri borghi e comuni dell’Appennino possano tornare a essere pienamente vissuti dalle loro comunità. La ricostruzione, tuttavia, non può limitarsi alla pur indispensabile ricostruzione materiale degli edifici.
Ricostruire significa anche creare le condizioni perché le persone possano tornare e scegliere di restare. Significa garantire servizi, infrastrutture, collegamenti, opportunità di lavoro e condizioni favorevoli alle attività economiche. Significa investire sul futuro delle aree interne e contrastare il rischio che allo spopolamento provocato dal sisma si aggiunga quello determinato dalla mancanza di prospettive."
Ad affermarlo è Diego Franzoni (Ordine degli Ingegneri della Provincia di Ancona).

"Il nostro ordine- prosegue Franzoni- esprime, nel decennale del sisma, la propria vicinanza alle famiglie delle vittime e a tutte le comunità che ne portano ancora oggi le conseguenze.
"Allo stesso tempo -spiega l'ingegnere- auspico che, insieme al completamento della ricostruzione, proseguano e si rafforzino gli investimenti, gli incentivi e le politiche di sviluppo necessarie a restituire a questi territori non soltanto gli edifici, ma anche comunità, economia e futuro.
Ufficio Stampa
Giancarlo Garoia
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