Politica e Istituzioni
IL SEPARATISMO E COLORO CHE LO PRATIACANO NON RIENTRANO NELLA POLITICA DELL'UNIONE AFRICANA
Sui principali siti di informazione che riguardano la situazione africana sta girando la notizia che vede al centro la questione della cosidetta "RASD" e della sua permanza all'interno dell' Unione Africana " il sito L'Algeria continua la sua diplomazia delle fake news | Il North Africa Post cosi descrive la situazione di un presunto comunicato della "Tanzania Peace Foundation . Infatti il giornale riporta cheil " presidente della Tanzania Peace Foundation Sadiki Godigodi che ha negato categoricamente una dichiarazione recante una firma falsa che è stata trasmessa dall'agenzia di stampa algerina, APS, portavoce delle autorità algerine.Il think tank TPF ha rilasciato un comunicato stampa attraverso la voce del suo presidente in cui ha negato "le accuse false e immorali" del documento fabbricato dal regime algerino e diffuso da APS riguardante il comunicato stampa di Dar Essalam sull'esclusione di pseudo-rasd.Il Presidente della Tanzania Peace Foundation in realtà nega come "false e immorali" le informazioni diffuse dal regime algerino e denuncia l'imitazione della sua firma nonché il falso sigillo sul documento falsificato, presumibilmente rilasciato dalla Fondazione al termine di una conferenza tenutasi sabato 16 ottobre 2021 a Dar Es-Salaam, co-organizzato dall'Institute of Peace and Conflict Studies (IPCS).La conferenza, tenutasi sotto il tema "L'imperativo della ripresa post-Covid: come può la risoluzione della questione del Sahara stimolare la stabilità e l'integrazione africana?" a Dar Es-Salaam, il 16 ottobre, aveva chiesto l'espulsione della pseudo-SADR, autoproclamata dal polisario separatista, dall'Unione africana (UA).L'espulsione della "SADR, che non ha "attributi di uno stato sovrano", correggerà un "gravoso errore storico" che è stato ereditato dall'Organizzazione dell'Unità Africana (OUA) e che scredita l'UA nel suo Atto Costitutivo che stabilisce che l'Unione deve riunire solo Stati sovrani, hanno detto i partecipanti alla Conferenza in una dichiarazione finale. I partecipanti alla Conferenza sono stati unanimi nel sottolineare che la risoluzione della questione del Sahara marocchino richiede necessariamente l'espulsione di questa entità fantoccio, "fonte di divisione e instabilità" in Africa. Come previsto, la formulazione della dichiarazione finale della conferenza non è stata di gradimento delle autorità algerine, che si sono affrettate a fabbricare un'altra dichiarazione in linea con le loro tesi e animosità nei confronti del Marocco. Il presidente della Tanzania Peace Foundation ha negato il contenuto di un documento così falso e ha assicurato in una dichiarazione ufficiale che le notizie diffuse da alcuni media sono false e che sia la firma che il sigillo apposti sul documento sono falsi. La Tanzania Peace Foundation riafferma con forza la partecipazione positiva ed efficace dei suoi membri alla conferenza, nonché il suo impegno per tutte le conclusioni e le raccomandazioni formulate congiuntamente durante la conferenza co-organizzata dall'Institute of Peace and Conflict Studies (IPCS). Il TPF rinnova inoltre il suo impegno e il suo impegno non solo per l'esito della conferenza, ma anche per il contenuto della dichiarazione finale rilasciata il 16 ottobre 202I dai due think-Thanks tanzaniani al termine della conterence. La Tanzania Peace Foundation conferma fermamente l'autenticità di questa presente dichiarazione, dichiarando che qualsiasi notizia emessa, a nome del TPF da qualsiasi media o social network, che sia contraria al contenuto di questa presente dichiarazione deve essere considerata una notizia falsa e non esprime gli orientamenti del TPF e le posizioni dei partecipanti in merito alla questione del Sahara"
La notizia è di particolare importanza. L' Unione Africana è nata per unire non per sostere forze sepratiste, inoltre come riporatato da sito "L'espulsione della pseudo "SADR" dell'UA, una questione di tempo - La Reporter.ma (lereporter.ma)" si fa presente che il " Il Presidente del Centro Internazionale per la Diplomazia ha anche fatto riferimento al crescente sostegno all'iniziativa di autonomia presentata dal Regno come l'unica soluzione seria e credibile per risolvere questo conflitto regionale, sulla scia dei progressi compiuti nelle Province meridionali in termini di democrazia, sviluppo e infrastrutture, nonché della continua apertura di rappresentanze diplomatiche straniere.
Le molteplici iniziative del Marocco a beneficio del continente, la sua leadership in molte aree, il crescente numero di investimenti nelle sue province meridionali, così come la mettere a nudo le manovre del polisario e la minaccia che rappresenta per la stabilità della regione vanno nella direzione che l'espulsione di questa entità dall'Unione Africana è solo una questione di tempo, ha concluso".
Non si tratta di porre fine ad un "errore storico". Si tratta di ricostruire un modello nuovo di relazioni internazionali. Le forze separatiste che operano contro il Marocco sono figlie di una società e di una cultura che affonda le proprie origini nel movimento colonialista e successivamente nella "Guerra fredda" dove la competizione delle potenze europee prima e la divisione del mondo in blocchi hanno permesso e sostenuto forme di lotta che passavano anche attraverso la creazione di forze o entità separatiste con lo scopo non di lavorare per l'unità del mondo arabo e africano ma per mettere in difficoltà un altra nazione europea o un altro blocco ideologico.
Questo mondo è finito con il crollo del Muro di Berlino e ancora di più con la crisi pandemica che ha ridisegnato, al pari di una guerra, un nuovo paradigma nelle relazioni tra gli Stati. Ostinarsi a giocare un gioco che non ha più senso significa non capire che il mondo è cambiato , che le relazioni sociali e tra popoli sono mutate. Per questo l'unica via percorribile per le provincie meridionali del Marocco è che gli altri Stati seguano l'esempio degli Stati Uniti e di altre nazioni , riconoscendole la legittima sovranità marocchina e finendo di credere che il mondo sia ancora ancorato al modello precedente il 1989.
Dobbiamo porre fine , in qualsiasi parte del mondo , alla mentalità coloniale che vedeva il mondo arabo, asiatico come pedine del gioco delle potenze occidentali e creare saldi rapporti paritari tra le nazioni ed i popoli
Marco Baratto