Alla scoperta dell’arte buddhista nei musei italiani
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Far conoscere il grande patrimonio artistico di opere d’arte buddhista conservate nei musei italiani, attraverso il racconto di esperti e insegnanti di Dharma. È questo l’obiettivo di “Arte buddhista nei musei italiani”, il nuovo progetto a cura di Cultura UBI, l’area di Unione Buddhista Italiana che si occupa di esplorare le relazioni di contenuto e forma tra buddhismo e fenomeni e linguaggi estetici, favorendo l’incontro tra diverse discipline con mostre e progetti d’arte, musica e teatro, e attraverso il restauro e la valorizzazione di opere d’arte.
Ad ogni opera e museo è dedicato un video-racconto pubblicato su GATE, il portale dell’Unione Buddhista Italiana. In questo primo ciclo sono coinvolti il Museo delle Civiltà di Roma, il Museo “E. Chiossone” di Genova, il Civico Museo Archeologico di Milano, il Civico Museo d’Arte Orientale di Trieste e il MAO Museo d’Arte Orientale di Torino.
Le opere vengono selezionate con i direttori e i conservatori dei musei, che ne descrivono le peculiarità storico-artistiche e iconografiche, tracciano anche la storia della collezione a cui appartengono. Alle voci degli esperti dei musei si aggiungono quelle di scrittori, studiosi, artisti e maestri di Dharma di diverse tradizioni, chiamati a raccontare le opere dal loro punto di osservazione e attraverso le proprie esperienze.
Si parte con “Bhavachakra. La ruota del divenire”, opera himalayana di area nepalese del secolo XIX ospitata al Museo delle Civiltà di Roma nella collezione di arte orientale “Giuseppe Tucci”. Una thang-ka (dipinto su stoffa) raffigurante la psico-cosmografia che illustra il ciclo delle rinascite inconsapevoli (samsara) determinate legge di causa-effetto (karma).

La descrizione dell’opera è affidata a Massimiliano A. Polichetti, curatore delle collezioni tibetane e nepalesi del Museo delle Civiltà; Filippo Lunardo, ricercatore presso il Dipartimento Istituto Italiano di Studi Orientali (ISO) alla Sapienza Università di Roma e Geshe Dorje Wangchuck, maestro di Dharma dell’Istituto Samantabhadra di Roma.
Il video dedicato alla prima opera è disponibile al link: https://gategate.it/bhavachakra-la-ruota-del-divenire/
“Il contenuto, lo stile, il valore d’uso e cerimoniale delle opere d’arte buddhista sono per molti di noi avvolti nel mistero; consegnati allo stupore e all’esotismo. Le storie che raccontano fanno invece parte di universi artistici e culturali sorprendentemente ricchi e complessi, tutti da scoprire. Insieme alle persone che le opere le studiano e ai luoghi e alle collezioni che le custodiscono” commenta Massimo Torrigiani, responsabile Cultura Unione Buddhista Italiana. “L’Italia ha un’eccezionale storia di relazioni con l’oriente, che la nostra trasmissione vuole contribuire a far conoscere, attraverso opere esemplari, voci autorevoli e prospettive inedite, restituendo alle opere e ai viaggi che le hanno portate fino a noi il loro significato più profondo”.
Crediti:
Regia di Sergio Basso; riprese di Marco Ghianda e Filippo Lupini (Corso di laurea in Produzione video di SAE Institute Milano); montaggio di Filippo Lupini; traduzione dal tibetano di Carmen Simioli.
Foto @Museo delle Civiltà-Roma
Ufficio Stampa
Silvia Panzarin
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