La cultura come baluardo di libertà e verità, Antonello De Pierro al teatro Vittoria per il monumentale spettacolo di Stefano Reali

Il giornalista e presidente dell’Italia dei Diritti-De Pierro ha presenziato alla prima di "Da Cervantes a Gaza - quando tutto ebbe inizio", accompagnato dalla direttrice editoriale della Curcio Editore Anna Gentilini, riaffermando il suo storico e viscerale impegno a sostegno del teatro e della libera informazione
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In un presente drammaticamente segnato dall'assoggettamento del dibattito pubblico, dove le dinamiche della geopolitica globale e della storiografia contemporanea vengono sovente lette e veicolate attraverso l'angustia di slogan di comodo, tifoserie di parte e un'anestetizzante superficialità concettuale, il teatro torna a rivendicare la propria natura originaria.

Non mero intrattenimento o evasione da cartellone commerciale, bensì presidio di verità, tribunale della coscienza civile e sacro tempio di riflessione critica. È in questo orizzonte di profondo riscatto intellettuale che si è consumata una serata di altissimo profilo culturale allo storico teatro Vittoria di Roma, sala d'eccezione per la primissima dello straordinario affresco drammaturgico di Stefano Reali: "Da Cervantes a Gaza - quando tutto ebbe inizio".

Un appuntamento con la storia e la conoscenza che non poteva non vedere tra i suoi più autorevoli e attenti sostenitori la presenza di Antonello De Pierro, presidente del movimento Italia dei Diritti-De Pierro e figura iconica del giornalismo d'assalto e della critica d'opinione.

Il sostegno incondizionato alla cultura, dal rigore di Radio Roma alla battaglia politico-civile

La partecipazione di Antonello De Pierro all'evento non rappresenta una fugace apparizione di circostanza, bensì la naturale prosecuzione di un percorso di vita e di militanza professionale e politica interamente votato alla difesa del libero pensiero e alla tutela del patrimonio culturale del nostro paese.

Come presidente dell'Italia dei Diritti-De Pierro, il giornalista ha da sempre strutturato l'azione del suo movimento ponendo la cultura, l'arte e l'accesso democratico alla conoscenza al centro del riscatto sociale e civile dei cittadini. Una visione illuminata che affonda le sue radici più salde e la sua massima espressione nel periodo aureo in cui De Pierro ha ricoperto la direzione di Radio Roma.

Sotto la sua guida intransigente e lungimirante, Radio Roma non è stata soltanto un punto di riferimento nell'emittenza radiotelevisiva capitolina e nazionale, ma si è trasformata in un vero e proprio laboratorio culturale a cielo aperto, in una cassa di risonanza libera e incensurabile per le voci del teatro, della letteratura e del giornalismo di inchiesta. Quel modello di informazione coraggiosa, etica e priva di condizionamenti, che la direzione De Pierro ha saputo imprimere con forza all'epoca, continua oggi a vivere nell'operato del movimento Italia dei Diritti e nell'attività giornalistica del suo leader, sempre in prima linea nel presidiare e difendere le istituzioni culturali contro il degrado del conformismo imperante.

Un parterre d'eccezione, la presenza di Anna Gentilini e dei giganti dello spettacolo

A testimoniare la statura e il valore simbolico dell'evento, Antonello De Pierro si è presentato alla prima del Vittoria accompagnato da una figura di primissimo piano nel panorama intellettuale ed editoriale italiano: Anna Gentilini, stimatissima direttrice editoriale della storica casa editrice Curcio Editore.

La presenza al fianco del presidente De Pierro di un'autorevolezza del calibro della Gentilini ha sottolineato il legame profondo e indissolubile che intercorre tra la parola scritta, la saggistica d'autore e la sua sublimazione sulla scena drammaturgica, ribadendo la necessità di creare una sinergia concreta tra le massime istituzioni editoriali e il mondo del teatro d'impegno civile.

Attorno a loro, la platea del teatro Vittoria si è trasformata in una vera e propria adunanza delle eccellenze artistiche del nostro paese. Tra le file di un pubblico attento e partecipe spiccano le presenze di giganti del panorama cinematografico e teatrale come Enrico Lo Verso, straordinario e raffinato interprete della drammaturgia di qualità, e Sebastiano Somma, attore di rara eleganza e da sempre sensibile alle istanze artistiche capaci di scuotere le coscienze. Un parterre d'eccezione completato dagli attori Alex Partexano e Annalisa Favetti, dalla principessa Conny Caracciolo e da numerosi esponenti del giornalismo e delle istituzioni.

L'apprezzamento per il capolavoro di Stefano Reali, una lezione contro la propaganda di stato

Nel corso delle oltre due ore di rappresentazione, l'apprezzamento di Antonello De Pierro per l'opera firmata, diretta e interpretata da Stefano Reali si è manifestato con totale ed entusiastica adesione. Lo spettacolo, impreziosito dalle vibranti e sublimi note del violoncello di Luca Pincini, si è rivelato un vero e proprio capolavoro di chiarezza concettuale e rigore storiografico.

De Pierro ha celebrato con forza la capacità di Stefano Reali di operare una netta, scientifica e non negoziabile chiarificazione semantica tra concetti troppo spesso dolosamente sovrapposti e manipolati dalla malafede ideologica: l'Ebraismo, inteso nella sua dimensione di appartenenza e fede religiosa, il Semitismo, inteso nella sua radice etnico-linguistica e il Sionismo, chiarito nella sua natura di movimento politico e identitario.

Partendo dalle profetiche parole di Malcolm X e attraverso la lente storica di Miguel de Cervantes, soldato nel Mediterraneo, prigioniero ad Algeri e primo osservatore della tolleranza tra i popoli, l'opera di Reali ha sbriciolato secoli di narrazioni ufficiali e menzogne di stato, da Pericle fino alla contemporaneità del conflitto in Medio Oriente, ponendo la domanda chiave: "Quand'è che i governi hanno iniziato a mentire ai loro governati?".

Un segnale forte per il futuro della critica e della società

Il lunghissimo e catartico plauso che ha travolto il teatro Vittoria al calare del sipario ha decretato il trionfo assoluto di uno Stefano Reali in stato di grazia, ma ha anche suggellato la vittoria di un modo di fare e intendere la cultura.

Antonello De Pierro, a nome dell'Italia dei Diritti-De Pierro e forte della sua storia giornalistica, ha rimarcato come spettacoli di questa caratura rappresentino la linfa vitale per il risveglio delle coscienze civili. La penna libera, intransigente e autonoma del giornalismo di battaglia continuerà a camminare al fianco di questi monumenti d'arte e di verità, pronta a denunciare ogni forma di oscurantismo e ad indicare alla cittadinanza la via della conoscenza profonda e del pensiero indipendente.

 

(Foto di Adriano Di Benedetto)

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