La Stagione teatrale Galeata e Civitella di Romagna (FC)

VENERDì 6 MARZO TEATRO C.ZAMPIGHI GALEATA ORE 21,15 MARIA PIA TIMO in “Doppio brodo show”
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Stagione teatrale Galeata e Civitella di Romagna

"Scavalcamontagne*

 Scavalcamontagne , ovvero  * Antiche compagnie di artisti girovaghi che viaggiavano a lungo ed in condizioni difficili per portare i loro spettacoli nelle periferie, dovendo effettivamente “scavalcare montagne” per raggiungere i luoghi più remoti." è il titolo che abbiamo voluto dare a questa stagione teatrale che mette insieme i teatri   di Galeata e Civitella di Romagna.

Luoghi lontani , men di quel che si creda, ma che sanno dare soddisfazioni

E l'immagine del manifesto con un attore pomposo con tanto di gorgiera e  teschio  amletico in mano (" iconico" direbbe qualcuno) prima del monologo piu noto di tutta la storia del teatro , ma con il calzino bucato vuole giocare con la dichiarata inadeguatezza e cialtroneria che spesso rendono paradossalmente piu' poetico il mondo dell'arte, soprattutto di questi tempi.

 Sospesi tra naivete' e sforzo artistico,  ironicamente artigianali nel proporre spettacoli in luoghi non usuali, fuori spesso dai circuiti consueti ma dove passione e voglia di partecipare non abdicano affatto rispetto a tempi " un pò così'".

E la programmazione della stagione vuol giocare un pò con questa dichiarazione poetica di  "inadeguatezza" 

E così le cialtronerie e le inadeguatezze dichiarate dei protagonisti di Amamaz di Bartolini e Pizzol ( giunto al suo trentesimo anno di eta' e come tutti i decenni passati festeggiato sul palco con tanto di torta) o degli improbabili operai di Work class, ma anche del gregario in fuga de Il Condor con Camillo Grassi e soprattutto del maschio moderno del Corto circuito di Leonardo Manera o del barbiere -filosofo di Barbir di Denis Campitelli tracciano una linea ( naturalmente rossa, le .linee son sempre rosse) di rapporto che poi si allunga a comprendere la geniale inadeguatezza tra confessioni e grasse autoironie del Wolfgang Amade' Mozart di Tullio Solenghi la ridefinizione della donna moderna in relazione a mamme , nonne e bisnonne di Doppio Brodo di Maria Pia Timo e le volonta' di emancipazione un pò naif delle ragazze calciatrici di Giovinette fino alla celbrazione della spontaneita' e dell'umanita' al potere nel Sandro di Andrea Santonastaso, ritratto appassionato con pipa dell'amato Sandro Pertini.

Si è cercato di mantenere bassi ( forse i piu bassi della Provincia) i prezzi dei biglietti pur nel fisiologico aumento creando anche diverse proposte di abbonamento ( dal ridotto all'intero) che comprende sia le singole sottorassegne di Galeata e Civitella sia l'abbonamento generale

VENERDì 6 MARZO TEATRO C.ZAMPIGHI GALEATA ORE 21,15

MARIA PIA TIMO in “Doppio brodo show”*


Il manuale della donna imperfetta di Roberto Pozzi e M. Pia Timo consulenza
musicale: Anna Galletti

 Lo spettacolo, forgiato in quella matrice regionale che traendo spunto
dalle radici sa diventare universale un po’ come la Napoli dei De Filippo,
la Liguria dei Govi o la Venezia di Goldoni, nasce da una commossissima
malinconia per le epiche figure delle nostre nonne, donne di casa, di
compagna, di un'Italia tutta da ricostruire, donne come l’azdora, la
matriarca romagnola ed emiliana, e si diverte a contrappuntarle alle
attuali figure di noi mogli-madrilavoratrici angustiate, che i riferimenti
forse li abbiamo persi o confusi un po’ tutti. Quanto sia cambiato in
Italia il modo di vivere, la società, le usanze, in meno di cinquant’anni
ha dell’incredibile. Come pure ha dell’incredibile quale carico di lavoro e

responsabilità gravasse sulla donna. Diamo scontati preziosi alleati come
detersivi, lavatrice, fornelli, frigorifero, nella gestione delle nostre
‘facili’ famiglie di figli unici o quasi. Senza di questi, servivano
stratagemmi, conoscenze e un’organizzazione ferrea, soprattutto quando i
familiari di cui occuparsi raggiungevano la ventina. Ammettiamolo: noi non
ce la potremmo fare! Grazie ad un lavoro di mesi, anni, di raccolta di
testimonianze proprio di queste ultime reduci di un’epoca che va
scomparendo, è nato un meraviglioso bagaglio di racconti da fare rivivere
in scena. Sono serviti interi pomeriggi di chiacchiere e chiacchiere e
chiacchiere, tra risate e momenti di sincera commozione, in giro per la
campagna, in casolari sull’Appennino o in villette vista mare, per sondare
l’anima della più autentica donna delle nostre campagne. Come si crescevano
i figli un tempo e come non lo si sa più fare oggi, cos’è il matrimonio
oggi e cos’era all’ora, e soprattutto come si cucinava e si mettevano a
tavola eserciti di commensali allora, mentre oggi ci si barcamena a
malapena tra buste di surgelati e fast food… ecco! A metà tra reading,
lezione culinaria e monologo comico, sul palco (dove vengono prodotti sul
tagliere, in diretta, paste al mattarello) prende vita uno spettacolo (con
sottofondi musicali folkretrò) che è come un pentolone di brodo, con tanti
ingredienti diversi, che cuoce lento e a lungo sulla stufa e sa scaldare il
corpo e gli animi, e produrre un lunghissimo sorriso

Ufficio Stampa

Giancarlo Garoia
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