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Caso Ponte D e inferno di via Naro, Italia dei Diritti-De Pierro su piede di guerra a Pomezia a guidare protesta popolare
Pomezia - Un’assemblea pubblica infuocata, un territorio ormai allo stremo e un clamoroso cortocircuito istituzionale che si consuma in diretta web sotto gli occhi di migliaia di cittadini. La vicenda del Ponte D a Campo Ascolano e il grave stato di dissesto stradale che stringe in una morsa Pomezia e Torvaianica sono diventati il palcoscenico di un durissimo scontro politico.
A guidare l'offensiva a tutela dei diritti dei cittadini, rimasti per anni inascoltati, è il movimento Italia dei Diritti-De Pierro, sceso in campo in prima persona con i suoi massimi vertici nazionali e locali per dare voce all'esasperazione popolare e annunciare una mobilitazione senza precedenti.
Campo Ascolano, un'assemblea caotica e la solidarietà di De Pierro
L’assemblea pubblica svoltasi presso la parrocchia di Campo Ascolano era nata sotto i peggiori auspici, ma i fatti hanno superato ogni previsione. In un clima di fortissima tensione e caos organizzativo, centinaia di cittadini, pendolari, genitori e commercianti si sono radunati per chiedere conto del blocco infinito dei lavori sul Ponte D, un'opera strategica la cui paralisi sta compromettendo la viabilità locale e sta flagellando, per la terza stagione balneare consecutiva, l'economia turistica della zona.
All'incontro ha voluto presenziare personalmente Antonello De Pierro, presidente nazionale dell'Italia dei Diritti-De Pierro, giunto sul territorio per portare la solidarietà più totale e concreta del movimento. Al suo fianco, il vice responsabile per Pomezia Orazio Patanè, l'uomo che per primo e in tempi non sospetti aveva denunciato mediaticamente questo intollerabile disservizio.
L'impegno del gruppo locale era stato d'altronde già formalizzato nei mesi scorsi attraverso un'accurata e durissima comunicazione scritta inviata dalla segreteria provinciale del movimento, guidata dal segretario provinciale Carlo Spinelli, direttamente agli uffici competenti di Roma Città Metropolitana. Una diffida istituzionale formale rimasta a lungo senza risposte esaustive da parte dell'ente metropolitano.
La determinazione di Patanè e la scelta strategica di De Pierro
L'intervento di Orazio Patanè durante l'assemblea è stato uno dei momenti più significativi dell'evento. Con un discorso duro, lucido e millimetrico, Patanè ha strappato il consenso e l’approvazione unanime della platea, evidenziando come una paralisi di due anni e mezzo sia civilmente intollerabile per un paese moderno. Il vice responsabile di Pomezia ha chiarito, senza giri di parole, che l'Italia dei Diritti-De Pierro darà battaglia utilizzando qualsiasi strumento e forma di dissenso consentiti dall'ordinamento giuridico.
Di fronte all'efficacia di un messaggio già arrivato forte e chiaro, il presidente Antonello De Pierro ha compiuto una precisa scelta strategica. Rinunciando a un ulteriore intervento dal vivo, ha preferito far valere il suo storico bagaglio di giornalista d'inchiesta e d'assalto. De Pierro ha così avviato una travolgente diretta sulla propria pagina Facebook ufficiale, che con i suoi oltre 260.000 follower lo colloca al 57° posto nella classifica nazionale dei politici italiani più seguiti, davanti a leader del calibro di Antonio Tajani, Nicola Fratoianni e Angelo Bonelli.
Una potenza di fuoco mediatica enorme, messa interamente a disposizione di una comunità locale per documentare in tempo reale il malessere sociale e scardinare le giustificazioni dei rappresentanti istituzionali presenti: la Sindaca di Pomezia Veronica Felici, la consigliera metropolitana delegata alla Viabilità Manuela Chioccia, l’ingegnera Lisiana Prato (RUP) e l'architetto Maurizio Russo.
Il "giallo" dei documenti afferenti ai lavori del Ponte D
È proprio durante la diretta di De Pierro che è emerso il risvolto più singolare per l'amministrazione comunale.
La sindaca Veronica Felici, parlando in un clima di forte contestazione, ha cercato di smarcarsi affermando giustamente che l'opera non rientrava nelle competenze dirette del Comune e che lei, più di quanto fatto, non avrebbe potuto fare. La prima cittadina di un Comune di circa 65.000 abitanti ha poi aggiunto però una frase lapidaria: di non possedere la documentazione afferente ai lavori del ponte, lasciando intendere di non conoscerne esattamente le dinamiche e di non potervi accedere.
La giustificazione ha immediatamente insospettito l’occhio clinico di De Pierro, che l'ha incalzata a mezzo social. Com'era possibile che il sindaco del territorio non avesse gli atti di un'opera pubblica che ne stava distruggendo la viabilità?
Di fronte alle domande incalzanti del leader, la sindaca ha preferito posare il microfono e interrompere il discorso pubblico, mentre tra la folla si sollevava la tesi secondo cui la Città Metropolitana negasse i documenti persino ai consiglieri.
De Pierro ha immediatamente sollevato l'incongruenza normativa: ai sensi dell'art. 43, comma 2 del Tuel (Testo Unico degli Enti Locali), i consiglieri hanno il diritto e il dovere inderogabile di ricevere dagli uffici dell'ente, entro 30 giorni, qualsiasi documento utile all’esercizio del proprio sindacato ispettivo.
L'arcano è stato svelato pochi minuti dopo. Interpellata direttamente da De Pierro, la delegata metropolitana Manuela Chioccia ha smentito categoricamente di aver mai ricevuto richieste formali ex art. 43 da consiglieri metropolitani, né tantomeno richieste da parte della sindaca di Pomezia. Il fantomatico consigliere a cui erano stati negati gli atti era in realtà un consigliere comunale di Pomezia, dunque privo di poteri ispettivi diretti ex art. 43 sull'ente provinciale/metropolitano. Di fatto, a margine dell'incontro e a riflettori spenti, sarebbe emersa la verità che sembra mettere a nudo l'inerzia del Comune: in base a quanto affermato dalla Chioccia nessuna richiesta ufficiale di accesso agli atti risulterebbe essere mai essere stata inoltrata dalla sindaca Felici alla Città Metropolitana. Una condotta che la stessa prima cittadina non avrebbe smentito, trincerandosi dietro la convinzione che i lavori fossero ormai in procinto di riprendere.
In base a questo scenario fattuale emergerebbe una performance istituzionale decisamente claudicante: i documenti non erano affatto "secretati" o impossibili da ottenere; semplicemente, la sindaca non si sarebbe mai preoccupata di chiederli.
Da Campo Ascolano a via Naro, l'inferno della zona industriale
La battaglia del movimento non si ferma però al solo Ponte D. Nel congedarsi dai cittadini, Antonello De Pierro ha promesso che l'Italia dei Diritti-De Pierro intensificherà la pressione su un'altra vergogna del territorio di Pomezia: via Naro.
Questa arteria vitale della zona industriale versa da tempo in uno stato di dissesto indescrivibile. Le buche, le voragini e i dislivelli del manto stradale, combinati con il passaggio ininterrotto di mezzi pesanti, generano vibrazioni continue e rumori assordanti che tormentano i residenti giorno e notte, impedendo il sonno e provocando, secondo alcune testimonianze, persino lesioni strutturali ad alcune abitazioni.
Sul posto si erano recate, sollecitate proprio dall'Italia dei Diritti-De Pierro, le telecamere di Canale 10 per documentare un incubo quotidiano. Un'intervista, quella realizzata con Orazio Patanè e lo stesso De Pierro alle ore 15:00, quasi impossibile da portare a termine a causa del frastuono insostenibile causato dai TIR sobbalzanti sulle buche. Un degrado tale da strappare a De Pierro un commento amaro: "Nemmeno in Somalia si vedono strade ridotte in questo stato".
L'etichetta dell' "influencer di Ostia" e la cecità politica dell'amministrazione
In questo scenario si inserisce un dettaglio che svela la disarmante superficialità comunicativa e politica di certi ambienti locali. Nei giorni successivi alla protesta, in alcuni comunicati, Antonello De Pierro, giornalista di lungo corso, direttore di testate giornalistiche, presidente nazionale di un movimento capillarmente diffuso nei comuni italiani e figura pubblica di enorme visibilità, è stato sbrigativamente etichettato come un "non identificato influencer proveniente da Ostia" (quando in realtà risiede all'Infernetto).
Una gaffe clamorosa che si scontra con la realtà dei fatti. La sindaca Felici, che ha sostenuto di non conoscere De Pierro e l'Italia dei Diritti-De Pierro, ignora evidentemente le dinamiche del territorio che amministra: dove si trovava l'amministrazione comunale quando l'Italia dei Diritti-De Pierroi manifestava per Via Naro? E dove si trovavano i membri della giunta quando le telecamere di Canale 10 trasmettevano il servizio di denuncia su via Naro, interpellando formalmente proprio il Comune di Pomezia per il necessario diritto di replica? È possibile che nessuno all'interno del palazzo comunale abbia sentito il dovere di visionare un servizio televisivo, in cui veniva intervistato proprio De Pierro, così critico riguardante il proprio territorio?
Il "metodo De Pierro", la vera opposizione si fa sul territorio
I fatti di questi giorni dimostrano la straordinaria efficacia di quello che è ormai noto come il "metodo De Pierro": un asfissiante e rigoroso sindacato ispettivo esterno condotto sul campo dai responsabili locali e dai cosiddetti "consiglieri ombra". Un modello di politica di prossimità che dimostra come sia possibile incidere profondamente sulle scelte amministrative, vigilare sulla virtuosità pubblica e tutelare i cittadini anche stando al di fuori delle aule consiliari.
Tuttavia, viste le continue e insanabili criticità di Pomezia, De Pierro ha lanciato una suggestione politica importante a margine dell'evento: il movimento sta seriamente valutando l'ipotesi di presentare una propria lista ufficiale Italia dei Diritti-De Pierro alle prossime elezioni comunali di Pomezia.
Che sia dentro o fuori dal consiglio comunale, la promessa alla cittadinanza resta immutata: il movimento non lascerà soli i residenti. Se le risposte sul Ponte D (la cui scadenza per la ditta appaltatrice scadeva giovedì 16 luglio) non si tradurranno nell'immediato subentro di una nuova ditta e nella riapertura lampo del cantiere, la protesta si sposterà fisicamente e duramente sotto la sede della Città Metropolitana di Roma Capitale. La pazienza è finita, e l'onda d'urto dell'Italia dei Diritti-De Pierro è appena iniziata.