“Chocosexual” dei Niente da fare e il linguaggio delle paure moderne
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La struttura del brano è lineare, ma non per questo povera, anzi costruisce una tensione costante che accompagna tutto l’ascolto. La sezione ritmica è il motore principale, con una batteria precisa e un basso che tiene saldo il centro del suono. Il testo lavora su un accumulo di immagini che diventano via via più incisive.
La frase “sono soggetto alla felicità, credo nei mostri, nella libertà” rappresenta un momento di apertura che spezza la sequenza delle fobie e introduce una visione più ampia. La band riesce a dare un senso unitario a elementi molto diversi tra loro, evitando dispersioni. Il brano non cerca di stupire con cambi improvvisi, ma preferisce costruire un’identità coerente. Il risultato è un pezzo che resta in mente per la sua chiarezza e per la sua capacità di parlare al presente.

https://open.spotify.com/intl-it/artist/1dUzXfGFP4olHyqumwDQsk
Ufficio Stampa
Cristiano Romanelli
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