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Omicidio volontario per chi uccide guidando ubriaco o drogato

Si continua a morire sulle strade a causa di conducenti ubriachi o sotto l'effetto di stupefacenti. Massimiliano Fanni Canelles, direttore del mensile SocialNews, organo di divulgazione del Dipartimento Giustizia Minorile commenta il dramma avvenuto al piccolo Davide di Trieste
, (informazione.news - comunicati stampa - trasporti) E' stato arrestato per l'ipotesi di omicidio colposo, cioè non volontario, il conducente dell'auto che a Trieste ha investito e ucciso Davide Bressan, di 9 anni. L'uomo di 34 anni era positivo ai test alcolimetrici a cui è stato sottoposto in ospedale. Il piccolo Davide, una promessa del pattinaggio artistico cittadino, è stato investito mentre rincorreva un pallone.

Ogni anno in Italia i morti per incidenti con autoveicoli sono più di settemila e si prevede che nell'anno 2020 la strada raggiungerà il terzo posto come causa di disabilità subito dopo la cardiopatia ischemica e la depressione maggiore. Ma il quadro delle vittime è ben più ampio di quello evidente dalle fredde statistiche. A chi muore infatti si aggiunge la sofferenza dei congiunti e chi contrae un handicap diventa un peso per i suoi parenti. Al drammatico costo in vite umane non possiamo non considerare quindi l’aumento del costo sociale che rende necessario un’efficace e urgente piano di prevenzione.

L’Unione Europea ha definito come obiettivo quello di dimezzare gli incidenti e le vittime entro il 2010. In Italia questo sforzo è stato tradotto nel piano nazionale per la sicurezza stradale ma sia la patente a punti che i maggiori controlli di polizia e l'utilizzo dell'etilometro non sono riusciti a ridurre adeguatamente il numero di incidenti e di vittime. Dopo un decremento del 10% nel 2003 negli anni successivi la diminuzione si è fermata a un modesto -5% l'anno contro una diminuzione media necessaria del 9% per raggiungere l’obiettivo.

Le continue vittime provocati da chi si mette alla guida sotto l'effetto di alcool e sostanze stupefacenti sono ormai inaccettabili ed i provvedimenti presi dalle istituzioni per gli autori di questi reati non paiono adeguati alla grande maggioranza della popolazione. Non si può definire colposo l'omicidio di bambini e persone investite da auto condotte da ubriachi e drogati. L’arresto per uno, tre, sei mesi per guida in stato di ebbrezza o sotto l’effetto di sostanze stupefacenti risultano pene perlomeno discutibili che diventano insostenibili se l'autore del reato non fa poi un solo giorno di carcere. Occorre quindi che il legislatore riconosca come volontario o preterintenzionale, con conseguente aggravio di pena, ogni incidente provocato durante alterazione dello stato i coscienza dovuta ad alcol o sostanze stupefacenti.
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Monica Coronica
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