Ortofrutta, Confeuro: “Organizzazioni produttori sempre più deboli con Gdo. E’ allarme”
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La nuova relazione della Corte dei conti europea mette in luce una criticità che non possiamo più ignorare: nonostante un miliardo di sostegno all’anno, le organizzazioni di produttori ortofrutticoli stanno perdendo terreno e, con esse, si indebolisce la capacità degli agricoltori di incidere sul mercato e di difendere il proprio reddito. Il dato sulla diminuzione del 39% degli agricoltori aderenti tra il 2012 e il 2023 rappresenta un segnale che deve richiamare immediatamente l’attenzione delle istituzioni”.
Lo dichiara Andrea Tiso, presidente nazionale di Confeuro- Confederazione Agricoltori Europei, commentando la relazione della Corte dei conti europea sulle organizzazioni di produttori del comparto ortofrutticolo.
“Serve un cambio di passo concreto e urgente - prosegue il presidente Tiso - a partire da obiettivi più chiari per le organizzazioni di produttori e da una significativa semplificazione burocratica: *quest’ultima, d’altronde, non può rimanere uno slogan, ma deve tradursi in procedure più snelle, tempi certi e minori oneri amministrativi per le organizzazioni e per le aziende agricole. Troppe energie vengono ancora assorbite dalla gestione degli adempimenti, invece di essere dedicate alla produzione e all’innovazione*. Le risorse europee devono essere orientate verso interventi realmente capaci di rafforzare la produzione, migliorare la qualità e accrescere la competitività delle aziende agricole.
È inoltre necessario favorire processi di aggregazione, attraverso fusioni, associazioni di OP e organizzazioni di dimensioni maggiori, capaci di avere un peso più significativo nel confronto istituzionale e nella filiera. Rafforzare la capacità organizzativa significa aumentare la tutela del reddito degli agricoltori e contribuire a una distribuzione più equilibrata del valore aggiunto lungo tutta la filiera agroalimentare. Se le organizzazioni restano frammentate - conclude Andrea Tiso - il loro potere contrattuale nei confronti della Grande distribuzione organizzata continuerà a essere troppo debole. L’obiettivo deve essere quello di costruire un sistema produttivo più forte, aggregato e autorevole, nel quale l’agricoltore possa tornare ad avere un ruolo centrale nella formazione del valore. Queste è la direzione che deve immediata prendere l’Unione Europea”.
Ufficio Stampa
Marco Montini
Giornalista (Leggi tutti i comunicati)
Roma
montinipress@gmail.con
