MASSIMO PARACCHINI RICORDA L'ARTISTA GIAN PAOLO TORRES

Gian Paolo Torres, persona affabile, sempre elegante, gentile e disponibile con tutti, un vero gentiluomo d’altri tempi, ma soprattutto un grande artista vercellese ancora tutto da scoprire, attento studioso delle avanguardie artistiche di fine ‘800 e inizi del ‘900, che si differenzia da tutti gli altri per l’insaziabile voglia di conoscere e di scoprire, di approfondire, per una spiccata sensibilità cromatica, per il colore puro e genuino a volte spregiudicato e audace, ma anche raffinato.
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Gian Paolo Torres, persona affabile, sempre elegante, gentile e disponibile con tutti, un vero gentiluomo d’altri tempi, ma soprattutto  un grande artista vercellese ancora tutto da scoprire, attento studioso delle avanguardie artistiche di fine ‘800 e inizi del ‘900, che si differenzia da tutti gli altri per l’insaziabile voglia di conoscere e di scoprire, di approfondire, per una spiccata sensibilità cromatica, per il colore puro e genuino a volte spregiudicato e audace, ma anche raffinato delle sue opere che fanno  pensare subito a Matisse, a Derain, a Vlaminck, a Van Dongen, a Marc, a Marquet,  ai Fauves, o anche a Rousseau il Doganiere, a volte delicato come la corolla di un fiore appena nato, altre volte incisivo, potente, esplosivo come nelle calde soleggiate giornate estive quando il mare abbaglia per il suo intenso splendore.

Spesso i colori primari vengono scelti e accostati liberamente, non è più necessario utilizzare il  chiaroscuro o la prospettiva, ma tutto è lasciato al contrasto cromatico e alla sua grande  forza, dando sempre  libero sfogo all’immediatezza espressiva. Nelle sue opere non è più importante rappresentare la realtà quotidiana  come quella di due triglie o due uova in padella o di un paesaggio urbano o di campagna, o il volto di una donna o di un amico di lunga data, fondamentale diventa trascriverla attraverso la semplificazione e la sintesi delle forme, il fulgore cromatico, puro, spontaneo per esprimere fino in fondo le proprie emozioni e le proprie sensazioni, per cogliere sempre la forza intramontabile dell’arte e la sua eterna libertà al di là di ogni schema precostituito, per carpire  il prorompere inarrestabile della vita e il suo infinito slancio. 

Il nostro artista ha viaggiato tanto in età più giovane, ha osservato molto, continua a studiare e a mostrare una vivacità intellettuale che non ha eguali nel panorama artistico locale.

Massimo Paracchini

 

 

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