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Arte e Cultura

Presentato venerdì 21 Marzo 2025, a Lenz Teatro_Sala Majakovskij, l' "Atlante sulla Violenza 2025 → 2027"

Per un mondo rivelato dal Teatro: il progetto triennale che si struttura a partire da cinque azioni fondamentali: composizioni linguistiche contemporanee, congiunzioni artistiche filosofiche, scritture espanse e cultura visuale, concatenazioni sensibili e innesti nel patrimonio paesaggistico monumentale museale, realizzato in collaborazione con istituzioni nazionali e realtà culturali territoriali.
Bologna, (informazione.news - comunicati stampa - arte e cultura)


È stato presentato  nella Sala Majakovskij di Lenz, Atlante sulla Violenza_Per un mondo rivelato dal Teatro, il nuovo progetto triennale 2025 → 2027 di Lenz Fondazione, che si articola in un lavoro anatomico a partire dall’Iliade, il primo grande libro dell’Occidente che trascrive poeticamente temi quali il conflitto, la prevaricazione, l’empietà, e in una serie di riscritture performative connesse con la sua epica. Il lavoro di ricerca di
Lenz Fondazione, la cui direzione artistica è di Maria Federica Maestri e Francesco Pititto, dopo il progetto quadriennale sulle Sacre Scritture, conduce, nel prossimo triennio, verso un’analisi della violenza e dell’atto violento, dell’eroe mitico e della guerra.
“Per indagare la relazione profonda tra la materia e lo spirito, tra la natura e l’essere umano, ci vengono in ausilio i pensieri e gli scritti di Simone Weil e i randi poemi fondativi del pensiero occidentale, mentre le riflessioni filosofiche sul potere di Hannah Arendt saranno fondamentali per capire il gesto morale e politico di traduzione estetica ed etica delle opere violente”, ha chiarito Maestr..

Il lavoro triennale si struttura a partire da cinque posizioni, intenzioni e azioni fondamentali: le composizioni linguistiche contemporanee multi-segniche, le congiunzioni artistiche filosofiche, cioè interferenze concettuali per riuscire a interpretare e trasformare artisticamente gli avvenimenti contemporanei, le scritture espanse e la cultura visuale, le concatenazioni sensibili e gli innesti nel patrimonio paesaggistico, monumentale e museale, con progetti di riparazioni poetiche e performative dell’Habitat Urbano e di valorizzazione dei musei degli atenei di Parma, Bologna e dell’APE Museo.
Le azioni in convergenza, rifrazione e diffrazione si articolano in molteplici pratiche laboratoriali rivolte a giovani artist*, performer, danzatori, musicist*, videomaker, adolescenti e a persone con diverse età e sensibilità, in azioni artistiche di parentela etica ed estetica per indagare il tema dell’identità artistica femminista, in un ampio programma di seminari transdisciplinari promossi in stretta collaborazione con università italiane e centri di ricerca.
Habitat Pubblico, la stagione teatrale 2025 di Lenz Fondazione, parte a marzo per terminare a dicembre ed è composta da una pluralità di proposte
performative, formative e didattiche, che aprono alla fruizione pubblica gli spazi post-industriali di Lenz Teatro e avviano il dialogo con altre realtà culturali e luoghi monumentali della città. Dopo la re-edition di QUESTA DEBOLE FORZA e la ripresa dell’ampio progetto sulle Sacre Scritture, nell’ambito del
progetto di reidratazione poetica del Presente Urbano Anatomie del Paesaggio, a giugno l’installazione site-specific de IΛIAΣ_ILIADE#1_CAVALLI al Museo di Veterinaria dell’Università di Parma, rappresenta la convergenza_fusione tra fisica reale dell’animale, sensibile al dolore, alla tristezza e alla nostalgia, e l’animalità mitologica per un superamento della gerarchia specista.

Di particolare rilevanza, la collaborazione ripresa con il Teatro Regio e il Festival Verdi, a ottobre, con la prima esecuzione assoluta di ΔΥΣΔΑΙΜΟΝΊΑ_DISDEMONA_CATTIVA STELLA: dopo le traduzioni contemporanee elaborate dal 2014 al 2019, creazioni speciali per diverse edizioni del festival come Verdi Re Lear_L’opera che non c’è, Autodafè dal Don Carlos, Paradiso_Un Pezzo Sacro, Verdi Macbeth, riprende il dialogo di Lenz con l’opera musicale di Giuseppe Verdi. Nella Fabbrica, al Wopa, in via Palermo 6, si istituisce un nuovo piano interpretativo dell’opera verdiana: la violenza emanata dallo spazio del lavoro operaio riduce al silenzio il corpo_voce di Disdemona, straziato, soffocato dal fragore della voce “polifemica” della macchina produttiva (Otello). Qui, la retorica dell’atto parossistico erotico-amoroso è sostituita dalla verità dello sfruttamento delle donne operaie, violentate dal lavoro alla catena di montaggio.


Molte le drammaturgie indagate, dorsali dei progetti pluriennali, tra Shakespeare, Manzoni, Jakob Lenz, Calderón de la Barca, negli spettacoli in ripresa, nelle riedizioni site-specific e negli esiti di laboratorio. Continua anche il progetto di riparazione poetica ideato a partire da un’importante collaborazione con l’associazione ambientalista LIPU (la cui sede nazionale di recente ristrutturazione è a Parma ed è ubicata proprio nel comparto adiacente a Lenz Teatro). Da questa convergenza è nato Haiku, un affresco performativo 

di re-wilding poetico per un pensiero lirico-ecologista: Dove prima era_Bosco_Acqua_Aria_Roccia sono un ciclo di performance poetiche diffuse nel
paesaggio urbano, in spazi museali e in oasi protette.

“La valorizzazione del patrimonio paesaggistico e monumentale può essere realizzata attraverso esperienze performative profondamente innovative, sotto il duplice aspetto visuale e installativo – ha spiegato la direttrice artistica di Lenz Fondazione -. I beni che costituiscono le collezioni museali, gli spazi monumentali e i luoghi storici della città possono rappresentare, in maniera dinamica, la storia della conoscenza dell’umanità, il suo essere energia propulsiva per l’emancipazione culturale e sociale del nostro presente”.


Nel prossimo triennio, il progetto permanente sulla Resistenza, dal titolo Rami e Radiazioni, ha una nuova espansione concettuale e non si limita alla
traduzione artistica della memoria storica, ma allarga le trascrizioni performative alle propulsioni irradianti i principi che originano la lotta contro i nazifascismi, con nuove declinazioni spaziali nei luoghi simbolo della democrazia e dell’antifascismo della città di Parma.


Le azioni performative immaginate dalle artiste e dagli artisti associat* in Parentela per Natura Dèi Teatri 2.0 #2025, festival internazionale di arti performative, e i tanti esiti delle esperienze formative saranno presentati al pubblico all’interno degli spazi di Lenz Teatro. La programmazione dal vivo è accompagnata, in occasione di giornate dedicate, a un calendario di eventi in streaming, dialoghi con il pubblico e seminari. Gli artisti e le artiste in dialogo per il 2025 con Lenz saranno Beatrice Baruffini, Alessandro Conti, Lorenza Guerrini e Orsola Rignani, mentre l’artista sostenuta per il 2025 sarà
Muna Mussie.

 In continuità con il lavoro di trascrizione performativa su Gina Pane (Over Gina Pane_4 Azioni Sentimentali), presentato nel 2024, nell’ambito della mostra “Contemporanea”sui Capolavori delle collezioni private di Parma, Lenz intende realizzare un progetto triennale ispirato al pensiero creativo di alcune
artiste visive che hanno lasciato un segno nella storia e nel tempo, proponendo, quindi, di rileggere scenicamente l’opera di Leonora Carrington (nel 2025), Marisa Merz (nel 2026, anno in cui ricorrono i 100 anni dalla nascita) e Louise Bourgeois (nel 2027). “Parallelamente alla nostra ricerca drammaturgica e proseguendo il lavoro iniziato l’anno scorso con Gina Pane, ci avventureremo nella ri-trascrizione performativa delle opere di queste tre artiste decisive per la nostra visione estetica”, ha commentato Maestri.


Fin dall’inizio del proprio agire artistico, Lenz Fondazione ha voluto privilegiare gli aspetti della fragilità, della sensibilità e dell’insofferenza agli stereotipi che mirano a definire le pratiche e i contenuti del campo artistico e quale Lenz Fondazione Via Pasubio 3/e 43122 Parma Italia T + 39 0521 270141 info@lenzfondazione.it www.lenzfondazione.it ruolo riservare alle esperienze considerate marginali rispetto alle strutture linguistiche e ai comportamenti dominanti. Il Laboratorio RO.CA. è una nuova sezione progettuale di pensiero, ricerca e azione artistica, dedicata a Rocco Caccavari, dal 2008 al 2021 presidente onorario e direttore scientifico della Fondazione. A partire dal 2023, il progetto è stato realizzato dai gruppi di Automutuoaiuto dell’Ausl di Parma e ha come tema di lavoro la realizzazione di documentazione bio-filmica rivolta a persone fragili, con dipendenze e comunità marginali e gruppi sociali discriminati.

Ufficio Stampa
Giancarlo Garoia
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