Europa Verde: «Lago d'Iseo, basta cerotti. Regione e Autorità di Bacino e comuni intervengano subito» anche comuni del G 16 al lavoro per tutelare il futuro del lago

Serve un Piano regionale straordinario per il risanamento del Sebino. Nel basso lago d'Iseo il problema non è soltanto ambientale. L’acqua presenta enormi proliferazioni algali, si registrano cattivi odori e la balneazione viene compromessa. Il degrado del Sebino è ormai visibile e concreto: riguarda anche cittadini, turisti, operatori economici e l’immagine stessa del lago.
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EUROPA VERDE: «LAGO D’ISEO, BASTA CEROTTI. REGIONE E AUTORITÀ DI BACINO E COMUNI INTERVENGANO SUBITO»

ANCHE COMUNI DEL G 16 AL LAVORO PER TUTELARE IL FUTURO DEL LAGO

Serve un Piano regionale straordinario per il risanamento del Sebino. Nel basso lago d'Iseo il problema non è soltanto ambientale. 

L’acqua presenta enormi proliferazioni algali, si registrano cattivi odori e la balneazione viene compromessa. Il degrado del Sebino è ormai visibile e concreto: riguarda anche cittadini, turisti, operatori economici e l’immagine stessa del lago.

Non si può continuare a intervenire sull’emergenza senza affrontarne le cause. Estirpare e raccogliere le alghe quando arrivano a riva significa curare il sintomo e non la malattia. Sono anni che viene adottata questa tecnica con forti esborsi della spesa pubblica senza alcun risultato per il futuro.

Il Lago d’Iseo è sottoposto alla pressione dell’eccesso di nutrienti, soprattutto fosforo e azoto, del riscaldamento delle acque e della crescente crisi idrica. La siccità riduce il ricambio, mentre temperature più elevate e stratificazione delle acque favoriscono la carenza di ossigeno in profondità e il dannoso rilascio di fosforo dai sedimenti alimentando nuove fioriture come in questo periodo.

Regione Lombardia e Autorità di Bacino e comuni non possono limitarsi a gestire le conseguenze quando il problema esplode. Devono spiegare quali siano oggi le quantità di fosforo che entrano nel lago, quante provengano dall’Oglio, dagli altri immissari (il Calchere di Sulzano spesso scarica liquami zootenici), dagli scarichi e dalle attività agricole e quanta parte venga invece restituita dai sedimenti.

Chiediamo un Piano straordinario per il risanamento del Sebino, con obiettivi, tempi, risorse e responsabilità precise: riduzione degli apporti di nutrienti, controlli sugli scarichi, miglioramento della depurazione, monitoraggio continuo delle fioriture e della qualità delle acque e una gestione della risorsa idrica (agricoltura e centraline elettriche) che tenga conto anche delle esigenze ecologiche del lago durante i periodi di siccità. I comuni del G16 si devono mobilitare per questo

Europa Verde chiede che il Sebino venga finalmente trattato per quello che è: un ecosistema fragile e una risorsa pubblica da proteggere, non un problema da tamponare quando diventa impossibile nasconderlo.

Sara Onofrio e Dario Balotta co-portavoce di Europa Verde provincia di Brescia

Brescia 10 agosto 2026

Ufficio Stampa

dario balotta
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