Volevo Essere Marlon Brando con Alessandro Haber apre la Stagione di Prosa 2025/ 26 dell' Auditorium Pina Renzi di Morciano di Romagna (RN)
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Anche a Morciano di Romagna (RN) si alza il sipario sulla nuova stagione teatrale 2025/2026! 6 titoli in cartellone tra prosa, musica e nuovi linguaggi della scena contemporanea, dal 18 dicembre 2025 al 14 marzo 2026.
I protagonisti: Alessandro Haber, Beatrice Schiros, Compagnia Il Dirigibile, Luca Bizzarri e Francesco Montanari, Edoardo Prati, Paolo Jannacci.
Apertura della Stagione 2025/26 con VOLEVO ESSERE MARLON BRANDO
In scena Alessandro Haber, in una notte qualunque nel salotto di casa sua. Un’intervista finita, la tv accesa sulla notte degli Oscar. E all’improvviso… Dio che appare da dentro lo schermo (ma ha la voce di Michele Placido): per Alessandro Haber è l’inizio dell’ “ultimo atto”, un gioco serissimo con la memoria, il presente e l’amore. Da qui prende vita uno spettacolo irriverente, a tratti esilarante e tenerissimo, che pesca a piene mani dalla biografia e dall’immaginario di uno dei più grandi interpreti italiani. Non un monologo, ma un vero one man show “all’americana” con tre compagni di viaggio, tra viaggi nel tempo, contributi video, canzoni dal vivo e improvvise virate di tono.
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“Volevo essere Marlon Brando” è un inno alla passione che salva, alla fragilità degli attori e degli uomini, alla vita che continua a chiedere applausi.
NOTE DI REGIA
“Volevo essere Marlon Brando” nasce come dispositivo scenico in cui cinema e teatro si specchiano l’uno nell’altro. Il punto di partenza è semplice e folgorante: il salotto di Haber , una tv accesa, la notte degli Oscar, un blackout— e Dio che appare nello schermo con la voce (proiettata dall’inconscio di H) di Michele Placido. Da lì in avanti, l’“ultimo atto” diventa una cerimonia di verità: non agiografia, ma confessione senza filtro, col suo lessico diretto, a volte spietato, sempre umano. Ho scelto di evitare il “monologo-autoritratto” per costruire un vero spettacolo corale: tre attori entrano ed escono dai ricordi, diventano spalle, amori, amici, voci del destino. La platea stessa è resa visibile e partecipe: senza pubblico non c’è teatro, dunque illuminarlo significa includerlo nel rito.
La drammaturgia alterna varietà e vertigine: l’introduzione “celebrativa” all’americana subito sabotata da H; le canzoni come aperture emotive; i materiali d’archivio che esplodono in racconto vivo; le scene “mitiche” (gli inizi romani, l’incontro con Bellocchio, gli schiaffi con Carmelo Bene, l’applauso di Trintignant) messe in scena e montante come un film ma agite come teatro.
Il tema centrale è la lotta contro la nostalgia: “che riposino in pace i ricordi”. Haber vuole restare nel presente, nella “fame” del mestiere, nel confronto e nello scontro con il pubblico.
Stilisticamente, cerco una leggerezza vigile: si ride molto, ma ogni risata apre a un’altra verità. Il salotto, così, è un set che si teatralizza: proiezioni, cali di luce, squarci musicali, entrate “magiche” degli attori, canzoni dal vivo. Il finale arriva come un invito: cercare Haber negli occhi di chi ha passione, qualsiasi essa sia. È lì che il teatro continua a reincarnarsi, sera dopo sera.

ALESSANDRO HABER
VOLEVO ESSERE MARLON BRANDO
TRATTO DALL’OMONIMA OPERA AUTOBIOGRAFICA SCRITTA DA ALESSANDRO HABER E MIRKO CAPOZZOLI, EDITO DA BALDINI&CASTOLDI
con FRANCESCO GODINA | BRUNELLA PLATANIA | GIOVANNI SCHIAVO scene Alessandro Chiti | disegno luci Antonio Molinaro | musiche Oragravity
foto Tommaso Le Pera
grafica Giulia Pagano
regia e drammaturgia di GIANCARLO NICOLETTI
produzione Goldenart Production | Teatro Stabile Del Friuli Venezia Giulia con il sostegno del Ministero Della Cultura - Direzione Generale Spettacolo in collaborazione con il Festival Teatrale di Borgio Verezzi
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- INFO
- Morciano di Romagna (RN) - AUDITORIUM PINA RENZI - Via XXV Luglio, 121
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Ufficio Stampa
Giancarlo Garoia
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