Novafonic Quartet di Fabio Furia, omaggio ad Astor Piazzolla allo Sperimentale di Pesaro
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Il Novafonic Quartet, formazione composta da Fabio Furia (bandoneon), Gianmaria Melis (violino), Marco Schirru (pianoforte) e Giovanni Chiaramonte (contrabbasso), che si è esibita in importanti sale da concerto e teatri in Italia e nel mondo, al Teatro Sperimentale di Pesaro per la 66.ma Stagione Concertistica 2025/26, a cura di Ente Concerti Pesaro, con un omaggio ad Astor Piazzolla.
Novafonic Quartet guarda all'oggi con i suoni di sempre, ricerca il confronto e l’interazione tra i generi e gli stili. Un progetto artistico che propone un linguaggio musicale nuovo e polifonico, saldamente fondato sul rigore delle forme compositive classiche, ma nel contempo proiettato verso il futuro attraverso nuove idee musicali.
Un dialogo a quattro voci e una comune visione che abbraccia Piazzolla, partendo da Verano Porteño per arrivare a Otoño Porteño, l'estate e l'autunno da Las quatro Estaciones porteñas ( le Quattro Stagioni).
Composte tra il 1964 e il 1970, stagioni "porteñas" perché legate all’atmosfera e agli aromi del grande porto di Buenos Aires, ci portano immediatamente al centro vitale del progetto di Fabio Furia e dei suoi amici: un intreccio felice di tradizione colta, jazz e ‘nuevo tango’.
Ancora Pazzolla con "Adios Nonino", quello che lui definiva "Un Tango classico, con un' orchestrazione moderna":
Da una stella scintillante... Mi farà segno di venire, per una luce di eternità
Quando mi chiamerai, andrò.
Per chiedergli di quel bambino che con la sua morte l'ho perso, che con "Nonino" me ne sono andato...

Quando mi dice, vieni qui... Rinascerò... Perché...
Qui il Novafonic Quartet mostra grande rispetto per lo stile di Piazzolla, delle stesse sue parole:
"Penso che si possa capire cosa intendeva Borges scrittore argentino, il quale diceva sempre: "Un uomo senza stile non serve a niente". Aveva ragione.
Io ho trovato in me uno stile, quando compongo il Tango, quando faccio T orchestrazione del Tango, quando scrivo una
sinfonia, sì, trovo sempre il Tango; questo si chiama stile. Non penso che la musica sia una competizione, non voglio essere
più moderno di Stockhausen, o Xenakis, o Berio, no, penso che ogni compositore debba essere se stesso. Io devo essere
Astor Piazzolla".
E poi "Tristezas de un Doble A" (Tristezza di un Doppio A) , allusione alla marca dei bandoneon più pregiati – AA, le iniziali di Alfred Arnold, il loro produttore – considerati gli Stradivari dei bandoneon. Nella sua composizione, Piazzolla rende omaggio a tutti i bandoneonisti che sono stati cruciali nella storia dello strumento – Arolas, Maffia, Laurenz, Troilo, Di Filippo, Federico e molti altri – i cui stili e contributi Astor, attraverso la sua interpretazione e conoscenza, rievoca nel suo lungo assolo introduttivo, nelle versioni dal vivo più lunghe del brano.
Nella serata anche "Vals Jazz" di Fabio Furia dove il tango giunge fino alla sua massima evoluzione, trasformato e rivoluzionato e una panoramica di brani di autori come Emilio Balcarce, Alejandro Schwarz e Gustavo Beyetelmann, dove il tango giunge fino alla sua massima evoluzione, trasformato e rivoluzionato.
Per tutta la serata, bis compresi, un itinerario eclettico e multiforme nel quale la forza poetica della musica si fonde al virtuosismo tecnico degli artisti. Una produzione frutto di un vero e proprio percorso di ricerca e sperimentazione, fondato sul confronto e l’interazione tra i generi e gli stili. I suoni si fanno poesia in un itinerario musicale in cui la raffinata tecnica compositiva si unisce alla profonda sensibilità melodica ed all’improvvisazione passionale, nel virtuosismo esecutivo di una formazione tutta italiana.
Fabio Furia, bandoneon
Gianmaria Melis, violino
Marco Schirru, pianoforte
Giovanni Chiaramonte, contrabbasso
Ufficio Stampa
Giancarlo Garoia
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