Villa San Benedetto Menni: la Cina a lezione di italiano

Saranno le strutture nazionali di Brindisi, Albese con Cassano e Trieste ad ospitare la delegazione cinese che arriverà in Italia dal 16 al 18 maggio per conoscere le tecniche di cura e ospitalità italiane nel trattamento delle persone con disabilità mentali.
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Villa San Benedetto Menni spalanca le porte all'oriente, e sceglie la via della sinergia. Prossima, infatti, l'accoglienza di una delegazione di operatori sanitari e autorità direttamente dai distretti cinesi di Yanquing e A'Cheng, pronti per far visita ai tre principali Istituti nazionali riservati alla cura della sanità mentale: Brindisi, Albese con Cassano (dal 16 al 18 maggio) e Trieste. Queste le tre destinazioni integrate nel progetto “Streghtening Role And Capacity of Chinese Non State Actors towards rightful inclusion in the society of people with mental health conditions”.
Un nome lungo per un progetto complesso rivolto all'internazionalizzazione, non meno delicato, ma supportato finanziariamente dai fondi stanziati dall'Unione Europea e gestito dall'Associazione Amici di Raoul Follerau, in partnership con SoliS e CoPerSaMM.
Ma contrariamente ai trend attuali, saranno questa volta gli operatori cinesi a sedersi tra i banchi di scuola, per apprendere le tecniche tutte italiane di inclusione sociale delle persone con disabilità mentali. A beneficiarne saranno tutti gli enti mandarini non statali, a cui è richiesto un grande sforzo in ottica sociale: quello di superare discriminazioni e pregiudizi verso le disabilità.
Ma a prendere parte non saranno solo gli operatori e i dirigenti delle strutture sanitarie, bensì anche un responsabile del Ministero della Salute e uno del PUIMH (Pecking University Institute of Mental Health).
La chiave di volta dei trattamenti sanitari che verranno proposti dai nostri medici risiede nel modello italiano di psichiatria di base: “queste visite consentono agli ospiti di esaminare e approfondire il modello di psichiatria comunitaria in Italia – precisano da Villa Menni – con l'obiettivo di replicarlo poi nei loro istituti”.
Il corso, presieduto da AIFO, verterà su sei temi precisi: lo studio delle modalità di accesso dei pazienti ai servizi di salute mentale a livello distrettuale; l'organizzazione e gestione delle strutture residenziali aperte; sistema di gestione dei database delle cooperative sociali; gli incontri con le famiglie dei disabili; visita e conoscenza degli appartamenti nei quali soggiornano i pazienti; conoscere le azioni di advocacy.
Un punto a favore, dunque, per la struttura diretta dallo psichiatra Gianpaolo Perna, professionista numero uno in Italia e molto apprezzato all'estero (15° nella graduatoria), che conferma di avere tra le mani una struttura di livello, in grado di fare scuola anche ai nuovi colossi dell'economia mondiale.

Ufficio Stampa

Monica Pontiggia
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