ENOTURISMO, LA SARDEGNA PUNTA SU IDENTITÀ, TERRITORI E COMUNITÀ
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Conclusa la settimana di seminari territoriali promossa dalla Rete Enoturismo Sardegna e dalla Fondazione Leonardo
Una settimana di incontri, confronto e visione strategica per costruire il futuro dell’enoturismo in Sardegna attraverso un modello di sviluppo dal basso capace di mettere al centro vino, identità, comunità e accoglienza territoriale.
Si è concluso con grande partecipazione il ciclo di Seminari Territoriali promosso dalla Rete Enoturismo Sardegna – RES insieme alla Fondazione – Centro Professionale Europeo “Leonardo”, un percorso che ha coinvolto amministratori pubblici, imprenditori agricoli, cantine, operatori turistici, associazioni e stakeholder locali in diverse aree dell’isola.
Obiettivo dell’iniziativa: creare una rete territoriale capace di valorizzare l’enoturismo come strumento di sviluppo economico, culturale e sociale per le comunità locali, con particolare attenzione alle aree rurali e interne della Sardegna.
«La Sardegna ha tutte le caratteristiche per diventare una delle grandi destinazioni internazionali dell’enoturismo esperienziale – ha dichiarato Luigi Cau, Presidente della Rete Enoturismo Sardegna –. Abbiamo vitigni straordinari, paesaggi unici, tradizioni autentiche e soprattutto persone che credono profondamente nel valore della propria terra. Questo percorso nasce proprio dalla volontà di creare una rete forte tra territori, cantine e comunità locali».
Grande attenzione è stata dedicata anche alla formazione e alla costruzione di nuove competenze legate all’accoglienza territoriale, alla comunicazione emozionale e alla creazione di esperienze integrate tra vino, cultura, ambiente e tradizioni.
«Il progetto che stiamo sviluppando – ha spiegato Gianfranco Lai, CEO della Fondazione – Centro Professionale Europeo “Leonardo” – vuole unire formazione, innovazione e sviluppo territoriale. Oggi il turista cerca autenticità, esperienze vere e relazioni umane. Per questo crediamo che l’enoturismo possa diventare uno dei grandi motori di crescita della Sardegna».
Nel corso degli incontri sono stati affrontati temi legati ai mercati turistici nazionali e internazionali, alla valorizzazione delle filiere locali e alla costruzione di un modello di “ospitalità diffusa” capace di coinvolgere interi territori.
«L’enoturismo non significa soltanto degustare un vino – ha sottolineato Fausto Faggioli, Presidente EARTH Academy –. Significa vivere emozioni, incontrare persone, respirare il paesaggio, ascoltare storie e sentirsi parte di una comunità. Oggi il turismo cerca esperienze autentiche e i territori rurali possono diventare protagonisti di una nuova economia fondata sulle relazioni umane, sull’identità e sulla qualità della vita».
Importante anche il contributo di Luciano Donato Marino, Presidente ETN International, che ha evidenziato la dimensione europea del progetto: «Abbiamo portato testimonianze e buone pratiche maturate in tanti territori italiani ed europei. La Sardegna possiede tutte le potenzialità per diventare un laboratorio internazionale di innovazione territoriale legata all’enoturismo e al turismo esperienziale».
Un ringraziamento particolare è stato rivolto anche a Michele Salis per il prezioso lavoro di coordinamento, comunicazione e supporto organizzativo svolto durante tutta la settimana di seminari territoriali.
Il percorso promosso dalla RES e dalla 
Dal calice al territorio.
Dal vino alle comunità.
Dalle passioni alle nuove opportunità di sviluppo.
Ufficio Stampa
Fausto Faggioli
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