Difendiamo il minore e la sua famiglia
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Viviamo in un paese che dice a parole (ministri,parlamentari,uomini,religione,e associazione improvvisate) di amare e voler difendere i diritti e le prerogative dei minori. ora tutto questo si dovrebbe espletare in provvedimenti,leggi a tutela e a favore di questi soggetti. Dice Domenico Marigliano Refrente del Movimento Spontaneo Genitori Siciliani: se andiamo ad analizzare i fatti concreti,le delibere, le sentenze non si trovano tracce. Anzi, il minore è l'oggetto e non il soggetto cui dovrebbe riferirsi il provvedimento.
Marigliano aggiunge: ci sono esperienze, nella vita di alcune persone,che possono essere piu' drammatiche delle storie ideate da sceneggiatori del cinema " una delle aziende che meglio funziona in Italia e' il Tribunale dei Minori...." Perche' esistono decine di migliaia di bambini innocenti,timidi e indifesi che vengono allontanati ingiustamente dal proprio nucleo famigliare;del proprio stato d'animo chi ne parla?Chi se ne interessa?....Piu' delle volte ,per semplici e banali motivi questi minori non hanno potere di parola e di scelta."Triste "dover affermare questo scandalo che all'origine produce fori disagi famigliari,e rafforzamento nella fase evolutiva del divenire uomo/donna per il futuro della nostra nazione.Purtroppo accade,tramite valutazioni soggettive e opinabili, psicologici e assistenti sociali, inducono il Tribunale dei Minori a prendere provvedimenti drastici e drammatici,sottraendo i figli alla famiglia,collocandoli nelle comunita', mettendoli poi sotto indagini, analisi e quant'altro.
A volte spiega Marigliano ,questa situazione dura molti anni ,senza che si arrivi mai a una soluzione definitiva. Senza contare il potere sempre crescente delle figure professionali " non competenti". Pertanto sto proponendo un progetto di rivalutazione e di supporto alle gia' esistenti strutture sociali di " competenza" dove lo scopo e' di promuovere una riformulazione delle gia' esistenti linee educative a tutela della famiglia e del minore che versa in situazione di disagio progetto "LIFE". Il progetto si orienta alle attivita' fine di migliorare la qualita' della vita , lo sviluppo dell'autonomia e della dignita' dei minorenni e delle relative famiglie che vivono in condizione di disagio e di emarginazione sociale e /personale, e/o che presentano forti problemi derivanti dal loro stato psico/fisico,nonche' dei minori a rischio di incorrere in detti problemi .
In Italia, più di 32mila bambini vengono chiusi nelle comunità o dati in affido. Spesso per cause non del tutto giustificate. E si moltiplicano le critiche contro assistenti sociali, psicologi e magistrati. Accusati di interventismo e perizie frettolose. Ma soprattutto di alimentare un business, che per alcuni vale più di 1 miliardo.
COME PACCHI POSTALIIl destino più comune per un bambino che cresce in una casa famiglia è quello di diventare un pacco. Sballottato di qua e di là, da una comunità all'altra. A volte i centri se li contendono come merce preziosa. Perché con un minore "in casa" ogni giorno piovono dal cielo rette da 70 euro a 120. Una "diaria" di cui si fa un utilizzo non esattamente "pieno". Operatori laici o suore riescono a contenere le spese facendole stare abbondantemente dentro la retta concessa dai Comuni. Quello che resta diventa liquidità a disposizione della struttura (molte case famiglia vengono mantenute con fondi messi a disposizione dal ministero della famiglia e anche grazie a donazioni private).Quante sono le case famiglia in Italia?
Chi controlla il loro operato, anche amministrativo? Le stime più recenti parlano di oltre 1800 strutture distribuite da Nord a Sud. Con alcune regioni - Emilia Romagna, Lazio, Lombardia, Sicilia - che raggiungono numeri più consistenti (tra le 250 e le 300). Nonostante le casse (e i relativi finanziamenti) di molti Comuni siano al verde, le case-famiglia sono in continuo aumento. Il problema è che non esiste un monitoraggio. Si conosce pochissimo di questi posti e di quello che accade all'interno. Numeri, casi, situazioni, problemi, nella maggior parte dei casi vengono portati all'esterno solo grazie alla sensibilità di qualche operatore e/o assistente sociale. Perché una banca dati c'è ma è insufficiente e non esiste un vero censimento.
L'ASSENZA DI CONTROLLI
E i controlli sui luoghi dove i bambini vengono parcheggiati? Chi vigila sugli istituti che ospitano i senza-famiglia? "Esistono centinaia di enti e associazioni no profit che hanno il compito di rilevare la statistica esatta del numero dei bambini in attesa e degli adottandi-affidandi. Ma nessuno è in grado di fornire numeri esatti". Risultato: ancora oggi non esiste un monitoraggio attendibile. Sarebbe utile che ogni casa-famiglia rendesse pubblica le modalità con cui vengono utilizzati i fondi: quanto per il cibo, quanto per il vestiario, quanto per gli psicologi o le varie attività. Il punto è che, in assenza di informazioni, i bambini stanno in questi posti e nessuno gli fa fare niente. Non crescono, non vivono la vita, non incontrano amici, non fanno sport né gite".Il numero di bambini senza famiglia è oscillato negli ultimi anni tra i 15mila e i 20mila.Ma questo non e' mai successo e non succedera' mai perche' non c'e' un vero controllo su queste strutture che spesso diventano invisibili allo stato e servono solo al momento delle elezioni per racimolare voti. Dice Marigliano questo business sulla pelle dei minori deve finire e per questo chiederemo in ogni comune un tavolo di confronto su queste tematiche , e chiederemo una seria e minuziosa azione di controllo di tutti i casi che ogni singolo comune ha a carico, lo chiederemo anche ai tribunali dei minori di ogni citta' , bisogna iniziare ad avere coraggio di affrontare questa tematica a petto in fuori e con la forza di un uragano perche' se no questa vergogna tutta Italian non finira' MAI!
La Redazione M.S.G.S.
Ufficio Stampa
domenico marigliano
Movimento Spontaneo Genitori Siciliani
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