Max Paiella con le sue "Fiabe Italiane" chiude le rassegne Castelli di Carta alla tenuta Piccolo Brunelli di Strada S. Zeno, Galeata (FC)
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Max Paiella
in SERENATE CONIGLIE "C’era una volta… Favole Italiane"
Mercoledì 19 Agosto 2026, alla tenuta Piccolo Brunelli di Strada S. Zeno di GALEATA (FC)
Dove sono nate, e dove sono finite le favole che abbiamo ascoltato dalla mamma la sera prima di coricarci, oppure quelle raccontate dal nonno, o quelle che abbiamo letto sul nostro primo libro, magari “fiabe italiane” di Italo Calvino? Ebbene tutte le favole di quel celebre libro non sono state scritte da Calvino ma solamente da lui raccolte e a volte arrangiate.
Quando parliamo di fiabe, è impossibile capire chi ne sia stato l’autore, perché le favole nascono dalla voce di chi le racconta. E poi si sono diffuse con un meraviglioso, e sconosciuto, percorso:

Le fiabe non hanno tempo e non hanno autori, perché, cambiate, arricchite, arrangiate hanno un autore comune: il popolo.
La voce e la chitarra del "cantattore" del ruggito del coniglio ci portano in giro in una carrellata comica poetica per il mondo delle fiabe con riferimenti e collegamenti con l'attualita' storica e politica.
"Siamo ancora suggestionati a pieno dalla musica del boom economico degli anni 50 e 60.Ma andando a scavare nelle nostre radici musicali scopriamo cose che non avremmo mai immaginato: l’Italia è stata molto spesso la protagonista artistica della musica mondiale, ma subito dopo il boom ce ne siamo dimenticati, forse perche abbiamo iniziato a voler fare gli ;americani?
Eh gia! Ma se ci troviamo di sera in un vicolo di Roma, in una calle di Venezia o in una strada di Napoli e qualcuno ci guarda in faccia cantando”Guarda che luna” Noi automaticamente rispondiamo “Guarda che mare!”
"Mentre davanti a un brano della Trap music non battiamo ciglio e pensiamo ad una
complessa digestione o ad un attacco di colite".
In epoche passate avevamo grandi esempi di musica per tutto il mondo.
Ma non ce ne ricordiamo.
Se il boom economico è un ricordo fastoso degli anni 60, il boom musicale lo abbiamo vissuto molte volte dal 1600 in poi.
Max Paiella vi condurrà in un viaggio musicale dove potremo ritrovare le nostre origini artistiche, sociali, persino quelle politiche.
In scena con degli oggetti fluttuanti per aria che simboleggiano le grandi canzoni sospese
nei nostri pensieri e nel nostro cuore.
Max, con dovizia di particolari descriverà con la consueta ironia le grandi canzoni il nostro
cammino musicale e sociale.
Per fare certe cose “Ci vuole orecchio”come diceva Enzo Jannacci, noi lo abbiamo sempre avuto, ora dobbiamo solo ricordarcene e ritrovarlo da qualche parte, cominciate a frugarvi nelle tasche!
ORGANIZZAZIONE : PRO LOCO GALEATA, PRO LOCO S.ZENO E COOPERATIVA DI COMUNITA' DI S.ZENO
DIREZIONE ARTISTICA : GIANCARLO DINI PER DIRE FARE
Ufficio Stampa
Giancarlo Garoia
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