Per Volt la parola “Eroe” ha sempre un senso
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Il 29 maggio studentesse e studenti sono scesi in piazza per ricordare lo stato di abbandono a cui sono sottoposti i medici sospesi nell’imbuto formativo, gli specializzandi, i professionisti e tutti coloro i quali hanno dimostrato di sapersi rimboccare le maniche durante l’emergenza Covid-19.
I medici, che in queste settimane sono stati chiamati “eroi”, hanno manifestato per ricordare come gli specializzandi siano spesso costretti a reggere interi reparti, vista la carenza di personale e il continuo definanziamento del Servizio Sanitario Nazionale. Il quale ha dimostrato le sue lacune proprio durante l’emergenza.
Cosa chiedono? Ascolto ed opportunità. Chiedono un percorso verso una riforma strutturale della formazione post laurea. Chiedono di ampliare l’offerta formativa. Chiedono di riformare il contratto di formazione medica. Di uniformare su tutto il territorio nazionale i
livello di formazione e soprattutto una riforma riguardante la formazione in medicina generale.

A queste domande è stato in parte risposto con delle promesse, il 29 maggio, infatti, ci sono stati anche i primi riscontri da parte delle istituzioni, MIUR in primis che si è reso disponibile per la creazione di un tavolo finalizzato alla stesura di una riforma della
formazione medica.
L’accorato appello però supera gli slogan perché adesso servono risposte.
Per questo ci saranno altre manifestazioni. Il 19 giugno a Bologna. Perché venga investito, nel DL Rilancio, in questi giorni all’attenzione della Camera, un ammontare che permetta il superamento di questi “gap”.
Volt si schiera dunque accanto ai medici, agli specializzandi, ai professionisti che in questi ultimi mesi sono stati chiamati, a buon ragione, “eroi”. Perché questa parola ha ancora un senso ed oggi va difesa.
Ufficio Stampa
Volt Bologna
Bologna Italia
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