Leea Clem e la delicatezza di “segni sulla neve” | INTERVISTA

Una ballad intensa e poetica, che racconta il momento in cui si smette davvero di sentire la mancanza di qualcuno. Leea Clem, con il suo dark pop elegante, ci accompagna tra immagini che si sciolgono, fragilità e consapevolezza, firmando anche la direzione artistica di un brano pienamente suo
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Ciao, Leea. “segni sulla neve” affronta un tipo di dolore molto sottile: quello di un legame che si scioglie. Qual è stato il primo “segno” che ti ha fatto capire che questa canzone doveva nascere?

In realtà è stato un processo molto naturale. Ero in studio, in una delle tante giornate d’estate passate in studio a lavorare alla mia musica, Daniele, il mio producer (e anche il mio ragazzo hahah), mi ha presentato una sua idea a cui aveva lavorato e io me ne sono totalmente innamorata. Da lì, il processo di scrittura è stato totalmente naturale, non ci ho pensato più di tanto. Era qualcosa che dovevo buttare fuori evidentemente e quindi mi sono lasciata trasportare.

Il brano parla del momento in cui davvero si lascia andare una persona. È un processo più razionale o più emotivo, secondo te?

Secondo me è più emotivo, ma soprattutto più spontaneo. Lasciare andare una persona non è un processo razionale, perché per quanto qualcuno ci possa provare consapevolmente, se la testa non va avanti si rimane fermi lì. Certo, bisogna anche volerlo razionalmente e quindi darsi una spinta per distaccarsi da quel rapporto, ma è un processo poi tutto emotivo e decisamente difficile.

Hai firmato la direzione artistica del singolo. Quanto è importante per te avere pieno controllo del tuo suono?

Tanto, anzi tantissimo. Sono dell’idea che sono l’unica che può sapere fino in fondo che suono e che aspetto voglio dare alle idee che nascono nella mia testa, quindi cerco di curarle in tutto e per tutto. Ovviamente non faccio tutto da sola, mi confronto con le altre persone che stanno lavorando con me o chiedo opinioni ai miei parenti o amici, ma di base parte sempre tutto da me.

Questo brano anticipa l’EP del 2026. Quale nuova sfumatura della tua identità artistica stai esplorando?

Direi che sto esplorando la mia parte più autentica e consapevole. Sono in una nuova fase della mia vita in cui so meglio cosa voglio e non mi baso solo su cosa suona bene e cose suona male. C’é tanto impegno e lavoro nel capire chi sono, come voglio mostrarmi e cosa voglio mostrare. Sento che in questo progetto, per la prima volta, ci ho messo davvero il 100% di me.

https://open.spotify.com/intl-it/track/1MPUiPthUSjYBxpyCAV03L?si=1a1dc39cd6f6404a

Ufficio Stampa

Giulio Berghella
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