Arte e Cultura
“Verso Itaca”, la Nuova Stagione di Opera, Danza, Concerti 2026 del Teatro Comunale di Bologna. Inaugurazione il 24 Gennaio con Una Nuova Produzione di Idomeneo di Mozart Firmata da Mariano Bauduin e diretta da Roberto Abbado
“Verso Itaca” è il titolo della Stagione 2026 del Teatro Comunale di Bologna, la prima firmata dalla Sovrintendente Elisabetta Riva e dal Direttore artistico Pierangelo Conte. Un appellativo che racconta metaforicamente l’ultima tappa del viaggio della fondazione lirico-sinfonica felsinea verso il rientro nella storica sede di Largo Respighi – previsto all’inizio del 2027 – dopo i lavori di riqualificazione. Come sempre, la proposta artistica si snoderà da gennaio a dicembre attraverso i tre principali cartelloni, Opera, Danza, Concerti, con un’ampia offerta che mira a spaziare tra le epoche facendo dialogare linguaggi anche molto distanti tra loro; la programmazione abbraccerà anche inedite rassegne e iniziative ramificate in una pluralità di luoghi, che diventano l’occasione per nuove sfide, visioni e ripensate forme di incontro con il pubblico.
«La Stagione 2026 del Teatro Comunale di Bologna è la stagione del ritorno – dice la Sovrintendente Elisabetta Riva – Come Ulisse nel suo viaggio verso Itaca, anche il nostro Teatro, dopo anni di lontananza, difficili ma fecondi, si avvicina alla riapertura della sua sede storica, rinnovata e restituita alla città. Un percorso che non è soltanto fisico, ma simbolico: un cammino condiviso con il pubblico, gli artisti e le istituzioni, in cui l’arte diventa bussola e approdo. Questa Stagione ci accompagna verso l’atteso traguardo: l’inizio del 2027, quando un grande evento celebrerà la riapertura ufficiale della nostra casa, che significherà ritrovare la nostra storia, rinnovare la nostra missione e rilanciare il Teatro Comunale di Bologna come cuore pulsante della vita culturale della città e del Paese».
«La nuova Stagione rappresenta un passo importante nel disegno culturale di Bologna e per il ruolo che il suo Teatro lirico ha l’ambizione di ricoprire – spiega il Presidente della Fondazione Teatro Comunale e Sindaco di Bologna Matteo Lepore –. Il Comune sta investendo molto in questa realtà, che è un orgoglio nazionale, e anche per questo siamo soddisfatti della collaborazione con il Ministero della Cultura, la Regione Emilia-Romagna e i soci privati. Questa Stagione è il “primo atto” della nuova direzione guidata dalla Sovrintendente Elisabetta Riva, tornata in Italia dopo l'importante esperienza internazionale al Teatro Coliseo di Buenos Aires, e dal neo direttore artistico Pierangelo Conte. A entrambi rivolgo il mio più sincero augurio di buon lavoro e il ringraziamento della città per la visione e la passione che hanno saputo imprimere al progetto, già in questi primi mesi di lavoro. Il Teatro Comunale conferma la sua vocazione di istituzione viva, inclusiva, capace di innovare pur rimanendo radicata nella grande tradizione musicale italiana ed europea. Dal Barocco alle creazioni contemporanee, dall’opera alla danza, fino ai concerti e ai progetti per le famiglie, la Stagione 2026 parla a un pubblico ampio, promuovendo nuovi linguaggi e rinnovando l’impegno verso i giovani talenti, le collaborazioni con le istituzioni culturali cittadine e le grandi personalità artistiche internazionali».
«La Stagione è il risultato di un proficuo lavoro di squadra – commenta il Direttore artistico Pierangelo Conte – In pochi mesi, in pieno spirito di condivisione, sinergia e sintesi, abbiamo realizzato un progetto artistico articolato in Opera, Danza e Concerti che mira ad offrire una proposta ampia e variegata. Sviluppato a più livelli in intima relazione tra loro e in equilibrio tra nuove idee e stimolanti curiosità da una parte e il grande repertorio dall'altra, il cartellone racconta un viaggio che partendo dalla consapevolezza della grande tradizione musicale giunge fino all'esplorazione della multiforme contemporaneità, un costante dialogo tra partiture che si snoda attraverso quasi trecento anni di storia, dal Barocco ai giorni nostri, un percorso precisamente orientato alla valorizzazione delle masse artistiche, tecniche ed amministrative della Fondazione e alla definizione di un più stretto e innervato rapporto con le principali istituzioni culturali della città, nel pieno rispetto delle proprie identità ma anche nella convinzione che il fare sistema conferirà a tutti più forza e aprirà orizzonti molto più ampi».
Da Georg Friedrich Händel a Nicola Campogrande, passando per Wolfgang Amadeus Mozart, Gaetano Donizetti, Giuseppe Verdi, Camille Saint-Saëns, Pietro Mascagni e Nino Rota: abbraccia un arco temporale di trecento anni il cartellone operistico del TCBO. 8 titoli, di cui 6 previsti al Comunale Nouveau in forma scenica e 2 all’Auditorium Manzoni in forma di concerto, con una nuova commissione, tre inediti allestimenti e due opere mai eseguite nel teatro del capoluogo emiliano. Dall’inaugurazione con Idomeneo di Mozart firmato da Mariano Bauduin e diretto da Roberto Abbado, alla nuova creazione di Campogrande Olympia per la direzione di Riccardo Frizza, passando per la prima volta al Comunale di Napoli Milionaria di Rota fino al ritorno del barocco con Semele di Händel diretta da Rinaldo Alessandrini. Accanto a interpreti di sicuro prestigio – come Nicola Alaimo, Roman Burdenko, Francesco Demuro, Saioa Hernandez, Gregory Kunde, Raffaele Pe, Ekaterina Semenchuk, Mariangela Sicilia, Carmen Giannattasio, Vladimir Stoyanov e Adela Zaharia – troveranno spazio anche i talenti che si sono formati alla Scuola dell’Opera del TCBO e si affacciano alla carriera.