Incontro del presidente di Assoedilizia con il candidato sindaco di Milano Giuseppe Sala
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di Vito Luise
Milano abbisogna di un Sindaco in grado di assicurarle la competitività con le grandi metropoli europee. Perché ciò avvenga è necessario raggiungere un alto grado di attrattività: se una città è attrattiva, è meta preferita dagli investitori esteri che svolgono la doppia funzione di causa ed effetto dei grandi flussi di turisti stranieri. Questi, a loro volta, hanno ormai un ruolo di estrema rilevanza nel progresso della città: non solo attivano un enorme indotto – food, moda, shopping, ospitalità e quant’altro – ma si rendono ambasciatori nei rispettivi Paesi della realtà milanese, producendo nuovi investimenti esteri. Occorre dunque riattivare quanto prima questo processo circolare. La città mostra segni di ripresa e di forte resilienza, ma siamo ancora molto lontani dal pieno recupero. Sull’andamento della ripresa ho quale termometro la riapertura di tutti quegli alberghi che sono stati e sono ancora chiusi per pandemia.

Così Achille Colombo Clerici presidente di Assoedilizia – che annovera tra i propri associati molte delle famiglie che hanno “fatto” la città – e di Amici di Milano; ma soprattutto personalità di grande cultura e profondo conoscitore della realtà metropolitana, incontrando in rappresentanza di Assoedilizia, in “spirito di par condicio” e nell’ambito di una programmata serie di incontri con i candidati alla poltrona di sindaco in vista della tornata elettorale del prossimo autunno, il dottor Giuseppe Sala, sindaco uscente e candidato a sindaco nelle amministrative comunali del prossimo autunno.
La discussione si è svolta ampiamente su moltissimi temi riguardanti la vita e le problematiche della città : l’attenzione ai quartieri, la sicurezza urbana, gli interventi per il traffico e la mobilità, la qualità dell’aria, i servizi sociali e sanitari, complicati dall’emergenza Covid, la macchina amministrativa comunale, l’organizzazione del lavoro e delle funzioni urbane, anche alla luce della tendenza allo smart working; la riconversione del patrimonio edilizio; il commercio di prossimità che versa in crisi profonda; l’edilizia e la casa; la città della cultura, della ricerca e dell’Università, il rapporto con L’Europa.
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