Alessandro Baricco "Una Traviata da cortile" al Mittelfest "Paura"- Cividale del Friuli

Lunedì 20 luglio, ore 19,45, nel Cortile Azienda Zorzettig a Cividale del Friuli, Alessandro Baricco porta in scena «Una Traviata da cortile»: una rilettura immersiva e popolare de La traviata di Verdi, con musica dal vivo, narrazione e il pubblico protagonista tra i quattro quadri della storia di Violetta.
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Per non perdermi troppo, userò una bussola che non mi ha mai deluso: la paura. Segui le orme della paura e troverai casa: quella tua e quella degli altri.

Alessandro Baricco, The game

 Lunedì 20 Luglio, Cortile Azienda Zorzettig, ore 19,45 ALESSANDRO BARICCO "Una Traviata da cortile" 

 Alessandro Baricco guida il pubblico dentro una nuova e sorprendente rilettura de La traviata di Giuseppe Verdi con Una Traviata da cortile, spettacolo di narrazione e musica dal vivo che porterà l’opera fuori dai teatri per trasformarla in un’esperienza collettiva, immersiva e popolare. Pensata per spazi aperti e cortili, la messinscena rompe deliberatamente gli schemi della tradizione operistica: non esiste più separazione tra palco e platea e il pubblico diventa parte integrante della storia.

Gli spettatori si muovono dentro l’azione, brindano e cantano insieme agli artisti, vivendo la vicenda di Violetta come dentro una festa di paese, tra musica, racconto e partecipazione collettiva.
Al centro dello spettacolo restano i momenti cruciali della storia di Violetta Valéry: quattro quadri che attraversano l’amore, il conflitto, l’umiliazione e infine la morte della protagonista. Tra questi quadri musicali, Baricco interviene con la sua narrazione, restituendo la forza umana e contemporanea della vicenda

 Si narra che giù nel profondo degli abissi, sotto il gelo della terra e delle rocce, in un reticolo di antri e cunicoli vivessero due sorelle, dotate di un occhio solo, che si scambiavano per poter vedere.

 Si narra che mentre l’una lo consegnava all’altra, Perseo, avvolto dall’oscurità, rapace allungò la mano e trafugò l’occhio con sé. E dagli abissi raggiunse dirupi ignoti e fitti, e tetri boschi, e attraversò mari e deserti, fino alla casa delle Gorgoni. Lì, regnava un immane silenzio e una sterminata serie di uomini e animali, tutti tramutati in pietra, atterriti dallo sguardo della Medusa. Perseo si bendò, per nascondere ai suoi occhi la paura. Avrebbe camminato in quel cimitero di statue orientandosi con l’occhio sottratto alle due sorelle.

E avrebbe scovato Medusa, assorta nel sonno, quieta con la sua testa di serpenti ributtanti. E, si narra, senza vederla ne avrebbe troncato il capo dal collo.

 Allora, avvenne il primo prodigio: nacquero subito due cavalli, di cui uno alato, Pegaso. Si narra poi che Perseo, in sella a Pegaso, fermatosi sulle rive del mare, lavò le mani vittoriose e, perché la sabbia non rovinasse il capo mozzato, la rese molle, con foglie e giunchi marini. Sopra vi adagiò la testa di Medusa con le sue serpi spaventose. Allora, avvenne il secondo prodigio: il sangue, che dal capo versava ancora, ridusse le foglie in polvere, mentre donò ai giunchi del mare una rigidità sconosciuta, tramutandoli in coralli. Si narra da allora che il sangue dell’orrenda Medusa possa rendere prezioso corallo ciò che inerte giace in acqua, o duro sasso e polvere ciò che riposa in terra.

  Così accade con la paura: sta tutta nelle attese, in ciò che si immagina sarà. La paura è l’emozione primaria che anticipa gli eventi, non li segue. Lei è già lì. Arriva e indica la rotta, come nella geografia allusiva del mito. Eppure, mentre prevede il soccombere a ogni sfida fatale, ne previene l’esito. Basta andare al di là di quel che credono gli occhi.

Perché la vista spesso è bugiarda: non nota ciò che le si trova di fronte, ma ciò che la mente già aspetta. Lo sguardo, si narra, registra solo le differenze.

 La nostra storia, allora, può essere affine a quella di Perseo: non cedere de visu allo sguardo della Medusa, non farsi di pietra davanti al terrore che già si conosce, davanti a quel che la mente teme debba accadere. Invece, schermati da un occhio rubato, lasciando serrato il nostro sguardo impaurito, possiamo tornare vittoriosi, in groppa al nostro Pegaso, ricolmi di preziosi coralli.

 Succederà? Chi lo sa: se mentre osserviamo le cose, iniziassimo a vederle con nuovi strumenti e altri occhi, una qualche benevola sorpresa magari ci spetta. Se la paura che si annida nei nostri pensieri, venisse superata dalle nostre azioni, un qualche miracolo magari si rivelerebbe. Invece di fuggirla, perché non seguire ogni paura fin dove ci spinge? Perché non accettare le sue avventure? Forse otterremo pietre, forse coralli.

Giacomo Pedini
Direttore artistico Mittelfest

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CREDITS

Regia e narrazione Alessandro Baricco
direttore musicale Enrico Melozzi
direzione creativa e casting Gloria Campaner

Duphol Big Band Orchestra and Chorus
Coro del Teatro Regio di Parma
Maestro del coro Martino Faggiani

Nuova Produzione di Alessandro Baricco, Domenico Procacci e
IMARTS – International Music&Arts

Cast

Violetta Valéry Floriana Cicio

Alfredo Matteo Roma

Germont Franco Vassallo

Durata 2 ore, compreso un intervallo

   INFORMAZIONI
Stretta San Martino, 4
Cividale del Friuli (Ud)

Tel. +39 0432 701 099

info@mittelfest.org

Ufficio Stampa

Giancarlo Garoia
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