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RICCARDO III di W. Shakespeare, con la regia Antonio Latella, al teatro Sperimentale di Pesaro

Un ribaltamento totale della visione e della prospettiva: il Riccardo III interpretato da Vinicio Marchioni rovescia tutte le convinzioni sull’idea stessa di malvagità. Ultime repliche sabato 8 e domenica 9 Novembre 2025
Bologna, (informazione.news - comunicati stampa - arte e cultura)

 Riccardo III di Shakespeare  in scena al Teatro Sperimentale di Pesaro, in una nuova produzione  che esplora in modo nuovo la tirannia moderna.

 Dopo generazioni di combattimenti, è stata instaurata una fragile pace, ma la manipolazione egoistica, la disorganizzazione e l'ambizione di Riccardo per la corona minacciano la vita di tutti coloro che lo circondano.

Carismatico quanto astuto, stranamente seducente quanto spietato, Riccardo, Duca di Gloucester, è l'incarnazione stessa dell'ambizione letale mentre manovra e uccide per raggiungere il trono d'Inghilterra, compiacendosi sarcasticamente della propria malvagità a ogni passo del cammino.

Perché, posso sorridere e uccidere mentre sorrido, e gridare 'Pace' a ciò che mi addolora il cuore, e bagnarmi le guance con lacrime artificiali, e adattare il mio viso a tutte le occasioni. Posso fare tutto questo e non ottenere una corona? "

Ma una volta raggiunta la vetta, l'unica via rimasta è scendere e, nella crescente schiera di nemici vendicativi di Riccardo, nessuno è più minaccioso dei fantasmi del suo passato.

Uno spettacolo impegnativo e pieno di domande, che la regia ci propone atrraverso momenti di pausa totale, come all'inizio, per una nostra riflessione nell'attesa o atraverso la vista di personaggi immobili che ci indicano una direzione ancora ignota, fino all'eccesso dei dialoghi convulsi ed intrecciati dei personaggi in scena.

 Immaginiamo forse un mondo in cui l'ambizione egoistica viene audacemente ostentata e perseguita, e i crimini omicidi vengono commessi e confessati con irresistibile fascino, carisma e impunità.

Chi può fermare questo narcisista patologico prima che l'intero Paese venga ingannato e distrutto?

 Queste le domande dal testo di Shakespeare, ma qui Antonio Latella ribalta totalmente la visione e la prospettiva: perchè il suo Riccardo III  (Vinicio Marchioni) rovescia tutte le convinzioni sull’idea stessa di malvagità

«Il male che mi interessa è nella bellezza, non nella disarmonia. A tutti i miei collaboratori artistici ho chiesto di dare bellezza al male e non bruttezza, perché chi tradì il paradiso fu l’angelo più bello».

 «Il male  von è una forma. Il male è vita. Il male è natura. Il male è divinità. Il nostro intento è quello di provare ad andare oltre l’esteriorità del male, cercando di percepirne l’incanto. È chiaro che se il male stesso viene interpretato attraverso un segno fisico, il pubblico è portato ad accettarlo, vede la “mostruosità” e la giustifica. Anzi, prova empatia se non simpatia con e per il protagonista. Ma è ancora accettabile questo “alibi di deformità” nel ventunesimo secolo? Probabilmente il Bardo ne aveva bisogno per giustificare al pubblico, in qualche modo, tutte le malefatte del protagonista. A noi interessa la forza della parola, la seduzione della parola, e, perché no, la scorrettezza della parola. E se il male fosse la natura stessa?».

L'adattamento rispetta l’interezza della vicenda e la sua trasversalità di significato perchè, alla fine, quello che interessa è la forza della parola, la seduzione della parola, e persino la scorrettezza della parola.

 Quello che interessa è la vita, la bellezza, la femminilità.

"Ci siamo presi il lusso, studiando i personaggi del testo - scrive Latella- di ampliarne uno già esistente, chiamandolo Custode, apparentemente un servitore del male e di Riccardo III, che, con l’andare della narrazione, si scoprirà essere in realtà al servizio della bellezza del luogo; un custode che vuole garantire la sopravvivenza del giardino dell’Eden e per questo è pronto a tutto, quel tutto che nel testo si sintetizza con la parola “AMEN”.
Infine e non da ultima, la scelta degli attori: un cast importante, ponderato in modo maniacale, un cast che possa essere forte per talento e dare ad ogni personaggio letterario qualcosa di fortemente artistico, un cast che possa ammaliare gli spettatori mettendo al primo posto del loro lavoro il potere performativo della parola che il Bardo ci consegna e ci lascia in eredità. Sappiamo tutti che la parola può mettere a tacere ogni tipo di guerra, ma nonostante la storia ce lo ricordi continuamente, continuiamo a dimenticarlo e credo, con mio dolore, volutamente: forse perché siamo stati creati per essere stonatura all’interno della perfezione armonica della prima nota, il DO, o almeno così mi piace pensare.
A tutti i miei collaboratori artistici ho chiesto di dare bellezza al male e non bruttezza, perché chi tradì il paradiso fu l’Angelo più bello.

Riccardo III 
di William Shakespeare 
traduzione Federico Bellini 
adattamento Antonio Latella e Federico Bellini 
regia Antonio Latella 
con Vinicio Marchioni 
e con Silvia Ajelli, Anna Coppola, Flavio Capuzzo Dolcetta, Sebastian Luque Herrera, Luca Ingravalle, Giulia Mazzarino, Candida Nieri, Stefano Patti, Annibale Pavone, Andrea Sorrentino 
dramaturg Linda Dalisi 
scene Annelisa Zaccheria 
costumi Simona D’Amico 
musiche e suono Franco Visioli 
luci Simone De Angelis 
regista assistente e movimenti Alessio Maria Romano 
assistente volontario Riccardo Rampazzo 
produzione Teatro Stabile dell’Umbria, LAC Lugano Arte e Cultura.

Ultime repliche sabato 8 e domenica 9 Novembre 2025

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