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Arte e Cultura

Nati per la Musica propone un manifesto per le buone pratiche musicali precoci...

tra le prime adesioni quelle di Elisa, Paolo Fresu, José Antonio Abreu, Antonio Pappano, Daniel Barenboim, Riccardo Muti e della neuroscienziata americana Nina Kraus. Dal 2006 Nati per la Musica si propone di accostare precocemente i bambini al mondo della musica grazie ad una alleanza tra il mondo sanitario e quello socio-educativo. È infatti fondamentale che pediatri, musicisti, educatori musicali e altri operatori che si occupano della cura del bambino e della famiglia sin dalla gravidanza si uniscano per sensibilizzare e sostenere i genitori nel percorso della crescita.
Trieste, (informazione.news - comunicati stampa - arte e cultura) Negli ultimi anni evidenze scientifiche hanno dimostrato che l’esperienza musicale precoce, cioè dall’epoca prenatale ai primi 6 anni di vita, favorisce lo sviluppo cognitivo, linguistico, emotivo e sociale del bambino, con effetti benefici e positivi anche sulle interazioni familiari. Tali esperienze aumentano sia i tempi di attenzione e la capacità di discriminazione uditiva del bambino sia le abilità linguistiche, di lettura, di coordinazione motoria e di interazione, portando quindi ad un trasferimento delle competenze acquisite musicalmente in attività extramusicali.

Nati per la Musica propone il manifesto “Le buone pratiche musicali aiutano i bambini a crescere”.

Il documento si compone di tre parti, la prima descrive i positivi e duraturi effetti dell’attività musicale.
La sezione centrale contiene consigli utili per i genitori, quali ad esempio la valorizzazione del canto spontaneo del bambino e delle esplorazioni sonore, la proposta di una varietà musicale che non si fermi solo alla “musica per bambini” e la cura della ecologia dell’ambiente sonoro. La terza parte si rivolge ai nidi e alle scuole dell’infanzia, per sottolineare il ruolo di educatori e insegnanti. È importante infatti che il bambino sia guidato e motivato ad un utilizzo espressivo della voce, all’ascolto dell’ambiente e dei suoni quotidiani, alla sperimentazione e produzione della sonorità di oggetti e strumenti e ascolti una varietà di brani e musiche provenienti da culture europee ed extraeuropee.

Il manifesto di Nati per la Musica lancia dunque un forte richiamo affinché chi si occupa della cura e dell'educazione del bambino – insegnanti, operatori sanitari, amministratori e responsabili di programmi educativi ministeriali e attività extrascolastiche - promuova l’uso di buone e precoci pratiche musicali, sia in famiglia che a scuola e la musica divenga una ricchezza comune, proprio come raccomandava il musicista ungherese Z. Kodaly (1882-1967): “La musica non privilegio di pochi ma patrimonio di tutti".

Il manifesto ha già ricevuto il supporto di esponenti del mondo sanitario, musicale, dell’arte e della cultura, della ricerca e delle scienze ed è aperto a nuove adesioni. Tra i primi firmatari la cantautrice Elisa, il jazzista Paolo Fresu, il direttore dell’Orchestra dell'Accademia di Santa Cecilia Antonio Pappano, la neuroscienziata americana Nina Kraus e le principali associazioni professionali di pediatri, neuropsichiatri infantili e dell’area musicale.
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