Comunicati Stampa
Istruzione e Formazione

Pavia: il PM Michele Prestipino e Renato Cortese, oggi Capo della Squadra mobile di Roma, raccontano come catturarono Bernardo Provenzano

Giovedì 20 novembre h 21 al Collegio Universitario S. Caterina
PAVIA, (informazione.news - comunicati stampa - istruzione e formazione) Proseguono al Collegio Universitario S. Caterina di Pavia gli incontri pubblici che integrano il corso in “Storia delle Mafie Italiane” riconosciuto dai Dipartimenti di studi umanistici, scienze politiche e sociali, studi economici, studi giuridici dell’Università di Pavia e tenuto, presso il Collegio, dal professor Enzo Ciconte, uno dei i massimi esperti in Italia delle dinamiche delle grandi associazioni mafiose.

Giovedì 20 novembre alle ore 21 si terrà un appuntamento (ad ingresso libero) dal titolo “IL DECLINO DEI CORLEONESI: LA CATTURA DI BERNARDO PROVENZANO”.
Interverranno Renato Cortese, oggi capo della Squadra Mobile di Roma, Michele Prestipino, Procuratore aggiunto presso il Tribunale di Roma, con la moderazione di Gaetano Savatteri noto scrittore e giornalista TG5 specializzato in criminalità organizzata.

Prestipino e Cortese, ai tempi rispettivamente sostituto procuratore a Palermo e funzionario del Servizio Centrale Operativo della Polizia dello Stato, erano parte del gruppo che pose fine, l’11 aprile del 2006, alla latitanza durata 43 anni del vecchio padrino Bernardo Provenzano.

Renato Cortese, calabrese di nascita, oggi guida la Squadra Mobile di Roma. A Palermo prima di arrivare allo Sco, lavorò a lungo alla sezione “catturandi” della Mobile, arrestando altri latitanti di mafia come Gaspare Spatuzza, Enzo e Giovanni Brusca, Pietro Aglieri e Benedetto Spera, e Salvatore Grigoli, l’assassino di don Pino Pugliesi. E’ poi stato anche capo della Mobile di Reggio Calabria dove sotto la sua guida si è arrivati all’arresto di elementi di spicco della 'ndrangheta, compreso Giovanni Strangio, latitante per la strage di Duisburg, in Germania.

Michele Prestipino dal 2013 è procuratore aggiunto presso il Tribunale di Roma. Entrato in magistratura nel 1984, dal 1996 è stato sostituto procuratore a Palermo. Componente della Direzione distrettuale antimafia, ha svolto indagini importanti, dallo scandalo delle “talpe” nella procura alle connessioni tra mafia, politica e sanità. Ha condotto le indagini sulle diverse articolazioni del sistema Provenzano che hanno portato alla cattura del boss. E’ approdato a Roma dopo aver svolto dal novembre 2008 il ruolo di procuratore aggiunto presso la Direzione distrettuale antimafia di Reggio Calabria, dove ha indagato sulla ’ndrangheta calabrese e sulle sue ramificazioni economiche nel Nord Italia.

Gaetano Savatteri è milanese di nascita, ma siciliano d’origine e d’adozione. Ha fondato nel 1980 a Racalmuto il periodico Malgrado tutto, piccola testata giornalistica che nel primo numero presentava un articolo di Sciascia. Nel 1984 ha cominciato a lavorare come cronista nella redazione di Palermo del Giornale di Sicilia. In seguito si è trasferito a Roma, prima come inviato dell’Indipendente, poi come collaboratore del Tg3. Dal 1997 è giornalista al Tg5. E’ scrittore di saggi e romanzi. Con Michele Prestipino (e Giuseppe Pignatone) ha scritto “Come la 'ndrangheta ha infettato l'Italia” (Laterza, 2012).

Per ogni ulteriore informazione:
http://www.collegiosantacaterina.it
corsomafie@collsantacaterina.it
Per maggiori informazioni
Ufficio Stampa
 Epoché Agenzia Giornalistica (Leggi tutti i comunicati)
Pavia Italia
agenzia.epoche@gmail.com