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Elezioni regionali 2025 Franco Banchi: ”La Toscana del futuro si costruisce sulla rivoluzione delle politiche per la famiglia”

In questa intervista Franco Banchi, esponente della lista civica per Tomasi Presidente, parla di quello che per lui è il vero cardine della rivoluzione politica in Regione, atta a rimuovere la zavorra ideologica ed i ritardi che hanno caratterizzato la gestione di Giani e del centro-sinistra. La proposta è quella di istituzionalizzare per legge una “cabina di regia” composta da tutte quelle figure coinvolte nelle politiche regionali per la famiglia. E' questa la via verso la vera sussidiarietà.
Firenze, (informazione.news - comunicati stampa - politica e istituzioni)

Ci avviciniamo alle elezioni regionali toscane. Lei ha sostenuto spesso che il cardine di tutte le politiche è la famiglia. Perchè ?

L’evoluzione del welfare in una prospettiva di “cura della comunità” propone la centralità della famiglia in tutti gli ambiti della polis: dinamiche sociali, sanitarie, economiche e del lavoro, fiscali, educative e culturali. In sostanza alla famiglia, secondo la i principi a cui mi riferisco, spetta di diritto il ruolo effettivo di soggetto “politico” principale. Di qui la necessità di introdurre riforme organizzative dei servizi, improntate su criteri di qualità, di efficienza, di produttività, di riqualificazione, per far fronte ai nuovi bisogni sociali, valorizzando le risorse presenti e disponibili nelle comunità locali, a partire dalle famiglie stesse, secondo il principio di sussidiarietà.

 Lei ha costruito la cornice del problema. Cosa ci mettiamo dentro, proprio qui in Toscana?

Ahimè, dobbiamo metterci ancora di tutto. Infatti chi governa la nostra Regione non porta avanti  una politica organica della e per la famiglia. Al massimo esistono frammentari interventi sporadici, alcuni non più di spot. Ci vuole un’autentica rivoluzione al riguardo. Anzi doppia rivoluzione: culturale ( che spazzi via le pesanti incrostazioni ideologiche che tengono prigioniera la sinistra ) e, a seguire, progettuale ( che faccia della famiglia il vero e proprio volano della Toscana del futuro ).

 Può avanzare delle proposte in merito ?

In realtà è sufficiente guardarsi intorno e cogliere il buono portato avanti da altre regioni, ad esempio dal Veneto. Chi lo governa ha proprio azzeccato il nocciolo della questione, quello che sottolineavo in premessa: la famiglia non è da trattare come ambito settoriale e separato; la famiglia è il cuore di tutti i settori. Se la politica regionale tutela, favorisce e promuove la famiglia, tutela, favorisce e promuove la crescita umana, culturale ed economica dell’intera comunità. La famiglia è la quintessenza della vera sussidiarietà.

 Come agire in pratica per operare quella che lei ha chiamato “rivoluzione”?

La migliore azione concreta è quella di costruire sinergie su tutto ciò che riguarda gli interventi sulla famiglia. Per esempio formando una “cabina di regia” regionale, istituzionalizzata per legge ( non quindi esclusivamente consultiva ed informativa a posteriori ), composta da tutte quelle figure coinvolte nelle politiche per la famiglia. Ad esempio: l'assessore regionale alle politiche sociali che la presiede; gli assessori regionali competenti per le materie previste dal programma ( scuola, lavoro..) ; il dirigente della struttura della Giunta regionale competente in materia di servizi sociali; rappresentanti dei direttori dei servizi socio-sanitari delle aziende; rappresentanti dell'Associazione nazionale comuni d'Italia (ANCI Toscana ); rappresentanti categorie sindacali, economiche e terzo settore; delegati degli organismi di rappresentanza delle famiglie del territorio regionale.

 Quali i possibili compiti di questa “cabina di regia”?

Lo scopo è quello di rendere più agevole e coordinato il compito dei territori regionali, da un lato elaborare una progettualità sussidiaria e non verticistica, dall’altro monitorare, verificare e valutare gli effetti prodotti ai vari livelli dagli interventi sulla famiglia.

 Ma quali potrebbero essere, in concreto, gli interventi di cui parla?

Solo per fare degli esempi, alcune regioni ( compreso il già citato Veneto ) propongono un vero e proprio ventaglio di interventi: quelli a favore delle famiglie fragili ( oggi in aumento esponenziale); per l’accesso agevolato ai servizi della prima infanzia ( anche attraverso i canali pubblici non comunali ); definizione di alleanze territoriali per la famiglia ( costruite intorno a reti territoriali fatte anche da forze sociali, economiche e culturali ); istituzione di  uno sportello per la famiglia ( a cui attingere informazioni non dispersive su tutti i servizi territoriali ); istituzionalizzazione di  organismi di rappresentanza delle famiglie con possibilità di essere coinvolte nella “valutazione di impatto familiare” ( per orientare e prendere posizione sugli effetti delle politiche in tale ambito ); la predisposizione di un assegno pre-natale con la finalità di sostenere la natalità e i nuclei familiari nel fronteggiare i costi legati alla gravidanza e le spese fondamentali nei primi mesi di vita del bambino.

 

 

 

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