Pisogne: Europa Verde, la natura avverte l'uomo in Val Palot Prioritario mettere in sicurezza il territorio e ripristinare i boschi della valle

L'impianto sciistico della Val Palot ,chiuso da un anno, non sarà più raggiungibile, dopo che un tratto della galleria paramassi è stato abbattuto da tonnellate di roccia cadute sulla strada. Per fortuna non è stato coinvolto nessuno. E pensare che, proprio qualche giorno fa ,un consigliere regionale si faceva vanto di portare 3 milioni di euro per riaprire l'impianto sciistico, tirando fuori dal cassetto un vecchio e costoso piano di altri tempi.
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L'impianto sciistico della Val Palot, chiuso da un anno, non sarà più raggiungibile, dopo che un tratto della galleria paramassi è stato abbattuto da tonnellate di roccia cadute sulla strada. Per fortuna non è stato coinvolto nessuno. E pensare che, proprio qualche giorno fa ,un consigliere regionale si faceva vanto di portare 3 milioni di euro per riaprire l'impianto sciistico, tirando fuori dal cassetto un vecchio e costoso piano di altri tempi.

Con la frana la natura ha lanciato di nuovo un pesante avvertimento all'uomo.Anzichè pensare a mettere in sicurezza la rete stradale del territorio, che porta alle frazioni montane di Sonvico, Fraine e Palot, si pensa al “rilancio”, con tre milioni di euro dei contribuenti, della obsoleta e pericolosa stazione sciistica della Val Palot, dove peraltro non nevica più da tempo.

Urgente invece sarebbe il ripristino dei boschi, in cui sono stati abbattuti gli abeti malati di bostrico, e il recupero delle aree abbandonate dopo l'ingresso dei grandi mezzi per il taglio del legname. La priorità è la messa in sicurezza del territorio dal dissesto idrogeologico.

Nicoletta Fiotta e Dario Balotta portavoce Europa Verde provincia di Brescia

Ufficio Stampa

dario balotta
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