Disabilità: Impegno per 365 giorni Via paure e pregiudizi, solo aiuto
Il progresso scientifico oggi permette di conoscere in anticipo la diagnosi di sindrome di down ed esistono anche variegate associazioni che supportano le famiglie nel fronteggiare i momenti difficili relativi non soltanto alla sindrome in questione ma a tutte le disabilità intellettive e/o relazionali. Nonostante questo,
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Palazzolo,
(informazione.news - comunicati stampa - non profit)
Nelle persone permangono ancora molte paure e pregiudizi che nascono dalla non conoscenza delle disabilità di questo tipo. Sensibilizzare aiuta a difendere gli interessi delle famiglie, ad informare l’opinione pubblica sui vari problemi e ad eliminare pregiudizi e stereotipi sulle persone con disabilità intellettiva e/o relazionale.La famiglia che si trova impreparata ad accettare un figlio non sano, diverso da ciò che si è immaginato ed atteso. Le figure sanitarie che devono comunicare la diagnosi e devono pensare alla presa in carico per le cure mediche e gli altri operatori di servizi che devono aiutare le famiglie a sviluppare percorsi di autonomia per i propri figli con disabilità.
Per le persone con sindrome di down e per tutte le persone con disabilità intellettiva e/o relazionale, spesso la formazione/informazione non va di pari passo con la crescita anagrafica, una problematica dovuta non solo a fattori intrinseci alla malattia ma anche alla mancanza di preparazione degli educatori nell’impartire le conoscenze, alla carenza di mezzi tecnici e di strutture adeguate, all’utilizzo di linguaggi e di grafiche e formati non facili da comprendere e così adatti alle capacità di quanti hanno una disabilità intellettiva e/o relazionale. A questo si può anche aggiungere la frequente eccessiva protezione della famiglia che a considerare sempre bambini le persone con disabilità intellettiva e/o relazionale. Per cercare di eliminare le barriere alla formazione/informazione, Anffas Onlus sta lavorando a “Pathways 2”, progetto realizzato insieme ad Inclusion Europe con il finanziamento del programma di apprendimento permanente della Commissione Europea che vuole far conoscere il linguaggio facile da leggere e la formazione permanente per le persone con disabilità intellettiva e/o relazionale.
Molto spesso l’accesso al mondo del lavoro è ostacolato perché si teme, erroneamente, che un impiegato con disabilità intellettiva e/o relazionale non abbia la redditività di una persona normodotata o che possa essere di intralcio qualora inserito in un contesto lavorativo. La carenza di tutor con formazione adeguata, l’alta possibilità di avere un contesto lavorativo non capace di relazionarsi o sostenere personale con disabilità intellettiva e/o relazionale in eventuali momenti di difficoltà, contribuisce a precludere l’accesso al mondo del lavoro. Spesso, inoltre, per molti datori di lavoro, l’inserimento della persona con disabilità è vissuto come imposizione per l’azienda. Oggi i settori in cui i ragazzi con sindrome di down e più in generale persone con disabilità intellettiva e/o relazionale vengono maggiormente impiegati sono l’artigianato (ceramica, falegnameria, la cucina, ecc.): la sfida sarà collocarli in settori in cui si richiedono maggiori responsabilità.

Frammentarietà e discrezionalità nell’interpretazione delle discipline che regolamento diritti e servizi sicuramente rendono macchinoso il sistema di welfare in Sicilia. Tuttavia nella regione esistono dei buoni provvedimenti in materia di disabilità, ad esempio il DPRS 2 gennaio 2006 - Piano Triennale delle persone con disabilità - le linee guida regionali per l’accesso ed il governo delle cure domiciliari (2010) l’adozione della scheda di valutazione multidimensionale persone con disabilità, con i suoi pregi e difetti (luglio 2011), il piano della riabilitazione (ottobre 2012), il piano della salute 2011/2013. Le difficoltà maggiori si registrano sul piano dell’esigibilità dei diritti e delle prestazioni che nella maggioranza dei casi vengono legati ai vicoli di bilancio.
Per supportare non solo le persone con sindrome di down ma tutte le persone con disabilità intellettiva e/o relazionale, è necessario in primo luogo fornire un maggiore sostegno alla famiglia (psicologico, educativo, economico e sociale), soprattutto quando il figlio con disabilità è ancora piccolo. E’ importante, inoltre, rafforzare gli strumenti di partecipazione, migliorare l’organizzazione dei servizi e la formazione e responsabilità dei professionisti, trovare una giusta allocazione della spesa, costruire alleanze fra istituzioni e forze sociali.
Non abbiamo dati certi per la Sicilia. Ricordiamo, inoltre, che a livello nazionale non si hanno dati sulla situazione dei bambini con disabilità in età da 0 a 5 anni poiché i minori iniziano ad essere censiti con l’ingresso alla scuola primaria.
Si, per la carenza di strutture, per i ridotti finanziamenti e per la carenza di formazione delle persone nella presa in carico delle persone con sindrome di down e di tutte le persone con disabilità intellettiva e/o relazionale.
Per maggiori informazioni
Sito Web
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Giovanni Provvidenza
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