Giampiero Pizzol e Giampiero Bartolini in "Amamaz" al TEATRO COMUNALE DI CIVITELLA di Romagna
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AMAMAZ al TEATRO COMUNALE DI CIVITELLA di Romagna
Giampiero Pizzol e Giampiero Bartolini
in Amamaz
Giampiero Pizzol e Giampiero Bartolini in AmamazMi ammazzo, o in gergo felliniano Amamaz, che fa pensare volutamente all’Amarcord felliniano, è la storia di un suicidio mancato, o meglio di un suicidio differito. Ma Amamaz è anche e soprattutto, la storia dell’ambiguo rapporto che lega un curioso personaggio di arrangione solitario alla sua terra d’origine: la Romagna delle grasse sagre paesane e delle orde di villeggianti. Pizzol e Bartolini danno vita ad un comicissimo dialogo che porta i protagonisti di questo casereccio “delirio a due ” ad una illusoria liberazione nelle cadenze di un ballo. Liscio naturalmente! La rappresentazione, tutta in italiano, tranne ovviamente il titolo, vive di un clima sempre in bilico tra allegria e nostalgia, solitudine e compagnia, realtà e fantasia.Uno spettacolo di cui abbiamo festeggiato in due separati spettacoli al teatro di Civitella di Romagna con tanto di torta sul palco i 10 anni nel 2006 ed i venti anni nel 2016
ABBONAMENTO GALEATA E CIVITELLA :TOTALE 120 intero -100 ridotto
I prossimi appuntamenti
VENERDI 20 FEBBRAIO TEATRO C. ZAMPIGHI GALEATA ORE 21,15
Giampiero Pizzol e Giampiero Bartolini
in Amamaz 30 ANNO
aA fine spettacolo torta sul palco per festeggiare il 30 compleanno dello spettacolo
Giampiero Pizzol e Giampiero Bartolini
in Amamaz
Mi ammazzo, o in gergo felliniano Amamaz, che fa pensare volutamente all’Amarcord felliniano, è la storia di un suicidio mancato, o meglio di un suicidio differito. Ma Amamaz è anche e soprattutto, la storia dell’ambiguo rapporto che lega un curioso personaggio di arrangione solitario alla sua terra d’origine: la Romagna delle grasse sagre paesane e delle orde di villeggianti. Pizzol e Bartolini danno vita ad un comicissimo dialogo che porta i protagonisti di questo casereccio “delirio a due ” ad una illusoria liberazione nelle cadenze di un ballo. Liscio naturalmente!
La rappresentazione, tutta in italiano, tranne ovviamente il titolo, vive di un clima sempre in bilico tra allegria e nostalgia, solitudine e compagnia, realtà e fantasia. Nel 2016 lo spettacolo festeggerà 20 anni di vita.
VENERDì 6 MARZO TEATRO C.ZAMPIGHI GALEATA ORE 21,15
MARIA PIA TIMO in “Doppio brodo show”*
Il manuale della donna imperfetta di Roberto Pozzi e M. Pia Timo consulenza
musicale: Anna Galletti
Lo spettacolo, forgiato in quella matrice regionale che traendo spunto
dalle radici sa diventare universale un po’ come la Napoli dei De Filippo,
la Liguria dei Govi o la Venezia di Goldoni, nasce da una commossissima
malinconia per le epiche figure delle nostre nonne, donne di casa, di
compagna, di un'Italia tutta da ricostruire, donne come l’azdora, la
matriarca romagnola ed emiliana, e si diverte a contrappuntarle alle
attuali figure di noi mogli-madrilavoratrici angustiate, che i riferimenti
forse li abbiamo persi o confusi un po’ tutti. Quanto sia cambiato in
Italia il modo di vivere, la società, le usanze, in meno di cinquant’anni
ha dell’incredibile. Come pure ha dell’incredibile quale carico di lavoro e
responsabilità gravasse sulla donna. Diamo scontati preziosi alleati come
detersivi, lavatrice, fornelli, frigorifero, nella gestione delle nostre
‘facili’ famiglie di figli unici o quasi. Senza di questi, servivano
stratagemmi, conoscenze e un’organizzazione ferrea, soprattutto quando i
familiari di cui occuparsi raggiungevano la ventina. Ammettiamolo: noi non
ce la potremmo fare! Grazie ad un lavoro di mesi, anni, di raccolta di
testimonianze proprio di queste ultime reduci di un’epoca che va
scomparendo, è nato un meraviglioso bagaglio di racconti da fare rivivere
in scena. Sono serviti interi pomeriggi di chiacchiere e chiacchiere e
chiacchiere, tra risate e momenti di sincera commozione, in giro per la
campagna, in casolari sull’Appennino o in villette vista mare, per sondare
l’anima della più autentica donna delle nostre campagne. Come si crescevano
i figli un tempo e come non lo si sa più fare oggi, cos’è il matrimonio
oggi e cos’era all’ora, e soprattutto come si cucinava e si mettevano a
tavola eserciti di commensali allora, mentre oggi ci si barcamena a
malapena tra buste di surgelati e fast food… ecco! A metà tra reading,
lezione culinaria e monologo comico, sul palco (dove vengono prodotti sul
tagliere, in diretta, paste al mattarello) prende vita uno spettacolo (con
sottofondi musicali folkretrò) che è come un pentolone di brodo, con tanti
ingredienti diversi, che cuoce lento e a lungo sulla stufa e sa scaldare il
corpo e gli animi, e produrre un lunghissimo sorriso
VENERDì 27 MARZOTEATRO COMUNALE DI CIVITELLA DI ROMAGNA
WORK CLASS Con Metallurgica vigano'
La Metallurgica Viganò, è una insolita formazione nata a Faenza Gruppo teatral musicale composto da nove improbabili operai rigorosamente in tuta blu che danno vita ad uno spettacolo comico, una fusione tra Ballate Soul, satira sociale, e cultura romagnola, meglio definibile come Etno-Industrial-Folk che negli anni ha creato un proprio stile di Teatro canzone
Lo spettacolo racchiude cavalli di battaglia come "A voj la Volvo", "Wanda", "Bela Biundona" e narra i sogni irrealizzabili di un gruppo di operai metalmeccanici mescolando Elvis, fruste degli "s-ciòcarini", corsi d'aggiornamento, e diapositive delle vacanze mentre Wanda la carrelista colora il grigiore della fabbrica con i suoi monologhi al femminile.
VENERDì 24 APRILE TEATRO COMUNALE DI CIVITELLA DI ROMAGNA

SANDRO
con Andrea Santonastaso
Teatro dell'Argine
di Christian Poli | con Andrea Santonastaso | inserti drammaturgici Nicola Bonazzi
Di Sandro Pertini restano indimenticabili alcune immagini, consegnate alla memoria di ciascuno da spezzoni televisivi. Sono immagini che hanno scandito alcuni degli avvenimenti della storia recente italiana (per esempio la vittoria dei Mondiali di calcio nel 1982 o la strage alla stazione di Bologna). In quegli avvenimenti Pertini c’era, naturalmente nel suo ruolo istituzionale. Ma c’era anche con la sua carica di umanità, con la sua storia che veniva da lontano, dalla guerra partigiana e dalla prigionia sotto il fascismo. Era una figura che gli italiani sentivano vicina; divenne una sorta di “nonno” per i bambini e di icona pop: gli vennero dedicati fumetti e canzoni (chi non ricorda il “partigiano come presidente” di una nota canzone di Toto Cutugno?). Nella sua figura, come mai prima di allora e come mai sarebbe successo dopo, un’intera nazione si riconosceva e riconosceva i valori “puliti” della politica, o ciò che la politica dovrebbe rappresentare nella sua accezione più alta: solidarietà, vicinanza, attenzione alle persone. Raccontare la storia di Pertini può avere senso dunque non solo perché ci consente di ripercorrere la storia di un “italiano” che attraversa il Novecento e le sue tragedie, con piglio sempre energico e picaresco; ma può averlo soprattutto per fare il punto su noi stessi, su ciò che eravamo e su ciò che siamo diventati; sull’idea che possa esistere una politica in grado di segnare la linea di un’etica civile e solidale, e farsi guida di una società, se non pacificata, capace almeno di dialogare al proprio interno per ritrovare le ragioni di una convivenza più conciliante e aperta.
VENERDì 8 MAGGIO TEATRO COMUNALE DI CIVITELLA DI ROMAGNA
“Barbir-Barba e Capelli”
di e con Denis Campitelli
Una lampada, una vecchia poltrona da barbiere, una mantella e un asciugamano. Dal semi buio appare un uomo, un barbiere. La sua arte non è solo fare miracoli con forbici e rasoio, ma anche intrattenere i diversi clienti che frequentano la sua bottega con bizzarre dissertazioni sulla politica, l’amore, la natura, l’attualità. La sua lingua è il romagnolo di oggi, un misto di dialetto e italiano. La barberia diventa il suo rifugio, il luogo da dove parla al mondo, e lui stesso, diventa il termometro delle inquietudini e delle passioni di una piccola comunità. La bottega, i clienti, gli oggetti, le musiche, tutto ciò che compone la barberia pare appartenere a un universo sospeso, ora reale ora immaginario.
VENERDI 22 MAGGIO TEATRO GALEATA ORE 21,15
TULLIO SOLENGHI in Mittente: Wolfgang Amadé Mozart
Lettere e Divertimento per trio d'archi KV563
Lo spettacolo offre una vera e propria immersione nel mondo di uno dei più grandi geni della storia della musica.
Grazie all'accostamento di alcune lettere, scelte all'interno del suo sterminato carteggio, con uno dei suoi ultimi capolavori cameristici (il divertimento per trio d’archi KV563, scritto al termine della sua vita in cui sembrano convergere e sublimarsi tutte le precedenti esperienze compositive), si traccia un ritratto umanissimo e sorprendente di Wolfgang Amadeus Mozart
, ripercorrendo le fasi della sua esistenza di cui si scoprono le relazioni affettive e i temi a lui più cari toccando diversi registri espressivi, dal burlesco all’ironico, dal grottesco al tragico.
L’eclettico Tullio Solenghi, con la sua sapiente ironia e prorompente personalità, si unirà all'esecuzione del Divertimento dando vita ad un connubio meraviglioso ed intenso, in un alternarsi di ironie, emozioni, facezie e arguzie.
Ufficio Stampa
Giancarlo Garoia
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