IDROGENO SITO D'ISEO:LE PERDITE D'ACQUA FINISCONO IN REGIONE INTERROGAZIONE DEL CONSIGLIERE ONORIO ROSATI DI ALLEANZA VERDI SINISTRA
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Da alcuni mesi sono partiti i lavori per la realizzazione dell'impianto di produzione stoccaggio e distribuzione ad idrogeno ad Iseo facenti parte del progetto regionale denominato H2iseO. Nel sito d'Iseo dove si costruisce la vasca di laminazione dell'impianto di produzione dell'idrogeno durante gli scavi due mesi fa è stata bucata una enorme falda acquifera che non si riesce a fermare.
Per evitare l'allagamento della zona viene emunta dal cantiere circa 30mila m3 di acqua al giorno. Poichè vengono prelevati e trasportati in lago 30 milioni di litri al giorno è come se l'acqua venisse utilizzata da 15 cittadine come Iseo visto che Iseo consuma 2 milioni di litri al giorno. Per evitare l'allagamento di tutto il cantiere l'acqua viene prelevata da 5 pompe e successivamente trasportata in lago utilizzando le fognature locali apposta potenziate da Acque Bresciane che ha aumentato la capacità delle condotte. In quell'area (zona umida vicina alle torbiere) la condizione della falda acquifera è nota e ci si chiede come è stato possibile un simile errore parte dell'azienda che ha vinto l'appalto.
Sorprende inoltre che in sede di rilascio dell'autorizzazione regionale (se c'è stata) non sia stato richiesto uno studio approfondito sulla falda che prevedesse sistemi di scavo con l'utilizzo di paranche. L'enorme drenaggio di 30 mila m3 di acqua giornaliero che dista solo 300 metri dalla falda dell'acquedotto d'Iseo potrebbe modificare l'assetto delle acque sotterranee collegate con l'acquedotto e ridurne la capacità estrattiva. I costi dei lavori verranno maggiorati dai consistenti consumi d'energia per azionare le pompe i cui costi sono stimati in oltre 80 mila euro visto che dureranno almeno tre mesi.

Nella sua interrogazione il consigliere regionale di Alleanza verdi Sinistra chiede quali valutazioni tecniche siano state effettuate in fase progettuale per il sito di Iseo e per quale motivo non sia stata prevista la presenza di una falda superficiale in grado di interferire con le attività di cantiere. Chiede inoltre quali soluzioni progettuali e operative siano state adottate per la gestione della falda freatica, in particolare in relazione alla costruzione della vasca antincendio e degli impianti correlati.
Quali costi aggiuntivi siano già stati sostenuti o risultino prevedibili a causa delle modifiche tecniche, dei consumi energetici straordinari e della gestione delle acque di falda. Preoccupato anche per i timori della cittadinanza Rosati chiede infine se siano previste azioni di informazione e trasparenza nei confronti dei cittadini e delle Amministrazioni locali coinvolte, con particolare attenzione agli aspetti ambientali, energetici e idrogeologici connessi allo sviluppo del progetto.
Nicoletta Fiotta e Dario Balotta portavoce di Europa Verde provincia di Brescia
Brescia 14 luglio 2025
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