Francesca Nunzi e Marco Predieri attori mutanti nell'Area 51 del Web
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Mutanti teatrali, questo sono diventati gli artisti dello spettacolo dal vivo, colpiti duramente dall'isolamento a cui li ha costretti la pandemia mondiale. Mutanti perché improvvisamente catapultati in una realtà dove per dare senso al proprio lavoro hanno dovuto reinventarsi, anche e sopratutto attraverso mezzi e linguaggi che sono loro generalmente estranei, come i social network e il web (territori che di norma contrappongono ai messaggi culturali l'ignoranza becera degli influenzer).
Mutanti teatrali come Francesca Nunzi, una diva del palcoscenico e del grande e piccolo schermo, allieva di Gigi Proietti, autrice poliedrica già dai tempi dell'innovativa compagine de I Picari, e Marco Predieri, attore, autore e direttore artistico, che insieme si sono inventati una surreale clausura domestica rinominata "Area 51", come la off zone più celebre al mondo, dove per l'appunto si studiano gli Alieni.
Una web serie, originale, grottesca, dove i due si incontrano attraverso un corto circuito che li proietta nelle rispettive televisioni, da dove però riescono a parlare e interagire, rivelando al mondo intero la loro stravolta quotidianità, tra manie di igienizzazione e attività compulsive, svolte per riempire il vuoto che li ha travolti, allontanati a forza dai palcoscenici e sopratutto dal loro pubblico.
La Nunzi, tramutata in un'improbabile massaia, che pulisce ormai qualsiasi cosa, compresi i cioccolatini, e con qualsiasi prodotto, dall'amuchina all'autan, è preda delle serie tv, che ricerca ossessivamente imbattendosi però nel compagno di sventure, Marco Predieri, a sua volta perennemente sotto la doccia o in accappatoio (alle prese con il bucato fatto e rifatto senza tregua), che le appare trasfigurato nei personaggi degli sceneggiati polizieschi da lei preferiti.

Ne nascono situazioni esilaranti e nonsense da teatro dell'assurdo alla Ionesco o alla Beckett, in attesa di un Godot che qui pare essere proprio l'agognata fine della cattività pandemica. Dietro il grottesco però c'è tutta l'intelligenza di un messaggio veicolato attraverso la semplicità del sorriso, un allarme destinato al pubblico e a chi ha in mano le redini della cosa pubblica e che punta sulla necessità di una ripristino dei rapporti sociali che non può permettersi di non passare attraverso il ritorno alle funzioni culturali, in presenza, di questa nostra società, oltre alla scuola i teatri, i cinema, i luoghi di incontro dove si fa spettacolo dal vivo. Eppure pare che oggi tutto questo non sia affatto tra le priorità considerate come necessarie.
Ma una domanda di fondo rimane: anche in questa pandemia, anche durante i momenti più duri del lockdown ... chi ha realmente retto il morale e la salute mentale dei cittadini se non gli artisti? E come possono gli artisti continuare a creare se isolati e lontani dalle persone, da quell'essere umano che è e sarà sempre, per forza di cose, il loro naturale referente e la loro musa primaria dell'essere creativi? Seguite dunque questi mutanti sul loro canale web, aiutiamoli insieme a cresce per farli evadere dal virtuale.
La serie "Area 51 - Mutanti teatrali", che ospita anche altre star, come Giorgia Trasselli e Maria Lauria, e che ha prodotto anche uno special tv di Natale, anche quello reso disponibile sul canale, è prodotta da Laura Cellerini per Altrove Teatro Festival con la regia e direzione tecnica di Matteo Lorini.
Qui gli episodi e gli special pubblicati fino a oggi:
https://www.youtube.com/channel/UC3Qko3uBBCJ5nDs4CeQWMXQ
Ufficio Stampa
Marco Lenzi
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