Alta velocità sul Garda: una scelta miope per una stazione isolata e costosa.
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Ieri a Lonato abbiamo assistito ad una passerella elettorale del neo Ministro e della Assessora regionale al Turismo. Quelli che oggi sostengono la realizzazione di una stazione dell’alta velocità sul Garda a 10 km dal lago — quindi scomoda, costosa e impattante sul territorio — sono gli stessi che, dieci anni fa, durante l’elaborazione del progetto dell’AV Brescia-Verona, per motivi campanilistici non hanno voluto che il tracciato passasse da Desenzano e Peschiera, affiancato alla linea storica, come sarebbe stato più logico.
Ricordando che la nostra posizione è sempre stata contraria a questo tracciato della Tav, oggi riteniamo che la stazione a San Martino sia un progetto folle: posta a 10 km dal lago sarebbe scomoda, costosa e impattante sul territorio. Non solo: diverrebbe un volano per speculazioni edilizie da Desenzano a San Martino.

I partiti e i ministri del centrodestra, invece di promuovere la realizzazione di una stazione TAV “fantasma” nel Basso Garda — prevista lungo la nuova linea ad alta velocità Brescia-Verona — dovrebbero concentrarsi su una priorità ben più concreta: reperire i 500 milioni di euro necessari per l’attraversamento Alta Velocità del nodo di Brescia fino a Rezzato, un intervento che oggi è addirittura privo di progetto ed è già in ritardo di tre anni. Ritardo che vanificherà i lavori già conclusi da Rezzato a Verona.
La richiesta di 210 milioni di euro per una stazione inutile, isolata e scollegata appare incomprensibile. Passeggeri e turisti scelgono, e continueranno a scegliere, i treni che fermano a Desenzano o Peschiera, non una fermata in mezzo alla campagna, a San Martino della Battaglia, dalla quale sarebbe comunque necessario attendere un autobus e perdere almeno mezz’ora per raggiungere Desenzano (9 km) o Peschiera (10 km).
Per quanto riguarda gli entusiasti amministratori e candidati del centro destra lonatese, la loro posizione ci appare del tutto miope, dato che sottrae fondi a risposte ben più urgenti per i cittadini, soprattutto se lavoratori e studenti pendolari, che da decenni attendono un’alternativa alle auto per raggiungere Brescia e Verona.
Dario Balotta Europa verde Alleanza Verdi Sinistra provincia di Brescia
Ufficio Stampa
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