"Kind of Miles": al Teatro Bonci di Cesena il Paolo Fresu ottetto omaggia il "Principe delle tenebre e della musica"

Un grande concerto teatrale per far incontrare, nel nome di Davis, i jazzofili e gli appassionati del teatro
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 Cosa ci ascia un mito come Miles Davis, il "Principe delle tenebre"?. 
Una carezza per il presente e un disegno per il futuro.

Paolo Fresu ci porta voce, immagini e sonorità profonde di un artista mitico, di un uomo capace di raccontare la storia dell'oggi e, insieme, disegnare il futuro . A noi, "The man with the horn" lascia un soffio che è una carezza e un graffio. 

Così Paolo Fresu, alla testa di un fantastico gruppo di sette artisti,  presenta  Miles Davis con "Kind of Miles", un' opera musicale e,insieme, teatrale che evoca l’universo creativo e visionario del musicista scomparso nel 1991 e che ha segnato il Novecento.

La sua formazione musicale è composta da  personalità diverse e da  strumenti, acustici ed elettrici, diversi, che, a partire dalla storica incisione, nel 1957, di "Round Midnight" ricostruiscono un percorso di ricerca e di vita. 

 Da "Yardbirth Suite" a "My Fanny Valentine", una scrittura intima puntellata da momenti personali di vita vissuta, il confronto con grandi artisti e con Chet Baker, a partire dallo storico "Kind of Blue" del 1959.

 Fresu, come Davis, non dirige i suoi musicisti distribuendo loro parti prestabilite, ma come un maestro, un complice che pone condizioni, tratteggia ambienti, suggerisce topografie musicali, in cui ciascun interprete viene chiamato ad essere se stesso entro un’identità collettiva. Il miracolo di Miles Davis si ripete al Bonci easurito in ogni ordine e, in questa alchimia, l’eterogeneità si trasforma in coerenza e la molteplicità in unità timbrica.

Alcuni dei visual che compongono la scenografia dello spettacolo sono elaborati dal vivo sulla base degli impulsi registrati da alcuni sensori indossati da Paolo Fresu. Questi sono frutto della ricerca e dello sviluppo della Libera Università di Bolzano e sono parte attiva dello spettacolo.

Kind of Miles chiude idealmente la trilogia prodotta dal Teatro Stabile di Bolzano che ha visto Paolo Fresu protagonista di Tempo di Chet (spettacolo dedicato alla figura del trombettista californiano Chet Baker), Tango Macondo (progetto sulla letteratura onirica sudamericana tra la Sardegna e l’Argentina) con un lavoro musicale e teatrale capace di disegnare il mondo creativo e visionario dell’immenso trombettista di statunitense nato nel 1926.
I musicisti in scena collaborano da sempre con Fresu, ne condividono i palcoscenici e sono partecipi alla scrittura collettiva intessuta di ampi spazi di improvvisazione misti ad interpretazioni di cover mutuate dal repertorio davisiano.

Cielo e terra si incontrano, con l’ausilio di materiale storico, soluzioni sceniche e nuove tecnologie inserite in una speciale scatola teatrale per l’attenta regia di Andrea Bernard. Il tutto per quello che è un “grande concerto teatrale” per far incontrare i jazzofili e gli appassionati del teatro.

«Senza Miles la musica oggi sarebbe sicuramente diversa» dice Fresu, parlando poi delle «rughe profonde che solcano il suo viso e le sue mani e dei suoi occhi profondi che inchiodano lo sguardo e toccano il cuore». Le stesse fotografate dal maestro Irving Penn per la copertina e le immagini a corredo di Tutu del 1986 (disco dedicato al famoso arcivescovo sudafricano oppositore dell’apartheid) capaci di comunicare immediatamente il senso di bellezza totale che ha sempre accompagnato la storia di questo incredibile musicista.

Con Paolo Fresu, tromba, flicorno e multi-effetti

e con Bebo Ferra (chitarra elettrica), 

Dino Rubino (pianoforte e Fender Rhodes Electric Piano), 

Marco Bardoscia (contrabbasso), 

Stefano Bagnoli (batteria), 

Filippo Vignato (trombone, multi-effetti elettronici, keyboard), 

Federico Malaman (basso elettrico), 

Christian Meyer (batteria)

regia Andrea Bernard

video Marco Usuelli

produzione Teatro Stabile di Bolzano

Ufficio Stampa

Giancarlo Garoia
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