Pignoramento stipendi: Federsicurezza e Vigilanza Conf S.E.L.P. scrive a CGIL, CISL, UIL e UGL. Francesconi: "estendere il minimo impignorabile anche ai lavoratori, basta disparità con i pensionati
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Dopo aver investito della questione le massime cariche dello Stato — dal Presidente della Repubblica al Presidente del Consiglio, fino ai Presidenti delle Camere e ai leader delle opposizioni —, la FederSicurezza e Vigilanza Conf S.E.L.P. allarga il fronte del confronto e invia una PEC ufficiale ai Segretari Nazionali di CGIL, CISL, UIL e UGL. L'obiettivo è compattare il mondo sindacale in una battaglia unitaria contro una palese asimmetria normativa che sta' spingendo migliaia di lavoratori dipendenti e di tutti i settori al di sotto della soglia di povertà.
Al centro della mobilitazione della sigla guidata dal Segretario Generale Dott. Niccolò Francesconi c'è la disparità secondo noi di trattamento nell'applicazione dell'articolo 545 del Codice di Procedura Civile: mentre per i pensionati la legge prevede giustamente un minimo vitale impignorabile (pari a circa 1.092 euro) su cui non è possibile effettuare trattenute, per i lavoratori dipendenti non esiste alcuna franchigia analoga. Il pignoramento del quinto viene calcolato sull'intero stipendio netto, rischiando di erodere retribuzioni già basse per tutti i lavoratori .
"Ben vengano gli scioperi e le mobilitazioni contro il carovita, ma la difesa del potere d'acquisto passa prima di tutto dalle tutele legali sul salario" dichiara il Segretario Generale, Dott. Niccolò Francesconi. "Oggi assistiamo a una situazione drammatica: se a un lavoratore vengono bloccati i conti correnti o notificati più pignoramenti concorrenti (anche solo per multe o scadenze fiscali), lo stipendio può essere legalmente dimezzato. Non esiste uno scudo sul minimo vitale per chi lavora. Chiediamo che il principio della dignità umana e dell'art. 36 della Costituzione valga per tutti, senza distinzioni tra pensionati e lavoratori attivi".

Con la comunicazione ufficiale inviata alle Segreterie Nazionali dei maggiori sindacati confederali, la FederSicurezza e Vigilanza Conf S.E.L.P. propone l'apertura di un tavolo di confronto e un'azione coordinata per richiedere una riforma legislativa immediata dell'art. 545 c.p.c.
L'appello di Conf S.E.L.P. ai colleghi di CGIL, CISL, UIL e UGL è chiaro: unire le forze in una battaglia di civiltà e giustizia sociale per garantire che nessuna procedura esecutiva, anche in presenza di più creditori, possa mai intaccare la soglia minima necessaria alla sopravvivenza del lavoratore e del suo nucleo familiare.
FederSicurezza e VIgilanza Conf Selp Segretario Generale Dott. Niccolo' Francesconi
Ufficio Stampa
Segretario Generale Federsicurezza e VIgilanza Conf Selp dott. Niccolo Francesconi
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