Politica e Istituzioni
Antenne 5G a Pistrino: un incontro pubblico tra preoccupazioni e mobilitazione civica
(Pistrino di Citerna) La cittadina si mobilita contro l’installazione dell’antenna 5G: un incontro pubblico acceso e partecipato. Nella serata di ieri, il piccolo borgo di Pistrino, situato nell’Alta Valle del Tevere, è stato teatro di un vivace e partecipato incontro pubblico promosso dal Fronte del Dissenso, un movimento civico che si oppone all’installazione di una grande antenna 5G nelle vicinanze del paese. L’evento ha visto la presenza di cittadini, amministratori locali e rappresentanti di associazioni, tutti uniti nel manifestare preoccupazioni e nel chiedere un’attenzione più approfondita sui rischi legati a questa tecnologia emergente.
L’incontro, presieduto da Gianluca Cirignoni, ha avuto come momento centrale l’intervento dello scienziato Stefano Falcinelli, noto ricercatore e divulgatore nel campo delle scienze ambientali e della salute. Falcinelli ha illustrato con chiarezza e rigore scientifico le ragioni che motivano la forte opposizione alla tecnologia 5G, evidenziando i potenziali danni alla salute umana e all’ambiente. Secondo le evidenze presentate, l’esposizione alle onde elettromagnetiche generate dalle antenne 5G potrebbe comportare rischi di tipo neurologico, cardiovascolare e altre patologie, oltre a impattare negativamente sugli ecosistemi naturali.
Il dibattito si è aperto con l’intervento di Fabio Roncella, ex sindaco di Montegabbione, che ha sottolineato l’importanza di un’azione collettiva e informata per tutelare i territori e le comunità locali. Sono quindi intervenuti diversi cittadini, esprimendo indignazione e preoccupazione per la presenza di un’infrastruttura così invasiva vicino alle abitazioni e alle aree verdi.
Le posizioni delle autorità e le prospettive future: il sindaco di Citerna ha partecipato al confronto, ascoltando le istanze dei cittadini e confermando l’attenzione dell’amministrazione verso le problematiche sollevate. La discussione si è concentrata anche sulle possibili azioni da intraprendere, tra cui la richiesta di una valutazione di impatto ambientale più approfondita e la possibilità di spostare l’antenna in una zona meno sensibile.
La seduta pubblica si è conclusa con l’intervento di Moreno Pasquinelli, rappresentante del Fronte del Dissenso, che ha raccolto il sentimento di molti presenti e ha assicurato il sostegno del movimento alla causa. Pasquinelli ha annunciato che il Fronte continuerà a opporsi all’installazione dell’antenna, promuovendo azioni di pressione e sensibilizzazione, e ha lasciato aperta la possibilità di chiedere lo smantellamento o il trasferimento dell’infrastruttura.
La lotta contro il 5G: una sfida ancora aperta. L’evento di Pistrino si inserisce in un più ampio movimento di resistenza contro l’espansione della tecnologia 5G, che sta suscitando preoccupazioni crescenti in molte comunità italiane e internazionali. Le ragioni di questa opposizione sono molteplici: dalla tutela della salute pubblica alla salvaguardia dell’ambiente, passando per il rispetto del principio di precauzione e la richiesta di trasparenza nelle decisioni di installazione.
Il Fronte del Dissenso ha ribadito che la battaglia è ancora lunga e che la partecipazione attiva dei cittadini è fondamentale per difendere i territori da infrastrutture percepite come invasive e potenzialmente dannose. La mobilitazione di Pistrino rappresenta un esempio di come le comunità possano unirsi per chiedere maggiore attenzione e responsabilità da parte delle istituzioni e delle aziende tecnologiche.
La riunione pubblica di ieri sera a Pistrino ha dimostrato come la questione delle antenne 5G non sia solo un problema tecnico, ma anche un tema di forte valenza sociale e civica. La partecipazione dei cittadini e il dialogo aperto sono strumenti essenziali per affrontare le sfide di una tecnologia che, se da un lato promette innovazione e connettività, dall’altro solleva interrogativi importanti sulla salute e sull’ambiente. La lotta continua, e il movimento del Fronte del Dissenso si impegna a mantenere alta l’attenzione su questa delicata questione, affinché le decisioni future siano prese nel rispetto della tutela collettiva.
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