Terza giornata di”COLPI DI SCENA – Biennale di Teatro per Ragazzi e Giovani organizzata da Accademia Perduta/Romagna Teatri, con un programma, tra Forlì e Faenza,di 5 nuove produzioni, di cui 4 “Prime Nazionali"
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Terza giornata di lavori, giovedì 25 giugno a Forlì e Faenza, per
COLPI DI SCENA
14° edizione della Biennale di Teatro per le giovani generazioni
organizzata da Accademia Perduta/Romagna Teatri
La nuovissima produzione di Elsinor Centro di Produzione Teatrale, DI QUERCE, DI NUBI, DI STELLE…, presentata in “Prima Nazionale”, apre la giornata di Giovedì 25 Giugno, alle ore 10 al Teatro Felix Guattari di Forlì.
Lo spettacolo, la cui regia e drammaturgia è firmata da Giuditta Mingucci, è liberamente ispirato a Il libro di Giovanni Pascoli, dove un libro aperto nella notte diventa simbolo della ricerca umana e della nostra tensione verso ciò che sfugge. Lo spettacolo accoglie questa dimensione e la porta nel mondo dei piccolissimi, per i quali l’enigma è un invito: ciò che non si comprende attira, stimola, apre possibilità. In questa età i libri sono presenze vive, da incontrare con i sensi: superfici da toccare, suoni da scoprire, forme da seguire.
Alle ore 11 al Teatro Piccolo, la compagnia TCP Tanti Cosi Progetti presenta IL VESTITO NUOVO DELL’IMPERATOPO. La stoffa invisibile di sarto Topasio, uno spettacolo di Danilo Conti e Antonella Piroli, prodotto da Accademia Perduta/Romagna Teatri. Sarto Topasio è un fedele servitore del suo sovrano e fa del suo meglio per farlo felice e per lavorare con estro e solerzia. Ma le pretese irragionevoli e smodate dell’Imperatopo lo costringono, giorno dopo giorno, a stancarsi, a rincasare sempre più tardi e persino a trascurare i suoi bambini quando… ecco un’idea! Dal geniale racconto di Hans Christian Andersen, Danilo Conti prende le mosse per narrare questa fiaba bellissima, dipingendola di acume ed ironia. La particolare scrittura di Andersen riesce, in forma di fiaba, a inserire, nel tessuto della realtà quotidiana, aspetti, considerazioni e temi di sconcertante attualità e di profonda riflessione.

Il programma si sposta poi al Teatro Testori dove, alle ore 14.30, andrà in scena BARBABLÙ della compagnia Altri Posti in Piedi. La fiaba di Barbablù parla di potere e violenza, ma anche di curiosità e libertà. In questo spettacolo è stato scelto un linguaggio dolce e ironico, per raccontare l’orrore con leggerezza. Due figure, coperte di stracci e foglie, aprono la scena: sono narratori e clown, simili a Moire antiche. Dai loro cappotti emergono i simboli della storia: un campanello, tre chiavi, un’ascia. Le chiavi vengono affidate a tre spettatori, coinvolti nel destino di Milù, la giovane sposa di Barbablù. Dalla grande porta blu, al centro del palco, appare Landru, affascinante e inquietante. Con ricchezza e charme conquista Milù, che si lascia sedurre dal mistero. Nel palazzo scopre tesori, stanze segrete e un piccolo vestito macchiato di sangue. Giungono davanti alla porta proibita. Barbablù la ammonisce: “qualunque cosa accada, non aprirla mai”. Una Moira ritorna, invita i tre spettatori ad aprire le serrature. Dalla fessura escono una mano, un piede, un sedere: buffi e sinistri, avvisi del destino che attende Milù
“Prima Nazionale” all’ExATR di Forlì, alle ore 16, per CHARLIE, una produzione di Accademia Perduta/Romagna Teatri, scritta e diretta da Stefano Andreoli e interpretata da Marco Continanza. Lo spettacolo affronta l’importante tema delle difficoltà comunicative che spesso i bambini affrontano in età evolutiva. Carlo, il protagonista della storia, è un bambino che non parla quasi mai. Riesce a farlo solo con il suo amico Simon, un pesce rosso che tiene nella sua cameretta. Questo profondo disagio lo porta a cercare un’alternativa all’uso della parola. Un giorno, a teatro, vede uno spettacolo di un clown che lo fa ridere a crepapelle, senza usare mai una parola. Poco dopo si imbatte in un film di Charlie Chaplin e scopre così il cinema muto. Rimane estremamente affascinato da quel mondo, in cui tutta la comunicazione passa attraverso il corpo, i gesti, gli sguardi. Da quel giorno i personaggi del cinema muto diventano per lui un modello. Da Buster Keaton a Stanlio e Ollio. Ma in particolar modo, Carlo rimane incantato dal personaggio di Charlot, che diviene il suo principale riferimento, fino al punto di volerlo emulare in tutto e per tutto. Carlo si nasconde dietro questa maschera che ha creato, e nasconde dietro di essa anche la sua speranza di poter finalmente parlare. Grazie alla conoscenza di una persona speciale però, Carlo alla fine riscoprirà sé stesso e le proprie potenzialità. E come per magia troverà finalmente la via della parola.
Il festival si sposterà poi a Faenza dove, alle ore 18 al Teatro Masini, sarà presentata in “Prima Nazionale” un’altra nuova co-produzione di Accademia Perduta con Factory Compagnia Transadriatica e Fondaizone TRG: PINOCCHIO. Un bambino come tutti gli altri, uno spettacolo di Tonio De Nitto che firma anche la drammaturgia insieme a Fabrizio Tana che ne è anche interprete con Antonio Guadalupi, Luca Pastore e Benedetta Prati.
Lo spettacolo parte da due domande: cosa significa davvero essere un bambino per bene? E cosa vuol dire essere un bambino come tutti gli altri?
Se a porsi queste domande è il Pinocchio portato in scena da un attore con la sindrome di Down, allora la storia che conosciamo potrebbe prendere una piega diversa, più intima, più vera. Pinocchio è energia pura, irrefrenabile, curioso, disobbediente, ma con un grande cuore. Il suo è un viaggio di crescita e consapevolezza, una corsa verso l’autonomia. Sì, forse è proprio questo il desiderio più profondo del nostro Pinocchio – Fabrizio: diventare autonomo, crescere, scegliere da solo chi essere.
Informazioni
Tutti gli spettacoli sono aperti gratuitamente al pubblico (salvo disponibilità).
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Ufficio Stampa
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