Brusciano 1943-2026 Ricordo Vittime Civili Bombardamenti del 1943
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Brusciano il 17 settembre del 1943 patì il più alto numero di vittime civili per le bombe lanciate, durante la Seconda Guerra Mondiale, dalle “Fortezze Volanti”, gli imponenti quadrimotori “Boeing B-17 Flying Fortress” degli Stati Uniti d’America. L’8 settembre 1943, in seguito all’Armistizio sottoscritto dall’Italia, gli Alleati Anglo Americani condividevano il comune nemico tedesco ora occupante del suolo patrio da quale dovevano essere scacciati. Quell’anno in Via Padula a Brusciano vi fu il maggior numero di vittime civile come ricordato dal sociologo Antonio Castaldo, in occasione dell’83° Anniversario di quei tristi accadimanti, https://www.youtube.com/watch?v=VjHHvC8L2ig.
La prossimità con Pomigliano d’Arco che con il suo centro industriale era obiettivo di guerra portò la nefasta sofferenza anche a Brusciano. Nell’anno 1943, il 30 Maggio si ebbero 6, un altro bruscianese, Fratiello Raffaele di 19 anni, morì a Pomigliano D’Arco ove risiedeva e lavorava (Fonte: “Una Domenica di Maggio. Il 1943 all’Alfa Romeo e a Pomigliano d’Arco”, scritto dal Prof. Aniello Cimitile, Colonnese Editore, Napoli 2023, https://www.gazzettadellirpinia.it/2023/06/04/pomigliano-darco-una-domenica-di-maggio-di-aniello-cimitile/). Il 21 Giugno si ebbero due morti, alla “Masseria a’ Mulignanella”, al confine con Castello di Cisterna, due ragazzini di 10 anni, Luigi Di Sarno e Nicola Di Mauro.
Con le bombe del 17 Settembre 1943, alle ore 17.00, a Brusciano si ebbe il maggior numero di vittime civili, con 19 morti fra i quali una mamma, Melli Addolorata, di 36 anni, con i figli Domenico, 13 anni; Salvatore, 4 anni; Rosa, 2 anni di età. Unico superstite il capofamiglia, Agostino Romano, perché si trovava a lavorare in campagna.
Antonio Castaldo ha espresso così il suo pensiero: «Nel rammemorare tali accadimenti storici e esprimo insieme al mio il sentimento diffuso con l’auspico dell’installazione di una lastra marmorea con i nomi delle Vittime Civili dei Bombardamenti del 1943, le cui vite spezzate sono da non dimenticare. Sul versante di quanti vestivano in armi la divisa militare e morivano per l’Italia sui vari fronti della II Guerra Mondiale, anch’essi stanno ancora aspettando una degna e adeguata dedicazione monumentale che li riconnetta idealmente alla propria comunità di origine. Unica perenne testimonianza pubblica è quella posta nel 1919 sul Municipio Vecchio in Via Semmola n. 1 come Lapide dei Caduti della Grande Guerra».Appena due anni fa, nel 2024, ancora residui della II Guerra Mondiale affioravano da scavi per lavori pubblici, https://www.sciscianonotizie.it/brusciano-rimosso-ordigno-bellico-dei-bombardamenti-del-1943/.
Antonio Castaldo IESUS Istituto Europeo di Scienze Umane e Sociali-Brusciano NA
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Tony Castaldo
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