PROGETTO “Le vie dell’amicizia RAVENNA-KIEV” Un ponte di fratellanza attraverso l’arte e la cultura

Obiettivi, strumenti, Tempi e luoghi di realizzazione del Progetto in occasione de "Le vie dell'Amicizia" di Ravenna Festival 2018.
Comunicato Precedente

next
Comunicato Successivo

next


TITOLO DEL PROGETTO
“Le vie dell’amicizia RAVENNA-KIEV”
Un ponte di fratellanza attraverso l’arte e la cultura.


SOGGETTO PROPONENTE
CONSULTA RAVENNATE DELLE ASSOCIAZIONI DI VOLONTARIATO:
Via Sansovino 57 – 48124 Ravenna (RA)
Tel. 0544-401135 – Fax. 0544-406458
E.mail: [email protected]


REFERENTE/RESPONSABILE TECNICO DEL PROGETTO:
Oscar Magnani
Tel. 335/8190151
E.mail: [email protected]


PREMESSA SUL CONFLITTO NEL DONBASS/UCRAINA:

IL CONFLITTO IN UCRAINA E I SUOI RISVOLTI NELLA REGIONE DEL DONBASS (IN PARTICOLARE NELLA CITTA’ DI SLOVIANSK)
Il 21 novembre del 2013 in Ucraina iniziano manifestazioni spontanee della popolazione contro la sospensione da parte del governo ucraino – presieduto da Viktor Janukovyč - dei preparativi per la firma di un accordo tra Ucraina ed Unione Europea di associazione e libero scambio. Manifestazioni europeiste, chiamate Euromaidan, si stavano svolgendo già dal 21 novembre 2013. Le proteste interne dell’Ucraina sono durate tre mesi ed hanno assunto le caratteristiche di una guerra civile. Dopo molti scontri e oltre 100 morti, il 21 febbraio Viktor Janukovyc fugge e lascia l’Ucraina. La rivoluzione ucraina del febbraio 2014 ha avuto luogo dopo una serie di episodi di violenza nella capitale di Kiev culminata con la cacciata dell'allora presidente dell'Ucraina, Viktor Janukovyč. Questa fu immediatamente seguita da una serie di cambiamenti in rapida successione nel sistema socio-politico dell'Ucraina, tra cui l'installazione di un nuovo governo ad interim, il ripristino di una versione precedente della costituzione, l'appello a tenere elezioni presidenziali improvvisate in pochi mesi oltre all' abolizione della lingua russa. Dopo una prima rivoluzione, vale a dire la "rivoluzione arancione" del 2004, l'Ucraina era stata impantanata da anni di corruzione, cattiva gestione, mancanza di crescita economica, svalutazione della moneta, e l'incapacità di ottenere finanziamenti dai mercati pubblici. Per questa ragione, Janukovyč ha cercato di stabilire relazioni più strette con l'Unione europea (UE) e la Russia al fine di attrarre il capitale necessario per mantenere il livello di vita dell'Ucraina senza compromettere la popolazione locale in modo significativo. Una di queste misure fu un accordo di associazione con l'Unione europea, che avrebbe fornito all'Ucraina fondi contingenti per diverse riforme in quasi tutti gli aspetti della società ucraina e di rompere i suoi legami economici con la Russia. Yanukovych, in un primo momento, considerò le contingenze per essere onesti, ma alla fine si rifiutò di firmare l'accordo considerandolo troppo austero e dannoso per l'Ucraina. Oltre a ciò, l'UE chiese la liberazione di Julija Tymošenko, che era in carcere, come una condizione incidentale di accordo di associazione con l'Unione europea. Pertanto, Janukovyč firmò un trattato con la Russia, che invece scatenò disordini civili a Kiev che alla fine portarono a violenti scontri tra manifestanti e forze dell'ordine in circostanze poco chiare. Mentre le tensioni aumentavano, Janukovyč lasciò il paese e non tornò. La Russia ha accusato gli Stati Uniti e l'UE di finanziamento e direzione della rivoluzione.
Dopo la rivoluzione del 2014, la Russia ha rifiutato di riconoscere il nuovo governo ad interim, chiamando la rivoluzione un colpo di Stato e ha preso il controllo della penisola di Crimea in Ucraina. Il governo ad interim di nuova nomina in Ucraina ha finito per firmare l'accordo di associazione con l'UE e si è impegnato ad adottare le riforme nel suo sistema giudiziario e politico, così come nelle sue politiche finanziarie ed economiche, al fine di rispettare le disposizioni stabilite nel contratto.
La rivoluzione venne seguita da proteste nelle sue regioni sud-orientali, una disputa con la Russia per quanto riguarda l'annessione della Crimea e Sebastopoli alla Federazione russa, e la volumetria delle truppe russe in prossimità delle frontiere dell'Ucraina. Un periodo di relativa calma nelle manifestazioni anti-governative si interruppe bruscamente il 18 febbraio 2014, quando i manifestanti e la polizia si scontrarono. I disordini iniziali iniziarono il 18 febbraio 2014, quando circa 20.000 manifestanti Euromaidan a Kiev avanzarono verso il parlamento dell'Ucraina a sostegno del ripristino della Costituzione dell'Ucraina alla sua forma del 2004 abrogata da Yanukovych. La polizia ha bloccato il loro cammino. Il confronto diventata violento

Il conflitto in Ucraina orientale, scoppiato quasi 4 anni fa continua a provocare morti, ma i media occidentali non ne parlano più. Della guerra nel Donbass, una delle conseguenze più tangibili dell’Euromaidan, “il più grande raduno pro-europeista mai avvenuto nella storia”, non se ne deve parlare, considerando che tale guerra si pone in netto contrasto alle politiche egemoniche di Stati Uniti, Unione Europea e della Nato nell'Europa orientale in chiave antirussa. Gli accordi di Minsk prevedevano la tregua, questa tregua c'è stata solo "sulla carta" mai nella realtà. Non parliamo di mesi, ma parliamo di anni. Una realtà dove la guerra è ormai, drammaticamente, penetrata nella vita delle persone, diventando una ordinaria condizione di vita: di notte i bombardamenti, bambini e civili che spesso si devono riparare nei "podvaly" (sotterranei), distruzione, penuria di rifornimenti, distruzione, impossibilità di ricominciare la ricostruzione, semplicemente impossibilità di vivere normalmente. Molti giornalisti, fra cui l'italiano Andy Rocchelli hanno perso la vita documentando questo conflitto. Chi torna dal Donbass e inizia a raccontare di questa guerra dimenticata sa benissimo che il proprio nome finirà su una delle cosiddette blacklist ucraine di proscrizione. Riguardo all’evolversi della crisi ucraina, nel complesso, c’è stata molta disinformazione che, purtroppo, ha occultato la reale gravità della situazione: non è stato evidenziato che in Ucraina c’è stato un autentico colpo di stato, una presa del potere con la forza senza passare attraverso libere elezioni, si continua a descrivere questa crisi senza voler mostrare le palesi responsabilità da parte di USA e Unione Europea, che, con un’evidente ingerenza all’interno di un Paese sovrano, hanno ripetutamente inviato i loro politici a sostenere i manifestanti direttamente in Piazza. I manifestanti hanno usato delle tecniche di guerriglia sofisticate: barricate, assalto ai ministeri, lancio di bombe molotov, etc…Tutto questo, ovviamente, per aumentare il caos che avrebbe poi portato alla caduta di Yanukovich. Se volevano una risoluzione pacifica della crisi, l’accordo era già stato raggiunto. Alcune migliaia di manifestanti, prevalentemente provenienti dalle regioni occidentali del Paese, vivono stabilmente in Piazza da dicembre dall’inizio della protesta. Sono state allestite tende, cucine da campo, infermerie, punti di ristoro... Il selciato della Piazza è stato totalmente divelto, i mattoni frantumati in piccole pietre pronte ad essere lanciate contro le forze dell’ordine: tutto appariva ben organizzato. I manifestanti (sia miliziani in mimetica, con casco e giubbotto antiproiettile e con i visi rigorosamente coperti dai passamontagna, sia gente comune che si recava in Maidan per appoggiare la rivolta) si muovevano ordinatamente senza nulla improvvisare, con una chiara ripartizione dei compiti. Supporre che tutta questa struttura, questa logistica, sia frutto di semplice autogestione sembra piuttosto difficile. È impossibile non intravvedere una regia o almeno un’organizzazione alle spalle, anche solo per finanziare tale impresa.
Dal 7 di aprile 2014 l’Ucraina orientale è teatro di proteste da parte della popolazione russofona che chiede la creazione di uno stato federale o l’annessione a Mosca. Le manifestazioni, dapprima pacifiche, sono presto sfociate nell’occupazione di istituzioni locali e sedi della polizia. Per questo Kiev ha lanciato un’operazione “anti-terrorismo” finalizzata a riprendere il controllo delle città dell’Ucraina orientale. A far scattare la reazione di Kiev l’assalto alla sede della polizia di Sloviansk, avvenuto il 12 aprile 2014, condotto da un gruppo di uomini a volto coperto, armati di kalashnikov e armi automatiche. L’assalto di Sloviansk segna il passaggio a un nuovo stadio della protesta. Il 12 Aprile 2014 a Sloviansk, città di 120mila abitanti nell’oblast di Donetsk, un commando di circa settanta uomini, armati di kalashnikov e armi automatiche, ha preso d’assalto la sede della polizia locale issando bandiera russa sul tetto dell’edificio. Dopo il blitz parte della popolazione è scesa in strada a dare il proprio sostegno ai paramilitari, tra di loro il sindaco della città. Il 13 aprile 2014 le truppe ucraine hanno tentato di riprendere il controllo dell’edificio ma sono stati respinti e un soldato ucraino ha perso la vita. Kiev ha allora lanciato un ultimatum ai rivoltosi che, una volta scaduto, non hanno abbandonato l’edificio e anzi ne hanno occupato un altro. Durante gli scontri a fuoco un soldato ucraino ha perso la vita.

LA SITUAZIONE ATTUALE:
Le ultime notizie che ci giungono dal conflitto, risalenti allo scorso febbraio, sono che l'inviato speciale degli Stati Uniti Kurt Volker ha accusato Mosca di "non fare nulla" per mettere fine al conflitto tra le forze di Kiev e i separatisti filorussi nell'Ucraina dell'est. Volker spera però in un’apertura della Russia per un "mandato più ampio" alla missione Onu nell'est ucraino.
Lo scorso settembre, infatti, il presidente russo Putin ha proposto una missione ONU, ma si è perso poi troppo tempo a criticarne le condizioni, sia in Occidente che in Ucraina, perché si approfittasse di quest’apertura. A sua volta, l’attuale presidente ucraino, Petr Poroshenko, aveva affermato che le forze di pace dell’ONU sarebbero da schierare non solo sul territorio del Donbass, ma anche lungo il confine tra Russia e Ucraina. Poroshenko vede come unica soluzione possibile per ridurre d’intensità il conflitto, proteggere la popolazione ucraina e avvicinarsi a una soluzione politica, quella di inviare sul campo una missione di peace-keeping dell’ONU con pieni poteri. I caschi blu dovrebbero, a suo parere, poter essere dispiegati in tutta l’area occupata, inclusa la frontiera russo-ucraina. Vladimir Putin ha invece un punto fermo: sarebbe anche d’accordo sull’invio di soldati Onu, ma li vorrebbe posizionati dove decide lui, ossia soltanto lungo il confine che divide le regioni separatiste dal resto dell’Ucraina e assolutamente non li vuole lungo i confini con la Russia.
Lo scorso gennaio anche il ministro degli Esteri tedesco ha annunciato che insieme alla Francia proporrà al Consiglio di Sicurezza dell’Onu l’invio in tempi rapidi di un contingente militare, che sarebbe “essenziale” per creare un cessate il fuoco “duraturo”. Il problema è che il Consiglio di Sicurezza dell’Onu è composto da cinque membri permanenti con diritto di veto e uno di questi è la Russia, che difficilmente accetterà tout court la proposta di Berlino.
Attualmente in Ucraina orientale è presente una missione speciale d’osservazione dell’ OSCE, l’Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa. Gli osservatori sono stati oggetto di diversi episodi di violenze e minacce e ciò, malgrado il nuovo accordo di tregua concluso a fine giugno con gli indipendentisti filorussi.


Le zone colpite maggiormente dalla Rivoluzione in Ucraina


La cronologia delle fasi salienti del conflitto, fino al Cessate-il-fuoco del 5 settembre mai rispettato


Per la Croce Rossa, si contano oltre mille persone scomparse a seguito del conflitto in Ucraina (Dato 2015).


2017: il conflitto nel Donbass ha già creato due milioni e mezzo di rifugiati ucraini.



OBIETTIVI DEL PROGETTO
Il Progetto “Le vie dell’amicizia RAVENNA KIEV” Un ponte di fratellanza attraverso l’arte e la cultura si propone in primis di promuovere il valore della PACE, sancito dall’art. 28 della Dichiarazione universale dei diritti umani:
“Ogni individuo ha diritto ad un ordine sociale e internazionale nel quale i diritti e le libertà enunciati in questa Dichiarazione possono essere pienamente realizzati”.

Di fronte ad un conflitto dimenticato e a cui i mass media stanno dando poco rilievo, con tutto ciò che comporta tale atteggiamento internazionale, la Consulta delle Associazioni di Volontariato Comune di Ravenna, in stretta collaborazione con l’associazione Il Paese – Sant’Antonio per la solidarietà Onlus, Ravenna Festival, la Chiesa Cristiano-Ortodossa “Protezione della Madre di Dio” di Ravenna, la Chiesa Protestante “Buone Notizie” ed il supporto tecnico di Per gli altri ODV – Centro di servizio per il Volontariato di Ravenna, intende mettere in atto un progetto per raccogliere fondi ed aiutare in maniera tempestiva e diretta le popolazioni colpite dal conflitto, nella convinzione che l’Arte e la Cultura siano elemento di unione e ponte di fratellanza tra i popoli.

Gli obiettivi specifici del progetto sono:

1) Riattivare la collaborazione viva tra le numerose associazioni della provincia di Ravenna che in passato si sono attivate nel segno della solidarietà, sotto il coordinamento della Consulta Ravennate delle associazioni di volontariato, raccogliendo fondi e sostenendo a vario titolo popolazioni vicine e non, che si trovassero colpite da conflitti più o meno estesi;

2) Creare un’apposita pagina Facebook “Le vie dell’amicizia Ravenna – Kiev” (pagina creata il 16/03/2018) che promuova il progetto, così da poter dare finalmente visibilità all’emergenza in atto e coinvolgere con continuità le persone che ne vogliano prendere parte, attraverso la promozione di iniziative ad hoc e l’aggiornamento continuo sull’andamento degli obiettivi del progetto e sulla situazione nel Donbass;


3) Promuovere la RACCOLTA DI FONDI attraverso il Conto corrente dedicato “Il Paese – Sant’Antonio per la solidarietà Onlus – Codice IBAN IT75E0854213100033000109315 Banca Credito Cooperativo – i fondi serviranno principalmente per il sostentamento delle persone in difficoltà;

4) Promuovere la RACCOLTA DI BENI sia alimentari che non, nello specifico:
- Cibo in scatola, pasta, zucchero, farina (o comunque beni non facilmente deperibili);
- Medicinali generici e di primo soccorso (come ad esempio aspirina, garza, etc…)
- Vestiti per bambini;
- Giocattoli e materiale scolastico.

5) Organizzare e coordinare anche dei punti raccolta di beni presso i supermercati del territorio ravennate.

6) Al termine della raccolta di beni, organizzare il trasporto degli stessi verso le città vittime del conflitto, anche grazie all’intermediazione di Elena (referente per il territorio di destinazione che si interfaccerà con le eventuali famiglie destinatarie dei beni e/o le associazioni umanitarie locali). La consegna dei beni potrà essere agevolata dalla collaborazione con i caschi blu dell’ONU (il cui dispiegamento sembra essere ancora in forse a causa delle condizioni dettate dalle due parti del conflitto). Ad oggi i caschi blu sono l’unica forza che potrebbe permettere l’ingresso degli aiuti nella zona colpita nella maniera più sicura possibile.


DESTINATARI DEL PROGETTO:
La cittadinanza della Regione di Donbass, in particolare i cittadini della città di Sloviansk, con particolare attenzione alla popolazione giovanile e all’infanzia.

Referente Peter Dudnyk – email: [email protected] Facebook: Peter Dudnyk.
Chiesa Protestante “Buone Notizie”.

Tempi e luoghi di realizzazione del progetto: 01/04/2018 – 03/07/2018.
(N.B. La raccolta di beni avrà come termine ultimo il 15/06/2018 per poter consentire la consegna dei beni alle popolazioni il 01/07/2018).


Descrizione e Ruolo del soggetto capofila del progetto: CONSULTA RAVENNATE DELLE ASSOCIAZIONI DI VOLONTARIATO

La Consulta del Volontariato nasce nel 1987 per volontà delle associazioni aderenti e dell'Amministrazione Comunale di Ravenna.
E' l'ente di rappresentanza comunale del volontariato portatore di un valore storico oltre che rappresentativo, essendo il primo coordinamento locale del volontariato fondato in Italia. Fin dal 1994 avvia un percorso di ridefinizione che porta alla costituzione in organizzazione autonoma di volontariato, iscritta al registro regionale del volontariato nella sezione riservata ai coordinamenti di associazioni. Aderiscono alla Consulta circa 80 associazioni di volontariato. La Consulta si propone di promuovere, incoraggiare e sostenere il Volontariato in tutte le sue forme ed in tutti i campi in cui è mezzo di adempimento del dovere di solidarietà sociale, sancito dalla Costituzione della Repubblica, pertanto tra le sue attività istituzionale prevede anche l’intervento nella raccolta di aiuti e contributi da inviare alle situazioni di emergenza;


Descrizione e Ruolo del soggetto: IL PAESE – SANT’ANTONIO PER LA SOLIDARIETA’

L’associazione, costituitasi nel 1994, si occupa sin dalla sua nascita di aiutare popolazioni colpite dal dramma della guerra o da calamità naturali. Dal 1994 al 1998 è stata referente logistico per il territorio ravennate coordinando la raccolta e la spedizione di beni destinati alle popolazioni dell’Ex Jugoslavia allora colpite dalla guerra.
Nel progetto “Le vie dell’amicizia” si occuperà di tutti gli aspetti logistici.



Descrizione e Ruolo del soggetto: RAVENNA FESTIVAL

Ravenna Festival si caratterizza per un programma artistico ad ampio raggio che include tutti i linguaggi performativi, dalla musica sinfonica a quella da camera, dall’opera al teatro, dalla danza al musical, dal jazz alla musica etnica. Una città intera diventa palcoscenico per due mesi: dalle basiliche tempestate dall’oro di antichi mosaici agli eleganti teatri storici, chiostri, giardini, piazze e antichi palazzi ritrovati. Ma anche il porto e le sue archeologie industriali, le spiagge e la pineta dove sostò Dante Alighieri e ancora su no alle dolci colline che si stagliano lontane all’orizzonte…per riscoprire il passato di una città e un territorio crocevia di popoli e di culture.

Ravenna Festival include sempre un evento speciale destinato a celebrare l’amicizia e cooperazione fra i popoli: i concerti Le Vie dell’Amicizia (dal primo tenutosi a Sarajevo nel 1997 agli altri, ugualmente indimenticabili, che si sono succeduti anno dopo anno a Beirut, Mosca, Erevan e Istanbul, New York, Cairo, Damasco, etc.) testimoniano l’universalità del linguaggio musicale

We Have a Dream: la XXIX edizione di Ravenna Festival (1 giugno-22 luglio 2018) ricorda Martin Luther King, simbolo della lotta per i diritti civili. A 50 anni dalla morte, le sue parole offrono l’occasione per una polifonia di suggestioni che da un lato scorre Nelle vene dell’America – terra del sogno per eccellenza – e dall’altro celebra nella sezione Il canto ritrovato della cetra la resilienza della musica. E se il programma sarà scandito dal susseguirsi di nomi prestigiosi e amatissimi dal pubblico, il Festival non dimentica la voce stessa della città, con la quale continua a sognare una manifestazione capace di celebrarne il patrimonio unico al mondo. Come non esclamare A j ò fat un sogn?

Da sempre tra i più coraggiosi sogni che il Festival ha saputo sognare, il ponte di fratellanza de Le vie dell’amicizia raggiunge quest’anno proprio Kiev: Riccardo Muti sarà sul podio dell’Orchestra e del Coro del Teatro dell’Opera Nazionale d’Ucraina e dell’Orchestra Giovanile Luigi Cherubini per il doppio concerto che unirà Ravenna a una delle più antiche città dell’Est Europa. Un viaggio già illuminato dall’oro dei mosaici: simbolo di Kiev è infatti ancora oggi la Cattedrale di Santa Sofia, modellata su quell’Hagia Sophia di Costantinopoli le cui suggestioni si ritrovano anche nella ravennate San Vitale.

L’iniziativa LE VIE DELL’AMICIZIA RAVENNA-KIEV Un ponte di fratellanza attraverso l’arte e la cultura si articola in due giornate attraverso le quali le due città di Ravenna si troveranno idealmente unite nel segno della cultura e, nello specifico, della musica:

ORCHESTRA E CORO DEL TEATRO DELL’OPERA NAZIONALE D’UCRAINA
ORCHESTRA GIOVANILE LUIGI CHERUBINI
Direttore RICCARDO MUTI

si esibiranno:

► DOMENICA 1 LUGLIO 2018, Kiev
► MARTEDI’ 3 LUGLIO 2018, ore 21.00 - Palazzo Mauro D’Andrè, Ravenna

Il programma delle due giornate è ancora in via di definizione.



Descrizione e Ruolo del soggetto: CHIESA CRISTIANA-ORTODOSSA “PROTEZIONE DELLA MADRE DI DIO” RAVENNA

Nota ai ravennati come Chiesa dei Santi Simone e Giuda che, sconsacrata e messa in vendita, fu acquistata dalla nutrita comunità ortodossa di Ravenna nel 2009 con una celebrazione, in rito ortodosso, della Divina Liturgia di San Giovanni Crisostomo intonata dal Coro del Patriarcato Ortodosso di Mosca diretto da Analtolij Grindenko.
Da allora la chiesa è stata abbellita con la cupola dorata fatta arrivare direttamente dal monastero di Pochaev in Ucraina; è stata realizzata una tettoia dorata all’ingresso, si è costruita l’iconostasi in legno scolpito e sono state portate dalla Moldavia numerose icone dipinte. Provengono dalla città di Sofrino (località famosa in Russia per la fabbricazione di oggetti sacri), il nuovo altare dorato, il candelabro a sette bracci, un altare per la commemorazione dei defunti e numerose altre suppellettili utilizzate nel culto cristiano ortodosso, come il nuovo lampadario e il horos, un lampadario dorato circolare con le icone delle 12 grandi feste ortodosse.



Descrizione e Ruolo del soggetto: COMUNE DI RAVENNA

Concessione Patrocinio al Progetto


Descrizione e Ruolo del soggetto: PER GLI ALTRI ODV – CENTRO DI SERVIZIO PER IL VOLONTARIATO DI RAVENNA

L'associazione Per gli altri è l’ente di rappresentanza del volontariato della provincia di Ravenna ed il gestore del Centro di Servizio per il Volontariato.
Come ente di rappresentanza associa con spirito e metodo partecipativo e democratico oltre 140 organizzazioni solidaristiche, portando le loro istanze e aspettative all’attenzione delle istituzioni e della cittadinanza locale. In qualità di Centro di Servizio per il Volontariato, avvalendosi dei propri volontari e di uno staff di professionisti qualificati, fornisce alle tante realtà del volontariato e dell’associazionismo della provincia di Ravenna gli strumenti utili a svolgere al meglio la loro attività, gestirsi correttamente, promuoversi. Coinvolge le associazioni in progetti d’intervento sociale. Propone agli enti locali, alle istituzioni scolastiche, alla cittadinanza, iniziative per la crescita della cultura della solidarietà e del dono.



ALTRI SOGGETTI PUBBLICI O PRIVATI PARTNER NELLA REALIZZAZIONE DEL PROGETTO CHE SI INTENDE COINVOLGERE:

Croce Rossa Italiana.
Consulta faentina delle associazioni di volontariato-
Consulta del Volontariato Bassa Romagna.
Consulta del Volontariato di Cervia-

Ufficio Stampa

Giancarlo Garoia
 RETERICERCA (Leggi tutti i comunicati)
47122 Italia
[email protected]
3338333284

Allegati
Slide ShowSlide Show
Non disponibili
;