Arte e Cultura
LA MORTE OVVERO IL PRANZO DELLA DOMENICA uno spettacolo con Serena Balivo a Rimini per la rassegna Le Città Visibili
Memoria, poesia e narrazione con Serena Balivo in scena in " La morte ovvero il pranzo della domenica, di Balducci/Dammaco," alla rassegna Le Città Visibili, Festival di teatro a Rimini a cura di Tamara Balducci.
Serena Balivo, già Premio Ubu come migliore attrice under35 e Premio Ivo Chiesa, dà corpo a una donna non più giovane che ogni domenica va a pranzo dai genitori ultranovantenni, protagonisti del delicato e umoristico testo di Mariano Dammacco, già Premio Ubu come migliore novità drammaturgica per Spezzato è il cuore della bellezza. Lo spettacolo ci conduce dentro questo rito comune, il pranzo della domenica, nella sua forma ultima, quella della memoria in ogni sfumatura di realtà e di immaginazione.
Il pranzo della domenica, ancora una volta, come tante, forse l'ultima, aperto con la musica di "Night Racer" e chiuso con quella di "We'll Meet Again" di Vera Lynn, cos' da evocare in noi affetti cari che non ci sono più o che si teme di perdere presto.
Italo Calvino scriveva che la “leggerezza non è superficialità, ma planare sulle cose dall’alto, non avere macigni sul cuore”, affrontando temi alti e struggenti persino con umorismo. Mariano Dammacco è fedele a questa definizione, inoltrando il pubblico in una riflessione sulla fine, attraverso un sapiente uso di quell’ironia che permea la vita quotidiana.
La morte ovvero il pranzo della domenica è un commovente invito a partecipare a un congedo appassionato e divertito che prova a restituirci la bellezza della vita stessa all’interno dell’esperienza dell’ultima separazione dalle persone amate, e all’interno della potenza nascosta e piena di pudori dell’amore in famiglia, l’amore tra vecchi sposi, l’amore tra genitori e figli. L’amore forse è il termine di arrivo di questo percorso, un’incondizionata forza che sembra intensificarsi al sopraggiungere di una terribile consapevolezza, quella di un’inevitabile separazione.
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Dammacco/Balivo
Compagnia formata da Mariano Dammacco, autore, regista e pedagogo teatrale, e Serena Balivo, attrice, porta avanti il suo lavoro perseguendo un’idea di teatro d’arte e d’autore e, al tempo stesso popolare, accessibile a tutti per contenuti e linguaggi. La loro ricerca contenutistica e formale è incentrata sul lavoro dell’attore e sulla composizione di drammaturgie originali. I due hanno creato insieme sette spettacoli: L’ultima notte di Antonio (2012), L’inferno e la fanciulla (2014), Esilio (2016), La buona educazione (2018), Spezzato è il cuore della bellezza (2020), Danzando con il mostro (2022), La morte ovvero il pranzo della domenica (2024). Il loro lavoro artistico ha ricevuto numerosi riconoscimenti. Serena Balivo è vincitrice del Premio internazionale Ivo Chiesa 2021, del Premio Ubu 2017 come miglior attrice under 35 e del Premio Nazionale Giovani Realtà del Teatro 2011. Mariano Dammacco è vincitore del Premio Ubu 2020-2021 nella categoria Nuovo testo italiano/scrittura drammaturgica per Spezzato è il cuore della bellezza, di Italian And American Playwrights Project 2020/22 per La buona educazione, del Premio nazionale di drammaturgia Il centro del discorso 2010 per L’ultima notte di Antonio e, precedentemente al percorso con Balivo, è vincitore del Premio ETI/Scenario 1993 per Sonia la Rossa e del Premio ETI/Vetrine 1996 per Amleto e la Statale 16. I testi degli spettacoli di Dammacco/Balivo sono stati pubblicati in “Danzando con l’umano. Cinque drammaturgie di Mariano Dammacco”, un libro a cura di Sergio Lo Gatto e Debora Pietrobono, edito nella collana Linea di Emilia Romagna Teatro Fondazione / Teatro Nazionale diretto da Valter Malosti, per i caratteri di Luca Sossella Editore.
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Crediti
uno spettacolo con Serena Balivo
ideazione, drammaturgia e regia Mariano Dammacco
musiche originali Marcello Gori
consulenza spazio e luci Vincent Longuemare
oggetti di scena Andrea Bulgarelli / Falegnameria Scheggia
foto di scena Angelo Maggio
ufficio stampa Maddalena Peluso
produzione Compagnia Diaghilev
con il sostegno di Spazio Franco (Palermo), Casa della Cultura Italo Calvino (Calderara di Reno)