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Al Teatro Rossini di Pesaro Gabriele Lavia e Federica Di Martino affrontano "Lungo viaggio verso la notte" di Eugene O’Neill

"Un'opera teatrale di antico dolore, scritta con lacrime e sangue", Regia di Gabriele Lavia. " Long Day's Journey into Night" di Eugene O’Neill, un’opera-confessione, in cui i membri di una famiglia su tutti un padre e una madre si accusano, si tormentano e precipitano sé stessi oltre ogni canone di umanità,, una potente opera teatrale. Scritta nel 1940 non fu messa in scena fino al 1956, dopo la morte di O'Neill.
Bologna, (informazione.news - comunicati stampa - arte e cultura)

"Lungo viaggio verso la notte"al Teatro Rossini di Pesaro con Gabriele Lavia e Federica Di Martino: un viaggio impietoso dentro l’amarezza di un fallimento senza riscatto.

" Long Day's Journey into Night" di Eugene O’Neill, un’opera-confessione, in cui i membri di una famiglia – su tutti un padre e una madre – si accusano, si tormentano e precipitano sé stessi oltre ogni canone di umanità,, una potente opera teatrale.  Scritta nel 1940  non fu messa in scena fino al 1956, dopo la morte di O'Neill.  Opera autobiografico, è, come lui stesso afferma nella nota dedicatoria, "un'opera teatrale di antico dolore, scritta con lacrime e sangue", un tentativo straziante di comprendere se stesso e la sua famiglia.

Il capolavoro di Eugene O’Neill , vincitore del Premio Pulitzer. è considerato il testo più alto dello scrittore americano. Numerose le messe in scena in tutto il mondo di questo dramma  e celebre anche il primo adattamento cinematografico che nel 1962 fece dell’opera Sidney Lumet, con Katharine Hepburn e Ralph Richardson. In Italia memorabile una prova di Anna Proclemer con la regia di Mario Missiroli.

 Al Rossini di Pesaro Gabriele Lavia e Federica Di Martino grandi protagonisti. con i giovani  Jacopo Venturiero, Ian Gualdani e Beatrice Ceccherini  “La casa-prigione della ‘famigliaccia’ che O’Neill ci racconta, in fondo, è proprio casa sua – spiega Gabriele Lavia nelle note di regia -.

Il cammino tortuoso di una possibile messa in scena-viaggio di quest’opera, davvero amara, scritta da O’Neill ormai vicino alla morte per fare “un viaggio all’indietro” nella sua vita. Un viaggio impietoso dentro l’amarezza di un fallimento senza riscatto. Le vite degli uomini sono fatte di tenerezza e violenza. Di amore e disprezzo. Comprensione e rigetto. Di famiglia e della sua rovina”
L’intera vicenda si svolge tra le pareti di una casa borghese e nell’arco di una sola notte, durante la quale le vite dei personaggi non sono che una somma di tenerezza e di violenza, di amore e disprezzo, comprensione e rigetto, di rapporti di famiglia e della loro rovina. E qui sta il cammino sorprendente della messa in scena: il padre dell’autore era stato un attore di grande successo, come il protagonista della sua opera teatrale. La casa-prigione della “famigliaccia” che O’Neill racconta è proprio casa sua.

 

LUNGO VIAGGIO VERSO LA NOTTE

di Eugene O’Neill

traduzione Bruno Fonzi

adattamento Chiara De Marchi

 con Gabriele Lavia e Federica Di Martino

e con Jacopo Venturiero, Ian Gualdani, Beatrice Ceccherini   

scene Alessandro Camera

costumi Andrea Viotti 

musiche Andrea Nicolini

luci Giuseppe Filipponio

suono Riccardo Benassi  

regia Gabriele Lavia 

produzione: Effimera - Fondazione Teatro della Toscana

Ufficio Stampa
Giancarlo Garoia
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