“GENESI” di Ivan Stray e TwentyTwo: un disco che divide

“GENESI” non è un disco per tutti, e probabilmente non ha pretese di esserlo. Ivan Stray canta la rivalsa con una credibilità che non si costruisce in studio: viene dal Molise, da una città con poche strade aperte, e si sente.
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TwentyTwo gli mette sotto i piedi un tappeto sonoro che sa il fatto suo, calibrato per non sovrastare la voce. Il problema, se di problema si vuole parlare, è che alcune delle tematiche affrontate nell’EP sono già state percorse molte volte nel rap italiano. La denuncia dell’industria musicale, l’invidia, le maschere del successo: temi reali, legittimi, ma che richiedono un’angolazione molto precisa per sembrare freschi nel 2025.

Non sempre Stray riesce a trovare quell’angolazione, e qualche passaggio scivola nell’ovvio. Detto questo, “ROSE” è un brano che funziona davvero. La costruzione sonora di TwentyTwo in quella traccia è la migliore dell’intero EP, e la tensione tra forma e contenuto produce qualcosa che vale l’ascolto da sola. “FAME” ha una carica emotiva difficile da ignorare, soprattutto nel finale. “GENESI” è un lavoro onesto in un genere che spesso non lo è. Per chi è disposto ad ascoltare senza preconcetti, merita un ascolto. Per gli altri, probabilmente non cambierà idea. Ed è esattamente così che dovrebbe funzionare la musica vera.

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Ufficio Stampa

Cristiano Romanelli
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cris.autore@hotmail.it

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