Auschwitz: Un pensiero per la Giornata della Memoria 1945-2018. Italia 80° Anniversario delle leggi razziali e 70° Anniversario della Costituzione in vigore dal 1° Gennaio 1948. (Scritto da Antonio Castaldo)
Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha nominato Senatore a vita la testimone della Shoah Liliana Segre. Liberato dall'Armata Rossa il 27 Gennaio 1945 l’internato Primo Levi, numero di matricola 154517, tornato a casa scrive "Se questo è un uomo".
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Brusciano NA,
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Per la Giornata della Memoria, 27 gennaio, istituita con la Legge Legge n. 211 del 2000 “in ricordo dello sterminio e delle persecuzioni del popolo ebraico e dei deportati militari e politici italiani nei campi nazisti” e in quest’anno, il 2018, dell’Ottantesimo Anniversario dell’emanazione delle leggi razziali fasciste in Italia e la redazione del Manifesto della Razza, è un piacere condividere la soddisfazione generale per la recente nomina a Senatore a vita, fatta dal Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, di Liliana Segre, 88enne testimone dell’Olocausto. Nel 2018 noi Italiani ricordiamo anche il 70° Anniversario della Costituzione repubblicana, approvata il 22 Dicembre 1947 ed entrata in vigore il 1° Gennaio 1948 che nella prima parte dell’articolo 3 afferma: “Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali”. “Quelle parole della nostra Carta -ha affermato il Presidente Sergio Mattarella- rappresentano un monito di cui c’è ancora bisogno” e, proseguendo nel suo saluto alla Giornata della Memoria presso il Quirinale, giovedì 25 gennaio, lo stesso ha qualificato le leggi anti-ebrei del 1938 come “macchia indelebile e infamante per il nostro Paese” ed ha ricordato la Shoah come “un tragico evento unico nella storia d’Europa, che pure tante dolorosissime pagine ha vissuto nel corso dei secoli”.
Con la firma nel 1938 del Regio Decreto n. 1381, “Provvedimenti nei confronti degli ebrei stranieri”, lo Stato italiano fissa la discriminazione razziale e si aggancia poi al progetto di persecuzione, deportazione e sterminio voluto dalla Germania nazista. Degli 8000 Ebrei italiani deportati, solo 826 tornano a casa. Fra questi Liliana Segre che quest’anno da neosenatrice entra a Palazzo Madama. Fra essi vi è anche l’indimenticato Primo Levi (1919-1987), l’autore di “Se questo è un uomo”, il libro testimonianza della Shoah che, dal 1958 ad oggi, ha venduto, solo per le edizioni Einaudi, oltre 2 milioni e mezzo. Nella sua ultima pagina Primo Levi descrive la giornata del 27 gennaio 1945 ad Auschwitz quando arrivano i soldati sovietico dell’Armata Rossa ed abbattono i cancelli del campo di sterminio nazista. L’autore di “Se questo è un uomo”, nel raccontare la sua esperienza del lager, rappresenta quella detenzione come viaggio nell’oltretomba che non permette via di ritorno alla vita. Il richiamo letterario e morale è a Dante Alighieri, alla Divina Commedia, Canto XXVI, dove è rappresentato “Il folle volo di Ulisse” contenente l’indimenticabile terzina, “Considerate la vostra semenza: fatti non foste a viver come bruti ma per seguir virtute e canoscenza”. L’internato Primo Levi, numero di matricola 154517, tornato a casa scrive sua testimonianza ed intitola il capitolo 11 “Il canto di Ulisse” dove racconta il suo sforzo di ricordare al compagno di prigionia Jean, Pikolo, i versi della Divina Commedia. Nel tentativo sincopato da vuoti irrecuperabili riesce a chiudere la traballante citazione con “Infin che ‘l mar fu sovra noi rinchiuso” citando la conclusione del canto dantesco e così rappresentando anche il desolato quadro esistenziale, senza via di scampo, dello spazio concentrazionario nazista.
Il gruppo ad Auschwitz nel 2013 era composto da Giovanni Malesci, Pasquale Piccolo, Francesco Esposito Corcione, Gilda Ruzzi, Antonio Malesci, Anna Musto, Augusto Cappuccio, Carmela Serra, Tony Spiezia, Antonio Aniello Spiezia, Mario Cicciomesere, Angela Cicciomessere, Alfredo Di Maio e Antonio Castaldo.
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