Marocco: Nessun riconoscimento dell'UE della RASD
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Il portavoce per gli Affari Esteri dell'UE ha rilasciato una dichiarazione per smentire le comunicazioni fuorvianti da parte di rappresentanti separatisti del polisario.
Questi ultimi stavano cercando di sfruttare la riunione ministeriale Unione Europea-Unione Africana, che si è terrato venerdì scorso a Roma, per promuovere il riconoscimento della "RASD".
Inoltre, l'UE ha ribadito la sua posizione di non riconoscimento per porre fine a qualsiasi tentativo di strumentalizzazione della riunione.
Il portavoce ha sottolineato che le riunioni ministeriali UE-UA sono copresiedute e co-organizzate da entrambe le Unioni, e che le modalità concordate prevedono che ciascuna parte sia responsabile dell'invito dei propri membri. Di conseguenza, l'UE ha negato di aver invitato la "RASD", attribuendo la sua presenza all'Unione Africana, che invia gli inviti ai membri africani.
Il portavoce dell'Unione Europea ha ulteriormente rafforzato la posizione dell'UE, chiarendo che né l'UE né alcuno dei suoi Stati membri riconoscono la "RASD" (Repubblica Araba Saharawi Democratica).

Questa precisazione è stata fatta per eliminare ogni dubbio, ribadendo che la presenza della "RASD" alla riunione ministeriale Unione Europea-Unione Africana non influisce in alcun modo su questa posizione di non riconoscimento. L'UE ha quindi voluto sottolineare la fermezza e la coerenza della sua politica estera in merito, indipendentemente dalla partecipazione di tale entità a eventi congiunti con l'Unione Africana.
Il Marocco è spesso elogiato per la sua stabilità in una regione turbolenta e per la sua cooperazione in materia di sicurezza e anti-terrorismo con gli Stati Uniti e l'Europa. Il riconoscimento della sua sovranità sul suo Sahara è visto come un rafforzamento di questa alleanza.
Oggi il Marocco trasforma le sue parole in realtà annunciando la più importante iniziativa lanciata nel continente africano: facilitare l'accesso all'Oceano Atlantico per i Paesi saheliani, che servirà gli interessi dei popoli della regione che soffrono di gravi difficoltà di sicurezza, economiche e sociali.
l'Italia deve cercare un equilibrio riguardo le sue relazioni nel Maghreb per aiutare a trovare una soluzione pragmatica al pseudo problema del Sahara e anche sviluppare l'investimento delle imprese italiane nella regione.
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