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Politica e Istituzioni

Grido di allarme della Federdistat-Cisal gestione inadeguata emergenza Covid-19 personale Vigili del Fuoco.

Noi Vigili del Fuoco siamo esposti in prima linea in questa pandemia, oggi con l’aggravarsi dei numeri e delle problematiche da affrontare stiamo gestendo questa fase con molta approssimazione ed in assenza di linee guida chiare da attuare nel dialogo istituzionale con la Direzione Nazionale – Direzione Regionale – Comandi provinciali.
Roma, (informazione.news - comunicati stampa - politica e istituzioni)

Al Direttore Regionale VV.F. Lazio
Ing. Giovanni NANNI
 

e p.c.

Al Comandante VV.F. di Frosinone
Al Comandante VV.F. di Latina
Al Comandante VV.F. di Rieti
Al Comandante VV.F. di Roma
Al Comandante VV.F. di Viterbo

Preg.mo Direttore,
desidero esprimere tutta la mia preoccupazione per il periodo terribile che stiamo vivendo.
Noi Vigili del Fuoco siamo esposti in prima linea in questa pandemia, oggi con l’aggravarsi dei
numeri e delle problematiche da affrontare stiamo gestendo questa fase con molta approssimazione ed in assenza di linee guida chiare da attuare nel dialogo istituzionale con la Direzione Nazionale –Direzione Regionale – Comandi provinciali.
Voglio segnalare le criticità che rileviamo gestendo nel quotidiano una serie infinita di
problematiche, ed in particolare i colleghi sul territorio ci segnalano:
una volta dichiarati positivi, specialmente se i tamponi vengono fatti in laboratori privati, vige la totale assenza di contatti ed informazioni con il Comando e l’Asl. Questo comporta l’incertezza
“del o dei” tamponi successivi al primo per certificare la negativizzazione.
Molti nostri dirigenti sindacali sul territorio esprimono problematiche:
nei rapporti di lavoro, per i rientri in servizio ove viene richiesto il certificato di guarigione, secondo quanto previsto dalla normativa; nella gestione dei rapporti stretti che non vengono più mappati e quindi sottoposti al tampone; nella gestione della vigilanza domiciliare invogliando coloro che non ricevono notizie ad organizzarsi in un pericoloso “fai da te”.
Altra problematica segnalata riguarda l’uso del tampone oro faringeo, denominato “antigenico”, che abbisognerebbe della conferma del “tampone molecolare” ma che molto spesso non avviene nelle 24/48 ore successive all’esito, molto frequentemente i colleghi positivi non vengono trasmessi né all’Asl né all’Autorità Sanitaria.
Altri segnalano la presenza di malati o anziani presenti in casa del positivo senza alcuna guida da parte dell’Autorità Sanitaria. Interpellati gli operatori Asl, essi asseriscono che tutta la complessa procedura deve essere gestita e curata dalla presenza fattiva e collaborativa del medico di base al quale è stato consentito l’accesso alla piattaforma cosiddetta "Ecovid" o “Simphonia”.
I medici lamentano blocchi del suddetto sistema, poca informazione, ritardi e difficoltà abnormi nella gestione dei pazienti. I colleghi contagiati nelle caserme sono stati seguiti in questi mesi dal servizio di Epidemiologia del proprio domicilio o residenza, dopo la centralizzazione delle prenotazioni per i tamponi non si è più in grado di seguire le procedure e dare informazioni certe.

Questa O.S. già aveva segnalato a codesta Amministrazione, il fatto che la gestione dell’emergenza sanitaria per il Coronavirus all’interno delle strutture dove opera personale dei Vigili del Fuoco non sia stata all’altezza della situazione, con provvedimenti presi in ritardo, in alcuni casi anche rispetto alle indicazioni del Governo.
Ci sarebbero inoltre obiettivi di medio-lungo periodo da perseguire, come ad esempio, la
determinazione di intese con le autorità sanitarie anche locali, nell’ambito di accordi quadro, dove impostare percorsi diagnostici specifici e celeri per evitare di creare rallentamenti dannosi per il soccorso; inoltre, allo scopo di innovare e rendere più efficiente l’attività sul territorio, si potrebbe anche pensare di istituire un sistema sanitario proprio dei Vigili del Fuoco, strutturato a livello centrale e periferico, in grado di affrontare l’attuale situazione pandemica e le future esigenze sanitarie del Corpo Nazionale. Bisogna avere le idee chiare sul futuro e bisogna avere il coraggio di affrontare le nuove sfide con coraggio ed ambizione; ciò che oggi potrebbe essere considerato vaneggiamento domani potrebbe costituire un modello da emulare ed ammirare.
Pertanto chiediamo:
• Di valutare nello specifico le “Misure per il contrasto al rischio contagio da SARS-CoV-2 nei
luoghi di lavoro per il personale del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco” ed in particolare puntare sulla integrazione urgente dei DVR e la rapida divulgazione con incontri formativi e informativi sul rischio biologico in tutte le sedi di servizio centrali e periferiche;
• Una sinergia tra Datore di Lavoro, RSPP, medico competente e RLS per individuare una strategia
comune per fronteggiare le emergenze locali da rischio COVID-19;
• Una sinergia tra Datore di Lavoro, RSPP e medico competente per la rimodulazione
dell’organizzazione del lavoro e degli uffici, in particolare a livello territoriale, che consenta di
ridurre la presenza del personale e dell’utenza;
• Una continua sorveglianza Sanitaria/Medico Competente/RLS.
Ho sentito il bisogno di esternare queste criticità sia a Lei che ai Comandanti Provinciali chiedendo magari un incontro a stretto giro per confrontarci sulle criticità e concordare atti e procedure univoche e condivise con le OO.SS.
Confidando in un clima collaborativo l’occasione è gradita per porgerle i miei distinti saluti.

IL Segretario Nazionale e Regionale Lazio

FEDERDISTAT-CISAL VIGILI DEL FUOCO 

ing. Nicola Basile

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Ufficio Stampa
Nicola Basile
Sindacato Autonomo Nazionale Federdistat-Cisal Vigili del Fuoco.
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