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Gioia Mia di Margherita Spampinato, con Marco Fiore e Aurora Quattrocchi, anteprima al Cinepalace di Riccione

Rassegna Cinema d'Autore, Giovedì 2 Aprile 2026, ore 21,00. Il film è un viaggio nel tempo: in un luogo apparentemente fermo nello spazio piomba la fanciullezza, la freschezza di sguardo. Il cinema del passato in lotta con la modernità e la tecnologia.
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Rassegna Cinema d'Autore

GIOIA MIA, regia di Margherita Spampinato, anteprima al Cinepalace di Riccione, Giovedì 2 Aprile 2026, ore 21,00.

REGIA Margherita Spampinato

Cast: Marco Fiore, Aurora Quattrocchi, Martina Ziami, Camille Dugay Comencini, Concetta Ingrassia

SCENEGGIATURA Margherita Spampinato
SOGGETTO Margherita Spampinato
FOTOGRAFIA Claudio Cofrancesco
MONTAGGIO Margherita Spampinato

Genere:dramma

Durata:01:30

Gioia Mia, Premio Speciale della Giuria CINÉ+ e Pardo per la migliore interpretazione ad Aurora Quattrocchi al Festival di Locarno nella sezione “Cineasti del presente”, segna l’esordio al lungometraggio per Margherita Spampinato, nata a Palermo e laureata alla Sapienza in Lettere e Filosofia. 

Il film è un viaggio nel tempo: in un luogo apparentemente fermo nello spazio piomba la fanciullezza, la freschezza di sguardo. Il cinema del passato in lotta con la modernità e la tecnologia.

Nico, un bambino vivace, scontroso e impertinente, cresciuto in una famiglia laica, in un mondo moderno, tecnologico e iperconnesso, è costretto a passare l’estate in Sicilia, ospite di un’ anziana zia, signorina religiosissima e scorbutica che vive sola, in un antico palazzo pieno di leggende e superstizioni, senza wi-fi né elettrodomestici, senza nessun tipo di tecnologia, completamente fuori dal tempo. La zia lo accoglie con fastidio, cerca di inserirlo con prepotenza nel suo mondo popolato da angeli e spiriti, dominato da un senso magico della religione. Lo scontro tra modernità e passato, tra ragione e religione, tra velocità e lentezza, segna l’inizio del loro burrascoso rapporto. Eppure pian piano, nasce un legame profondo di cui entrambi non sapevano di avere bisogno.

Ufficio Stampa
Giancarlo Garoia
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