Banda larga vuol dire futuro di Achille Colombo Clerici
Banda larga vuol dire futuro” di Achille Colombo Clerici – QN Il Giorno, Il Resto del Carlino, La Nazione del 9 luglio 2016
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Fonte: Giornale Informazione Quotidiana

. Qualcosa si sta facendo (troppo tardi? troppo poco?). Tra gli investimenti il famoso “Piano per l’Europa” o “Piano Juncker” con una dotazione di 21 miliardi che determinerà, soprattutto per effetto-garanzia, altri investimenti per oltre 315 miliardi con un possibile incremento di 1,3 milioni di posti di lavoro. Le risorse saranno orientate verso le infrastrutture (banda larga, reti energetiche, trasporti); l’istruzione, la ricerca e l’innovazione; le energie rinnovabili e l’efficienza energetica; aiuto ai giovani a trovare lavoro.
Agli occhi del cittadino comune la “banda larga”, cioè i servizi internet ad alta velocità, vuol dire sostanzialmente computer più efficienti. Non è proprio così. Ha lo stesso impatto che un secolo fa ebbero le reti elettriche e quelle dei trasporti. Significa azzerare l’handicap di chi vive al di fuori delle città in quanto gli consente di operare – dai controlli sanitari all’acquisto e produzione di beni e di servizi – come se vivesse in grandi conurbazioni dove si creano, e si godono, le grandi innovazioni. Per l’Italia un passo indispensabile. Il Governo ha infatti destinato 3,5 miliardi proprio alla banda larga.
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