Editoria e Media
Porta Virtutis. Il processo a Federico Zuccari di Patrizia Cavazzini presentato al Palazzo Ducale di Urbino, sede della Galleria Nazionale delle Marche
Porta Virtutis. Il processo a Federico Zuccari
di Patrizia Cavazzini, con la collaborazione di Yara Cancilla
Porta Virtutis è il titolo di un’opera di Federico Zuccari (Sant’Angelo in Vado 1540 ca. – Ancona 1609) conservata nella Galleria Nazionale delle Marche ed esposta in una delle rinnovate ale del II piano del Palazzo Ducale di Urbino. Ma Porta Virtutis è anche il titolo del volume nel quale, Patrizia Cavazzini ha analizzato le vicende processuali che, proprio per quell’opera, coinvolsero il celebre pittore marchigiano.
Federico Zuccari infatti, nel 1581, venne accusato di «eccessi» per aver disegnato un cartone satirico intitolato Porta Virtutis che illustrava il trionfo dell’artista virtuoso sui propri detrattori ignoranti. Il cartone venne esposto sulla facciata della chiesa di S. Luca nel giorno della festa dei pittori (18 ottobre), scatenando l’ira del papa bolognese Gregorio XIII.
Nessun altro artista nella Roma di fine Cinquecento e primo Seicento fu processato e condannato così pesantemente per una sua opera: Zuccari dovette subire, almeno temporaneamente, le gravi conseguenze della sentenza di esilio.
Per quanto la vicenda sia nota, i numerosi documenti che la narrano non erano mai stati riuniti e discussi nella loro interezza. Il processo è nel volume interamente trascritto e annotato insieme alle lettere del pittore e dei suoi protettori, attraverso le quali è possibile seguire nel dettaglio e nel contesto lo svolgersi degli eventi e il formularsi delle argomentazioni.
Rimane sorprendente come Zuccari pensasse di potere insultare pubblicamente un membro della corte papale senza subirne conseguenze. Fu Francesco Maria II a lavorare diplomaticamente attraverso i suoi agenti per ristabilire la necessaria pace tra lo Zuccar e il pontefice; il Duca d’Urbino seppe inoltre approfittare dell’esilio del pittore per fargli realizzare gli affreschi della cappella Della Rovere nella pontificia basilica della Santa Casa a Loreto, opera che l’artista aveva promesso e mai realizzato già a Guidobaldo II, padre del duca regnante.
Il volume sarà presentato giovedì 24 marzo, alle ore 17.00, presso la Sala Convegni | Giardino d’Inverno del Palazzo Ducale di Urbino, sede della Galleria Nazionale delle Marche.
La collana Artisti in Tribunale
Le cause giudiziarie che hanno avuto per protagonisti l’arte e gli artisti - da Fidia a Caravaggio, da Artemisia Gentileschi a De Chirico - sono fonti straordinarie per lo storico dell’arte, specialmente quando è possibile approcciarle senza il filtro deformante della rielaborazione letteraria.
Studiare questi processi significa indagare il rapporto arte-vita, permette di conoscere l’artista nella società in cui vive e opera, ridisegna il suo scenario fatto di luoghi, amicizie e più spesso ostilità. Le deposizioni restituiscono, sebbene attraverso lo scrivere di una mano altrui, la voce dell’artista, rivelandone tratti del carattere, i giudizi e le considerazioni: materiali per la Storia dell’arte da sottoporre al vaglio di una critica che è consapevole del gioco delle parti e dei dispositivi della “dissimulazione onesta” (Torquato Accetto). Affrontare le carte di un processo significa, per lo studioso di oggi, calarsi in un tempo e in uno spazio, è un’esperienza immersiva senza preconcetti, pronta a mettere in discussione l’idea romantica dell’artiste maudit che non di rado ha favorisce il transito dei fatti giudiziari dalla storia alla letteratura.
La collana è il frutto di un confronto permanente sulle fonti giudiziarie tra uno storico dell’arte, Massimo Moretti, e uno storico archivista, Michele Di Sivo: un laboratorio aperto alle proposte degli studiosi di ogni periodo nell’orizzonte aperto della longue dureé della storia.
Patrizia Cavazzini è research Fellow alla British School at Rome e advisor dell’American Academy in Rome. La sua tesi di dottorato presso la Columbia University di New York, pubblicata con il titolo Palazzo Lancellotti ai Coronari, ha vinto il premio Saibene della Fondazione Longhi. È l’autrice di Painting as Business in Early Seventeenth-century Rome, riconosciuto negli Stati Uniti come “Outstanding academic title”. Dall’analisi dei processi civili e penali che hanno coinvolto pittori e che sono conservati presso l’Archivio di Stato di Roma ha tratto vari saggi, in particolare sulla pratica del mestiere di pittore, sul funzionamento del mercato dell’arte e sull’espandersi del collezionismo minore, oltre che sulle vicende biografiche di alcuni artisti, tra i quali Artemisia Gentileschi.
Michele Di Sivo (1957) è Soprintendente per gli archivi e la bibliografia della Toscana. Autore di numerose pubblicazioni sulle fonti giudiziarie dal XVI al XX secolo (si ricordano gli studi dedicati a Bellezza Orsini e Caravaggio), è responsabile dello studio e della digitalizzazione dei procedimenti sul sequestro e l’assassinio di Aldo Moro di cui coordinato e curato l’edizione del Memoriale (De Luca 2019). È docente a contratto presso l’Università di Roma Tre.
Massimo Moretti (1978) è professore aggregato di “Storia dell’arte moderna” e di “Iconografia e Iconologia” presso la Sapienza, Università di Roma. Le sue ricerche di storia della’arte si pongono sul solco della “storia della cultura”, focalizzandosi in particolare sul periodo delle riforme religiose del XVI secolo. Tra i suoi numerosi studi, alcuni dei quali dedicati alle fonti giudiziarie, si ricordano Clemente XIV Ganganelli. Immagini e memorie di un pontificato; I Petrignani di Amelia. Fasti, committenze e collezioni tra Roma e l’Umbria (2012); Il genio conteso. Mito e fortuna di Donato Bramante nel suo territorio di origine (2014).
Galleria Nazionale delle Marche | Palazzo Ducale di Urbino
Piazza Rinascimento 13, 61029 Urbino (PU)
Telefono: 0722 2760
gan-mar@beniculturali.it
www.gallerianazionalemarche.it
Info e prenotazioni
https://www.coopculture.it
biglietteria.urbino@coopculture.it