Mytilus Fest, a Baia la cozza torna a raccontare i Campi Flegrei

La cozza allo scoglio resiste. Filtra, trattiene, pulisce. Non fugge davanti alla corrente, si ancora. Come fanno da sempre i mitilicoltori flegrei.
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La cozza non è un prodotto. È un documento. Le origini della mitilicoltura nei Campi Flegrei risalgono all'VIII secolo a.C., ed è con la Magna Grecia che il mitilo diventa simbolo riconosciuto, tanto da finire coniato sulla moneta dei fondatori di Cuma nel V secolo a.C.. Duemilottocento anni dopo, quello stesso bivalve è ancora qui, aggrappato alle corde nel Golfo di Baia. 

È l'allegoria perfetta: la cozza allo scoglio resiste. Filtra, trattiene, pulisce. Non fugge davanti alla corrente, si ancora. Come fanno da sempre i mitilicoltori flegrei.

Tra mito e archeologia

Dal 3 al 5 luglio il porto di Baia, a Bacoli, ospita la terza edizione del Mytilus Fest, manifestazione dedicata alla mitilicoltura e alle eccellenze gastronomiche del territorio. La cornice non è casuale: sotto quei tre metri d'acqua c'è la città sommersa di Baia, ville di senatori, mosaici, terme di Punta Epitaffio. Sopra, il bradisismo che solleva e abbassa la terra. In mezzo, le pergole dei mitili, l'«oro nero» che da generazioni rappresenta una delle eccellenze del territorio. 

Qui il cibo è geologia. Ogni cozza porta con sé cenere, tufo, zolfo, e il lavoro di chi la alleva a mano.

Il festival, i numeri, il senso

Promosso dall'Associazione Culturale MSP guidata da Bruna Manfredonia, in sinergia con il Comune di Bacoli e con il sostegno della Città Metropolitana di Napoli, con patrocinio di Regione Campania, Ente Parco Regionale dei Campi Flegrei e Pro Loco, il Mytilus Fest è dedicato alla memoria di Tony Scotto. Con Mitilflegrea, Mytilus Campaniae Organizzazione Produttori, Gal Parthenope e FEAMPA.

Tre giorni, cinque esperienze diffuse in città. Sul porto, dalle 18.00, degustazioni dal crudo al dolce, laboratori per bambini sul riuso dei gusci e sull'economia circolare, con attestato di "Piccolo Ambasciatore del Mare". La Cumana prolunga il servizio fino alle 24 per lasciare le auto a casa.

Le voci dalla conferenza

Fiorella Zabatta, assessora alla Pesca e Acquacoltura della Regione Campania, inquadra il momento: «La cozza campana non è soltanto un'eccellenza gastronomica, ma il risultato di una tradizione produttiva consolidata, di competenze tramandate nel tempo e di un rapporto profondo con il mare. È, a tutti gli effetti, una risorsa strategica per il nostro territorio». Il percorso verso l'IGP, spiega, «si configura come strumento capace di rafforzare la riconoscibilità del prodotto, valorizzandone origine, qualità e legame con l'ambiente costiero». Eventi come Mytilus, in questa fase, servono a creare consapevolezza. 

Josi Gerardo Della Ragione, sindaco di Bacoli, parla di visione urbana: il porto di Baia come terza piazza di mare, dopo Miseno e Fusaro, finestra sul Parco Archeologico Sommerso. Celebrare l'oro nero, dice, è un segnale di rilancio ai mitilicoltori storici dopo anni difficili, e la prova che «a Bacoli si può fare aggregazione in totale sicurezza» nonostante il bradisismo".

Giuseppe Cirillo, vicesindaco della Città Metropolitana, insiste sull'identità: "Sostenere Mytilus significa investire in un racconto vivo che affonda le radici nel mare".

Bruna Manfredonia chiude il cerchio: «Il Mytilus Fest nasce dall'amore per Bacoli e per i Campi Flegrei, da quel senso di appartenenza che ci spinge ogni giorno a raccontare le bellezze, i sapori, le sonorità e le tradizioni del nostro territorio. Ma soprattutto nasce dall'amore che Tony Scotto ha sempre avuto per questa terra».

Cosa si mangia, cosa si fa

La direzione artistica è di Andrea Tartaglia. La cucina è affidata a oltre trenta realtà – da A Casa Vost a Tribus, da Poliphemos a La Dragonara – che lavorano la pasta del Ventigrani e il mitilo in tutte le forme, con i dolci di Blamangieri e Guantiera. Da bere, le birre di N'Artigiana e i vini del Consorzio di tutela dei Campi Flegrei.

Musica tutte le sere dalle 21.00, presentano Francesco Albanese e Margherita Salemme:

  • Venerdì 3: Zerofiltro, poi Mytilus All Stars con Jovine, Caso, Tartaglia e special guest Dario Sansone e 'O Zulù
  • Sabato 4: Amy Leah, Tommaso Primo con il nuovo disco, Funkool Orchestra
  • Domenica 5: Mattewh, chiusura con Ciccio Merolla 

Fuori dal porto, il festival diventa esperienza di territorio: tour in barca con fondo di vetro di Lomar Dreams sulla città sommersa, SUP al tramonto fino allo Schiacchetiello con sosta agli allevamenti, visite guidate ai centri di depurazione Mitiliflegrea e Latomare Eurofish, Baia Experience con 27 visori 4K alle Terme di Punta Epitaffio, uscita con Athena Pescaturismo e degustazione a bordo.

Il destino flegreo

I Campi Flegrei sono terra di leggende che non hanno bisogno di effetti speciali. Qui la Sibilla scriveva a Cuma, Virgilio collocava l'ingresso all'Ade nel lago d'Averno, Nerone sognava palazzi sull'acqua. Oggi quelle storie riaffiorano nei gusci neri tirati su all'alba.

Mytilus Fest è l'invito a toccarle: 3, 4 e 5 luglio, porto di Baia, dalle 18.00. Venite per assaggiare, restate per capire.

Perché la cozza insegna una cosa semplice, quasi accademica nella sua chiarezza: la resilienza non è retorica. È stare attaccati allo scoglio mentre tutto intorno trema, erutta, si solleva. E continuare a filtrare il mare, a farlo diventare sapore.

Ufficio Stampa

Renato Aiello
Bacoli Italia

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