"La ferrovia del Brennero e il ruolo strategico del trasporto ferroviario regionale passeggeri per il collegamento con le valli. Il momento storico del cambiamento": Convegno organizzato da Transdolomites, al Muse di Trento
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"La ferrovia del Brennero e il ruolo strategico del trasporto ferroviario regionale passeggeri per il collegamento con le valli. Il momento storico del cambiamento” è il titolo del convegno che Transdolomites alle ore 14.00 Transdolomites organizza al MUSE a Trento il 21 ottobre 2026.
A novembre 2025 la Commissione europea ha adottato una serie di nuove proposte per accelerare la diffusione della rete ferroviaria europea ad alta velocità e stimolare gli investimenti nei combustibili rinnovabili e a basse emissioni di carbonio.
Basandosi sulla rete transeuropea dei Corridoi TEN -T il nuovo piano d'azione per il trasporto ferroviario ad alta velocità mira a ridurre i tempi di percorrenza e a rendere il treno un'alternativa più attraente rispetto ai voli a corto raggio.
La rivoluzione da avviare “sui binari” necessita di azioni concrete come l’eliminazione delle strozzature transfrontaliere, lo sviluppo di una strategia di finanziamento coordinata per mobilitare gli investimenti necessari, migliorare le condizioni affinché l'industria ferroviaria e gli operatori ferroviari investano, innovino e operino in modo competitivo (ad esempio migliorando i sistemi di biglietteria e prenotazione a livello transfrontaliero), il rafforzamento della governance a livello dell'UE, comprese le norme armonizzate e i processi di autorizzazione. Le stime suggeriscono che il completamento della prevista rete ad alta velocità TEN-T entro il 2040 costerà circa 345 miliardi di euro, mentre una rete più ambiziosa che operi a velocità molto elevate (ben oltre i 250 km/h) potrebbe costare fino a 546 miliardi di euro entro il 2050. Priorità da affrontare riguarda poi la politica dei biglietti di viaggio, in poche parole “un biglietto unico” per i passeggeri lungo tutto il percorso.
Il piano prevede anche collegamenti più forti tra la ferrovia ad alta velocità e altri modi di trasporto per rendere i viaggi più agevoli e affidabili. Entro il 2030 tutti i grandi aeroporti dell'UE che gestiscono oltre 12 milioni di passeggeri dovrebbero essere collegati alla ferrovia a lunga distanza o ad alta velocità.
Ma la sola alta velocità non basta a guidare la transizione.
Nel mese di dicembre 2022 il Consiglio dell’Unione europea ha adottato le conclusioni che definiscono l'agenda europea per il turismo 2030, comprendente un piano di lavoro pluriennale dell'UE destinato ad aiutare gli Stati membri, le autorità pubbliche, la Commissione e i portatori di interessi a rendere il settore del turismo più verde e più sostenibile, resiliente e digitalizzato.
Sempre nel 2022 il Consiglio dell’Unione europea aveva sollecitato l’elaborazione di un’Agenda europea del turismo più avanzata e proiettata tra il 2030/2050. In ambedue i documenti si cita il ruolo dei trasporti ai quali spetta il compito di sostenere la decarbonizzazione della mobilità attraverso innovazioni, tecnologie nuove e pionieristiche e il potenziamento della mobilità multimodale, aumentando l'attrattiva dei modi di trasporto sostenibili per i passeggeri, con particolare attenzione alle esigenze delle periferie, delle zone meno accessibili, delle isole e delle regioni ultraperiferiche, promuovendo modi di mobilità attiva, come il ciclismo e l'escursionismo, e incoraggiando soggiorni più lunghi. Questo è un passaggio che riguarda direttamente la nostra regione data la sua spiccata vocazione turistica.
Il convegno del 21/10 partendo dalle considerazioni appena citate intende concentrarsi nell’ambito di Euregio sul corridoio del Brennero che nel 2034 prevede l’entrata in esercizio della Galleria di Base del Brennero. Ancora prima è prevista l’attivazione dei collegamenti Alta Velocità da Monaco a Milano senza dover effettuare il cambio a Verona e successivamente da Berlino a Milano. Come appena citato abbiamo il settore del turismo e la necessità di pianificarne i futuri sviluppi Di conseguenz la nostra attenzione e visione non può limitarsi solo al Corridoio della Ferrovia del Brennero, ma sensibilizzare sulla necessità di una infrastruttura ferroviaria che si ramifichi in direzione dei territori periferici che si affacciano lungo il Corridoio citato connettendoli alla rete ferroviaria italiana ed europea.
Ciò significa promuovere una “corsa alla ferrovia” sull’esempio di quanto avvenne successivamente al 1867, anno dell’inaugurazione della ferrovia Innsbruck-Verona quando nel Tirolo del Nord, Tirolo e del Sud e in Trentino iniziando nel 1871 con l’inaugurazione della tratta della Val Pusteria, per arrivare al 1918 con la ferrovia Ora-Predazzo, 15 furono le ferrovie costruite in quel lasso di tempo. Essere connessi e raggiungibili era strategico già a quei tempi ed era ben chiara l’importanza dell’essere connessi alla Verona-Innsbruck.
Perno del programma del convegno l’intervento dell’Istituto di ricerca economia EBP di Zurigo che in questa occasione presenterà i risultati dello studio commissionato da Transdolomites per analizzare il potenziale turistico nelle valli dell’Avisio associato alla presenza o meno di ferrovia. Non è cosa facile presentare i numeri di una ferrovia che ancora non esiste, ma in parallelo allo studio svizzero quello che dobbiamo fare da subito è comprendere se progetti così ambiziosi e impegnativi sono la scelta corretta per rispondere alle nuove aspettative di mobilità di residenti e turisti, punti di forza e criticità per il futuro della montagna, e pianificare le scelte della mobilità anche in funzione dei cambiamenti climatici a causa dei quali sempre la montagna vista come rifugio climatico.
La ferrovia del Brennero e il bisogno di fare i conti con il presente e l’irrinunciabile necessità di guardare al futuro
Il convegno del 21ottobre si inserisce in un momento storico che vede pesare sulla Ferrovia del Brennero eventi di cronaca ( frane, guasti, investimenti, ritardi, soppressione di treni). Alla base di un certo numero di disagi non possiamo dimenticare che si tratta di una infrastruttura che mostra il peso degli anni. La tratta Verona-Innsbruck è stata inaugurata nel 1867 per gran parte è rimasta quella di allora. E cresciuto notevolmente il traffico passeggeri e merci.
Nel frattempo crescono le ambizioni e le aspettative per i futuri nuovi servizi Alta Velocità internazionali, le esigenze per un servizio ferroviario regionale efficiente e sempre più alternativo all’utilizzo dell’automobile. Quando poi si parla di traffico e di turismo di massa e comunque sempre più destinato a spalmarsi sui 12 mesi verso le destinazioni turistiche della regione Trentino Alto Adige, le aspettative dei turisti è maggiori servizi di mobilità alternativi all’automobile. E la crescita del costo dei carburanti a livello mondiale con farà che orientare sempre più la domanda sulla ferrovia. Necessità che costantemente inascoltate negli anni scorsi ora emergono forza mettendo a nudo il pesante e colpevole ritardo.
Oltre all’età, sulla ferrovia del Brennero pesa la poca flessibilità dell’infrastruttura. Un esempio. La ridotta disponibilità di deviatoi (i n gergo scambi) è alla causa di interruzioni del servizio anche per alcune ore. Per capirci; tra la stazione di Egna e Mezzocorona non ci sono deviatoi. Se tra queste due stazioni si verifica un qualsiasi guasto (non sono rari quelli ai treni merci oltre che passeggeri) una linea strategica internazionale che collega il Nord con il Sud dell’Europa resta completamente bloccata perché non è possibile bypassare l’eventuale treno bloccato.
Che il tema traffico sul Corridoio del Brennero rappresenti sempre più un’emergenza oltre alle nostre riflessioni, ce lo ha ricordato questa primavera Karl Mühlsteiger, sindaco di Gries am Brenner paese che si trova appena oltrepassato il confine del Brennero in Austria.
Nello scambio di mail che quest’anno ho avuto con Mühlsteiger in prima linea nell’azione del blocco stradale a Passo Brennero ho fatto presente che non dobbiamo fermarci alla sola realtà circoscritta al Corridoio del Brennero ed al solo nodo del trasporto delle merci. Serve una strategia Euregio fortemente sostenuta dalle popolazioni che vada oltre le proteste in strada. Bisogna attivare una concreta politica di progettazione e realizzazione di infrastrutture ferroviarie mancanti ( alcune delle quali dismesse nel secolo scorso) che dalla ferrovia del Brennero permettano di connettere le destinazioni che nel Tirolo del Nord, Alto Adige, Trentino sono meta di turismo di massa.
Se pensiamo alle Alpi e alle Dolomiti come un territorio ad alta sensibilità ambientale e meta di milioni di turisti non possiamo più accettare che la montagna sia semplicemente relegata alla funzione di territorio ludico, buona a snocciolare numeri di presenze di milioni di turisti, bilanci economici che ogni anno bruciano record mentre i disagi, la carenza di servizi continua a pesare sulle spalle delle popolazioni residenti.
Non è sufficiente parlare di solo trasporto merci.
Un treno merci standard (350 m.) sulla ferrovia del Brennero può trasportare mediamente l'equivalente di circa 20-30 camion. Se consideriamo 43 i treni merci che giornalmente transitano il numero di autoarticolati/giorno trasportati può variare tra gli 860 – 1290.
Con l’entrata in esercizio della Galleria di base del Brennero (2034) la lunghezza dei treni merci potrà arrivare a 750 metri e si potrà ipotizzare di trasportare l’equivalente di 45 -65 autoarticolati che moltiplicato per i 79 treni merci ipotizzati porterebbe a calcolare tra i 3555 – 5135/camion giorno tolti dalla strada. Nel calcolo annuale il trasporto su ferro potrebbe oscillare tra poco più di 1.297.000 e 1.874.000 mezzi.
Questa è la matematica, una proiezione, ma gli indirizzi li detta la politica dei trasporti e la realtà essere ben diversa dalla teoria. In Svizzera, che si guarda come esempio del trasporto merci su ferro, il traffico merci ha subito un calo e si è spostato sulla strada. Ed anche in Svizzera la protesta delle popolazioni si fa sentire.
La mobilità privata
Se sulla A22 transitano 2,5 milioni di camion/anno le autovetture sono 24 milioni/anno ed il rischio del collasso della A22 si fa sempre più concreto. E alcuni milioni di automobili che ogni anno passano sulla A 22 sono quelle che in Euregio hanno come destinazioni le mete turistiche, laghi e montagna, non servite da ferrovia.
Perché allora è strategico rafforzare il trasporto persone su ferro?
Se attualmente in ferrovia possiamo trasportare ogni giorno dagli 860 ai 1290 camion, un treno passeggeri come la “ Freccia” che può trasportare tra 460 – 570 passeggeri è come ad ogni viaggio togliesse dalla strada 250-300 automobili. Moltiplichiamo questo dato su tutti i treni AV - Regionali veloci, Regionali/giorno e ampliamo questo ragionamento ai nuovi collegamenti AV che prossimamente ci collegheranno via Brennero a Monaco e Berlino. Qui si fanno i numeri!!!!!!!!! Quali conclusioni trarre? Che alla luce di oltre 20 miliardi di Euro di investimenti tra Verona e il Brennero ( galleria di base del Brennero e tratte di accesso) con almeno 10 anni di lavori da affrontare ci troviamo dinanzi a una contraddizione; la necessità di realizzare le circonvallazioni per evitare il transito dei treni merci nei centri urbani ed allo stesso tempo il rischio di costruire parzialmente una cattedrale nel deserto.
Perché?
Perché se nel Tirolo del Nord, Alto Adige, Trentino non portiamo la ferrovia nei territori a forte pressione turistica il potenziale che la Ferrovia del Brennero potrebbe esprimere sarà fortemente azzoppato perché si continuerà ad andare in automobile.
Riteniamo che a giustificare e rendere produttivi gli investimenti sul Corridoio Scan-Med sia proprio la costruzione delle ferrovie di vallata: Őtztal (A) Val Gardena e Val Badia, Merano-Malles Engadina (CH), Trento – Penia di Canazei, Trento-Mezzana-Tirano – Engadina (CH), Rovereto-Riva. In questo ragionamento confluiscono diversi obiettivi di pubblico interesse come la riduzione del divario crescente di opportunità tra pianura e montagna, quello di A22 autostrada del Brennero per evitarne il collasso, di RFI e Trenitalia, che continueranno a vedere la ferrovia del Brennero sottoutilizzata e con un potenziale latente di nuovi viaggiatori “orfani di treno”. La somma di interessi: nazionale, europeo,
Quello dell’Unione Europea alla luce dei finanziamenti in atto sui Corridoi TEN-T e degli obiettivi definiti nell'Agenda europea per il turismo 2030/2050 comprendente un piano di lavoro pluriennale dell'UE destinato ad aiutare gli Stati membri, le autorità pubbliche, la Commissione e i portatori di interessi a rendere il settore del turismo più verde e più sostenibile, resiliente e digitalizzato ponendo l’U.E. come destinazione turistica connessa in modo sostenibile.
Se la pressione di traffico fa di Euregio un caso di interesse mondiale non ha senso andare in ordine sparso. Serve un lavoro, una pianificazione di squadra sovranazionale ove nelle sedi competenti di Commissione Europea e Parlamento Europeo le ferrovie esistenti o di auspicata progettazione connesse ai corridoi Ten-t entrino a pieno titolo nella politica europea dei trasporti prevedendo una adeguata quota di cofinanziamento.
Nostra intenzione è chiedere a breve un incontro con il Sindaco Karl Mühlsteiger per sondare se vi è la disponibilità a sostenere questo cambio di passo che noi di Transdolomites vediamo in una lettera da inviare a Roma, Vienna, Innsbruck, Bruxelles.
INFO
Massimo Girardi, Presidente di Transdolomites
Tel. 320.3029769
Ufficio Stampa
Giancarlo Garoia
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